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I migliori libri su Napoli da leggere almeno una volta nella vita

NapoliCapitale | 1 Novembre 2014

Nella sua vita trimillenaria, Parthenope è stata oggetto di innumerevoli ispirazioni, la musa predestinata per le menti più illuminate. Un connubio inestricabile e letale quello tra l’imprevedibile guizzo del genio e la sfacciata meraviglia di Napoli. Con il suo fascino immortale ha saputo trarre il meglio da ogni poeta, scrittore, pittore, scultore, compositore, architetto, cantante, attore e musicista che abbia solcato quel tufo giallo graffiato dal vento salmastro.

Ebbene, senza nessuna pretesa, ci apprestiamo ad elencare alcuni libri che narrano di Napoli, in ordine sparso, lasciando le preferenze al lettore e alla sua legittima e insindacabile soggettività.

La pelle – Curzio Malaparte

Il controverso, inesorabile, cruento e a tratti sproporzionato racconto del toscano Malaparte ci conduce nella Napoli liberata, quella del lontano ’43, quando le forze alleate fanno il loro ingresso in una città che vive gli ultimi spasmi delle “Quattro giornate di Napoli” ma che presto si ritroverà a sguazzare nella miseria e a vivere con l’unico scopo di portare il salvo “la pelle”.

“Che cosa sperate di trovare a Londra, a Parigi, a Vienna? Vi troverete Napoli. E’ il destino dell’Europa di diventare Napoli.”

 Il ventre di Napoli – Matilde Serao

La scrittrice e giornalista di origini greche ci descrive una Napoli a cavallo tra l’ottocento e il novecento, accompagnandoci con mano negli anfratti e nei dedali che si celano dietro il paravento delle case dabbene. Un viaggio introspettivo capace di sventrare l’animo dei napoletani, nell’arduo tentativo di svelarne la sua più recondita intimità.

“Ascoltate un poco, quando una operaia napoletana nomina i suoi figli. Dice: le creature, e lo dice con tanta dolcezza malinconica, con tanta materna pietà, con un amore così doloroso, che vi par di conoscere tutta, acutamente, l’intensità della miseria napoletana.”

Napòlide – Erri De Luca

Lettera di un innamorato. Quell’Erri De Luca poeta malinconico, biografo di se stesso, accompagnato dai ricordi passati di una Napoli immortale. Sacro e il profano, storia e geografia, tutto si svolge sotto lo sguardo sovrastante del vulcano.

“Il suo carattere dipende dal suo luogo, dalla geografia. Da quella bellezza sfrontata e però anche micidiale, pericolosa rischiosa. La bellezza di stare sopra un vulcano catastrofico, sopra un suolo sismico fa di quel posto un posto di cittadini d’azzardo.”

Gli alunni del tempo – Giuseppe Marotta

La guardia notturna Vito Cacace possiete l’unica copia del quotidiano venduta al Pallonetto Santa Lucia. E narra al popolo minuto i fatti del mondo. Dalla fecondazione artificiale al mostro del Nebraska, dall’atomica al cambio di sesso, la cronaca di ogni giorno assume le vibrazioni del mito. A Napoli le notizie si umanizzano.

“Vento, fulmini, boati, nevischii, grandine a chicchi grossi come olive. Marzo è impazzito e non un santo del Pallonetto esce dal tabernacolo e gli mette la camicia di forza. Abbiamo quasi paura. Che vigilia di primavera, che benedizione per i malfermi edifici nei quali ci facciamo, sospirqndo, le croci. Donna Giulia Capezzuto, amara come la punta di un cetriolo: “È inutile: Dio è stanco.”

Così parlò Bellavista – Luciano De Crescenzo

Il filosofo napoletano estrapola in un solo libro tutti i temi cari alla città delle mille contraddizioni. Personaggi e metafore diventano culto in un romanzo divertente e ricco di spunti riflessivi, un omaggio puro e illuminato alla rinomata filosofia napoletana.

“E chi lo sa! Chi lo sa come è Napoli veramente. Comunque io certe volte penso che anche se Napoli, quella che dico io, non esiste come città, esiste sicuramente come concetto, come aggettivo. E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli.”

Viaggio a Napoli – Johann Wolfgang von Goethe

L’esaltazione più riuscita e sincera che uomo abbia mai regalato a una città. Goethe, nel suo gran tour, celebra le meraviglie paesaggistiche di Napoli e la spensieratezza incrollabile dei suoi abitanti in un epoca d’oro, in cui la capitale era all’apice del suo splendore.

“Da quanto si dica, si narri o si dipinga, Napoli supera tutto: la riva, la baia, il golfo, il Vesuvio, la città, le vicine campagne, i castelli, le passeggiate… io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi!”

La danza degli ardenti – Jean Noel Schifano

Per la minuzia dei particolari e per la capacità disarmante di raccontare la tumultuosa Napoli di Masaniello esistono soltanto due possibilità: o il professore francese di origini siciliane possiede una macchina del tempo da usare a suo piacimento oppure è un essere immortale.

“«Ma tu chi sei?» , disse Masaniello. «L’ho dimenticato da tanti di quegli anni… un tempo abitavo in una grotta, e muggivo per le folle in file supplichevoli che il desiderio e la paura dell’avvenire prendevano alla gola… una grotta dalle cento bocche, dove penetravano, la sera al tramonto, i raggi del sole e i dolci effluvi del mare, la nostra ninnananna di seta… voltatevi, guaglioni, non mi guardate partire! Oh, polveri negli occhi dei potenti, io non dirò più l’avvenire» …”

Nostalgia – Ermanno Rea

Felice Lasco, dopo una mezza vita cosmopolita, ritorna a Napoli per la morte della madre. Il suo viaggio temporaneo diventa definitivo. Richiamato alle sue origini, il protagonista non ripartirà più. Rea riesce come pochi a mescolare geografia e lucidità tragica, raffigurando l’ultima città autenticamente epica del pianeta.

“Povera Sanità. Strade strette e tortuose, palazzi fatiscenti, alle spalle una storia lunga più di due millenni, testimoniata da ipogei, altari, sepolcri scolpiti, scale che scendono sottoterra come volessero raggiungere le viscere del pianeta.”

Il resto di niente – Enzo Striano

Malinconico e struggente racconto delle vicende di Eleonora Pimentel Fonseca, romantica nobildonna napoletana di origini portoghese, sedotta e disillusa dal più nobile e irraggiungibile dei sogni: la libertà.

“Alza gli occhi verso il mare, che s’è fatto celeste tenero. Come il cielo, come il Vesuvio grande e indifferente. Un piccolo sospiro di rimpianto. Non osa chiedere: vorrebbe, però, ritrovarli tutti nell’abbraccio di Dio sarebbe bello. Così, invece, che rimane? Niente, il resto di niente.”

Se vuoi conoscere la nostra personale lista sui migliori film dedicati a Napoli, clicca qui.

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 1 Novembre 2014 e modificato l'ultima volta il 7 Marzo 2020

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