mercoledì 21 agosto 2019
Logo Identità Insorgenti

I Napoletani hanno perduto la memoria?

News | 28 Settembre 2017

E dunque anche Napoli sembra conformarsi alla decadente massificazione occidentale. Anche Lei, “la sola città del mondo che non è affondata nell’immane naufragio della civiltà antica“, come ebbe a dire alcuni anni fa Curzio Malaparte, che tanto aveva capito della nostra complicata città. Ma voi, piuttosto, vi siete mai soffermati su queste parole roventi, capaci di strappare Napoli dalla sacca rafferma della consuetudine e dell’omologazione moderna?

Eppure, anche Napoli cambia. Anche la città fondata da quel manipolo di esuli Greci costretti ad emigrare sulle nostre coste molti secoli fa si ritrova tragicamente coinvolta in quella spirale di decadenza morale che minaccia la nostra epoca; anche Lei, la città di Parthenope, la Sirena eponima simbolo del rifiuto, dell’emarginazione.

Emarginazione, un termine che rappresenta appieno Napoli. Napoli è tra le città più emarginate d’Occidente. Pensate alla sua storia, pensate al suo potenziale, ai soprusi, alle ingiustizie, alle privazioni, l’emigrazione indotta, il degrado, l’abbandono. Napoli è la Capitale dell’emarginazione. Il suo popolo vanta un credito importante con la Storia. I Napoletani ne sono consapevoli, i Napoletani sanno cosa sono costretti a subire ogni giorno. Eppure, in questi anni, sedotti da proclami deliranti, e stanchi di subire passivamente il declino della Civiltà, i Napoletani hanno pensato bene di conformarsi, perdendo di fatto quella straordinaria singolarità che in passato abbacinava il mondo.

E fu così che la città simbolo dell’emarginazione e dell’accoglienza divenne città dell’intolleranza. Fu così che ieri, una furente retata messa in piedi per sgominare nientemeno che un mercatino dell’immondizia, divenne il pretesto per vomitare vagonate di bile su di un manipolo di disperati che provavano ad arrangiarsi raccattando qualche spicciolo per campare. 

“Arrangiarsi”, un termine che a queste latitudini conosciamo bene, o no?
Napoli ha forse perduto la memoria? Ma davvero si crede che per restituire decoro alle nostre città, vittime dei tagli dei finanziamenti imposti dai governi nazionali ed europei, bisogna sguinzagliare polizia e falchi contro le fascie più deboli dei cittadini, così come previsto dal decreto Minniti? 
Come può il decoro urbano e sociale convivere con la povertà economica e morale della società moderna?

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 28 Settembre 2017 e modificato l'ultima volta il 28 Settembre 2017

Articoli correlati

Attualità | 10 Luglio 2019

ILVA TARANTO

Nulla di fatto al vertice Mise, intanto la Procura spegne l’altoforno 2

News | 17 Maggio 2019

Parco della Marinella, entro l’anno i lavori di riqualificazione

News | 16 Maggio 2019

VIDEO | Accorinti, già sindaco di Messina: “Salvini? Un nazi-fascista”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi