martedì 23 ottobre 2018
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I DATI E LA RECENSIONE DEI FANS

Ascolti tv: I Bastardi di Pizzofalcone sta-vince il prime time. E i fans storici di de Giovanni promuovono a pieni voti

NapoliCapitale | 9 ottobre 2018

Si pensava a un’accesissima sfida fra Rai 1 e Canale 5. Ma secondo gli ascolti tv di ieri, 8 ottobre, fra I bastardi di Pizzofalcone, ovvero la prima puntata della seconda stagione dell’amatissima fiction Rai, e la terza puntata de Il Grande Fratello Vip ha stravinto, con nostro orgoglio napulegno, il primo. Nella serata di ieri, lunedì 8 ottobre 2018, su Rai1 l’esordio de I Bastardi di Pizzofalcone 2 ha conquistato 5.587.000 spettatori pari al 25.06% di share. Su Canale 5 – dalle 21.36 all’1.18 – Grande Fratello Vip 3 ha raccolto davanti al video 3.044.000 spettatori pari al 19.07% di share.

Pubblichiamo una divertente e azzeccata recensione di Annalisa Guida, fan storica di Maurizio de Giovanni. Più tardi invece proporremo “i luoghi dei Bastardi”. 

Attenti a quei tre!

La scorsa settimana ho scelto il silenzio perché non volevo rischiare di rovinare la sorpresa a qualcuno.

I nuovi Bastardi mi sono piaciuti moltissimo, e non perché sia legata da amicizia ai tre moschettieri, e vi spiego perché.

La regia: Alessandro D’Alatri ha tradotto quanto più fedelmente possibile, ciò che l’autore intende nei suoi romanzi. Mancano, per fortuna, immagini troppo stucchevoli perché stavolta il racconto non è fatto solo stando dietro una macchina e da lontano, no. D’Alatri è diventato tutt’uno con la città, le storie.
Ma la cosa che maggiormente emerge e che forse sembrerà scontata, è l’occhio attento verso ciò che provano personaggi. Del resto, siamo di fronte al caso in cui il regista conosce bene sia le storie che lo scrittore.
L’immersione è stata naturale conseguenza.
Stavolta ci sono empatia e sensibilità nei confronti delle sfumature, dei colori dei protagonisti, attenzione anche all’accento locale e l’inserimento di espressioni napoletane.
Quest’anno non vediamo principalmente quanto è bella Napoli e quanto sono belle le nostre ville. È protagonista il racconto di storie che si svolgono passando per le solitudini, le disperazioni, le depressioni.

La musica: Marco Zurzolo è un musicista napoletano, innamorato della città, delle storie di Maurizio e conosce ogni andamento narrativo e psicologico di storie e personaggi.
Ha costruito intorno al racconto una cornice di colori degna dell’autore e del regista, e ha trovato nelle note quanto di meglio potesse esserci.

L’autore: La sua presenza nella (ri)costruzione del racconto cinematografico si avverte eccome.
Ora sa che i suoi personaggi sono stati trattati con i guanti, che le storie hanno un certo andamento proprio perché si tratta di anime, fragili come quelle di tutti, e per questo vanno descritte con tutta la delicatezza possibile.

Voto: 9.5 (perché Alessandro Gassman ancora non mi ha chiesto la mano!)

Annalisa Guida

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