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IDEE BRILLANTI

E’ napoletano il cavatappi “ecologico” per riciclare il sughero

Imprese, Made in Sud | 27 Maggio 2015

REpop cavatappi

Non di rado si è verificato che le idee più brillanti ed apparentemente più semplici abbiano riscosso un enorme successo commerciale, e ci auguriamo che sia questo il caso di un nuovo brevetto made in Napoli: stiamo parlando di REpop, il primo cavatappi “ecologico” al mondo, frutto dell’ingegno di Michele D’Auria.

Del resto alzi la mano chi di voi abbia mai messo il discussione il dogma per cui i tappi delle bottiglie, in particolar modo quelli di sughero, possano essere estratti senza essere letteralmente distrutti. I cavatappi tradizionali infatti li danneggiano irreversibilmente, rendendoli buoni al massimo per essere al massimo riciclati e nulla di più.

Con un’idea tanto semplice quanto brillante, il cavatappi “napoletano” permette invece di estrarli perfettamente integri, e dunque permette di riutilizzarli più volte, con il conseguente risparmio di energia e materie prime e relativo vantaggio per l’ambiente. Come funziona esattamente ce lo spiega il suo ideatore: “Sostituisce all’attrito elevato del sughero contro il vetro quello basso del metallo contro il vetro. Una volta inserite le sbarrette bisogna svitare e il tappo si stappa“.

REpop brevettoStiamo parlando di un brevetto europeo, di disegno comunitario registrato, e se a questo aggiungete la possibilità offerta dall’ideatore di personalizzare il cavatappi con il marchio commerciale di aziende interessate a farsi pubblicità, il gioco è fatto: un’innovazione pratica cui si aggiunge un’altrettanto semplice e brillante idea commerciale.

Se poi dovesse sfiorarvi il dubbio che salvare i tappi di sughero, fondamentali per le bottiglie di buon vino ed onestamente non sostituibili con i surrogati in plastica, sia in fondo “cosa ‘e niente“, forse è perché non vi è mai capitato di sentir parlare di gestione sostenibile delle sugherete, come la sughereta di Cusseddu-Miali-Parapinta, gestita da Agris Sardegna –  Dipartimento per la Ricerca sul sughero – e certificata secondo gli standard FSC.

Eh sì perché le sugherete, oltre al valore economico, hanno un importante funzione ecologica in quanto proteggono l’ambiente contro l’erosione dei suoli e la desertificazione e preservano la biodiversità, ma le pressioni cui sono sottoposte da parte del reparto vitivinicolo hanno dato luogo ad una vasta produzione scientifica internazionale sulla gestione ecosostenibile delle stesse. Un esempio su tutti, il fondamentale testo in materia di Helena Pereira pubblicato dalla Oxford University. Questo per sottolineare la reale portata dell’impatto ecologico di una invenzione che, a prima vista, si potrebbe banalmente classificare come “simpatica” o poco più.

Nota a margine: quando si cita la famigerata frase di Bombrini, c’è un sottinteso della stessa che non viene mai evidenziato a sufficienza. Ai napoletani non doveva più essere permesso di intraprendere poiché, se mai ciò fosse stato loro concesso nel nuovo stato coloniale e padano-centrico, evidentemente alle latitudini più settentrionali, commercialmente parlando, avrebbero collezionato una serie infinita di ben magre figure a cospetto della creatività e fantasia di napoletani e siciliani.

Lorenzo Piccolo

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 27 Maggio 2015 e modificato l'ultima volta il 28 Maggio 2015

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