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IDENTITA’ RITROVATE

Campanile del Carmine, via le impalcature: terminati i lavori di restauro

Beni Culturali | 31 Luglio 2019

Era il 30 ottobre 2014 quando il campanile della Basilica del Carmine Maggiore fu avvolto da una fitta rete protettiva allestita per garantire l’incolumità dei passanti e per promuoverne il definitivo restauro di quello che resta uno dei simboli più importanti della storia della città partenopea. Oggi, dopo quasi 5 anni di attesa, la bella pera maiolicata di fra’ Nuvolo fa capolino tra le impalcature: dopo tanta attesa – si legge sulla pagina del santuario – possiamo finalmente tornare a guardare il nostro bel campanile che con i suoi 75 metri di altezza svetta fiero sulla città di Napoli. Siamo certi che il campanile tornerà ad essere un punto di riferimento per tutti i napoletani che amano invocare la Madonna con il bel titolo di Mamma d’ ‘o Carmene.

Le impalcature decretano la fine del suggestivo incendio del Carmine

Nell’autunno del 2014, a seguito delle forti precipitazioni che si abbatterono sulla città, alcuni pezzi di ferro crollarono dalla cima del campanile del Carmine schiantandosi sulla strada dinanzi alla basilica. Da quel giorno il Campanile caro a fra’ Nuvolo fu imbavagliato da una stretta maglia di impalcature che impediscono da ben 5 anni lo svolgimento del suggestivo incendio del Carmine, una delle più antiche ricorrenze identitarie della città, capace di convogliare ogni 15 luglio, in occasione dei festeggiamenti in onore della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, migliaia di cittadini e di turisti nella piazza del Carmine ai piedi del campanile.

L’origine di questa antica tradizione – che ci auguriamo possa ritornare in auge l’anno venturo – è ancora oggi sconosciuta, anche se è noto che nel XVII secolo, ai tempi di Masaniello, si simulava nella piazza antistante un assalto ad un fortino che terminava con l’incendio dello stesso. Secondo gli storici la rivolta del giovane Tommaso Aniello D’Amalfi ebbe luogo proprio durante i preparativi della festa del Carmine, nel luglio del 1647.

Un simbolo secolare della città

Più volte rimaneggiato e ricostruito nel corso dei suoi otto secoli di storia, il Campanile del Carmine assume l’aspetto attuale nella prima metà del XVII secolo, quando il domenicano fra’ Giuseppe Nuvolo costruì la celebre cuspide ricoperta di maioliche svelata quest’oggi, in cima alla quale si erge la croce su un globo di rame del diametro di 110 centimetri. Il Campanile domina da secoli una delle piazza più importanti e tumultuose di Napoli, ai suoi piedi, nell’ex Campo Moricino, si susseguirono rivolte ed escuzioni capitali passate alla storia della città e dell’Europa intera. L’esclamazione “Mamma d’o Carmene”, tra le più usate dal popolo napoletano, caratterizza ancora oggi il legame fortemente identitario tra la Madonna Bruna e la città partenopea.

Antonio Corradini

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 31 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 31 Luglio 2019

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