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IDEE BELLISSIME

La “challenge” del Mazzini di Napoli: così i ragazzi reinterpetano l’arte

Istruzione, scuola, università | 11 Maggio 2020

È l’arte che copia il mondo o è il mondo che copia l’arte?

Il dilemma è antico, ma quanti in questi giorni di quarantena e clausura si sono sorpresi in pose teatrali?

Presi dalla noia o dallo sconforto abbiamo appoggiato il mento sul dorso della mano senza nemmeno rendercene conto, affacciati alla finestra, distesi sul divano con il braccio che dondola fuori, una luce che entra come pulviscolo caldo, un gatto sul cuscino, la nostra faccia nello specchio.

Abbiamo inconsapevolmente replicato Dalì e il tempo sciolto, lungo, interminabile, Picasso, Caravaggio, Raffaello, Klimt…

Quella varietà di atteggiamenti visti decine di volte alle pareti dei musei, mutuati in anni passati sui libri, intravisti velocemente sui poster pubblicitari, le vetrine, il merchandising di tutto il mondo, tazze, quaderni, penne…

Ma quando la casualità diventa progetto, ricerca, gioco, nell’interminabile e seducente dialogo tra arte e vita che da sempre ci affascina e ci seduce, che cosa succede? In tempo di lokdown Ileana Manco, prof di Storia dell’Arte del liceo Mazzini di Napoli ha lanciato una sfida ai suoi studenti. Duecentoquaranta alunni e una challenge per evitare la noia (e perché no, fare un po’ di sano ripasso). Settanta lavori arrivano scaglionati di giorno in giorno, tanto che il preside Gianfranco  Sanna ne ipotizza una mostra a cose normalizzate.

#iorestoacasaconArte, ma l’eco dell’iniziativa è impressionante e mentre escono i lavori dei ragazzi, come un domino straordinarie decine di scuole replicano il progetto.

 

Il momento storico che stiamo vivendo, ha imposto di ripensare gli spazi, i luoghi e perfino i legami – ci racconta la prof. L’istruzione, e la cultura in genere, non si sono fermate, perché se una rinascita sarà possibile partirà proprio dalla tenacia di chi ha continuato a credere nella conoscenza, anche quella appresa e rimbalzata da un pc all’altro.

Così gli studenti del triennio (indirizzo scienze umane e linguistico, classi 3F 4F 5F -4L -5I 4I 3I), si sono immersi in un itinerario artistico diverso, ripensando l’arte, indossandola, emulandone la potenza percettiva e comunicativa. Ognuno si è riconosciuto in un’opera, chi per gusto, chi per passione, chi per la voglia di assomigliare ad un capolavoro; tutti hanno riassunto un ideale estetico accomunandosi alle pennellate dei grandi della storia dell’arte. Secondo Stendhal la bellezza, non è altro che una promessa di felicità… e di vita, fuori da questa pandemia, aggiungeremmo noi.

Agnese Palumbo

Il link al liceo Mazzini e al progetto

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 11 Maggio 2020

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