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IENE E SCIACALLI

“Ragazzi in odor di camorra”: caro Golia, ma come ti permetti?

Attualità | 22 Aprile 2020

Giulio Golia fa un servizio su “le mafie che cavalcano il virus”. Mi sta bene. Il fenomeno esiste, da che mondo criminale esiste. In tempi di guerra, in tempi di pace, in tempi di terremoto. La camorra cavalca tutto: la miseria, la fame, la ricchezza. Sì, pure la ricchezza, visto che al nord di soldi della mafia, ‘ndrangheta e camorra sono pieni i grattacieli, le industrie, le attività. Pieno.

Ora, tu vuoi fare un servizio in cui chiedi insistentemente, a gente che non sa mettere due parole insieme e grida solo che va trovando ʼe denari (perché fai leva sull’ ignoranza che SAI di trovare in alcuni contesti perché tu, tra le altre cose, sei pure Napoletano) se la camorra ha portato “i pacchi”. Loro ti rispondono che li hanno portati le associazioni, ‘e guagliune dei quartieri, la solidarietà della gente, la Chiesa. Ma tu non sei contento, e continui. Ipotizzi, estorci risposte simil-populiste da gente che non sa esprimersi diversamente e chiami a rapporto i soliti noti: il parroco, che ci avrebbe pure scassato un poco il cazzo a questo punto, il Procuratore che ci parla de “El Chapo” in Messico – per fare la savianata del momento – e Catello Maresca che ci dice che, probabilmente, la gente non ammette perché così funziona.

Cosa hai chiarito in questo servizio? Cosa hai voluto dire con questo servizio? Quali evidenze hai portato alla luce? Niente e nessuna.

Quindi è così che funziona ancora? Prima mandano in onda una Bergamo perfetta, la Bergamo perfetta che ha fatto migliaia e migliaia di morti, ma che costruisce gli ospedali con gli alpini e con gli ultras dell’Atalanta (degli ultras napoletani non sia mai dio se ne parli bene) e poi che fanno?

Sfornano un servizio su Napoli, che mica parla della solidarietà napoletana spontanea e disinteressata dei molti, macché. Il Panaro Solidale ha fatto il giro del mondo, ma mica d’Italia, che ci siamo dovuti mettere a tradurre dal francese e dal turco per scrivere due righe. E ancora, sia mai ci parli della città rispettosa che non ha numeri di contagi per questione di civiltà? Macché. Ci parla di ipotesi sulla camorra che, forse, sta portando i pacchi.

Ci parla di ragazzi, in odore di camorra, che si ingegnano per fare la spesa nei quartieri popolari. In odore di camorra. Ma come ti permetti, Giulio. Ma perché li conosci ad uno ad uno? Tutto ciò mentre, su Rete 4, il delirante Vittorio Feltri ci chiama “inferiori”, alla lombrosiana maniera.
Ma come vi permettete tutti. Come vi permettete.

Infine, rivolgo un invito, l’ennesimo, ai napoletani: non dovete parlare mai più con questa gente che viene a trovarvi come se stesse andando allo zoo a guardare gli animali in gabbia. Ho visto il Rione Sanità applaudire ad uno sciacallo di Mediaset che ha portato in televisione la vostra disperazione e ne ha fatta una distorsione narrativa priva di ogni fondamento. Ho pianto per la rabbia. La rabbia che deve montare in ognuno di noi da adesso in poi. Noi non lo possiamo più permettere. Non possiamo più permettere questo sciacallaggio sulla nostra pelle. Scetammece. Ora.

Ylenia Petrillo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 22 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 22 Aprile 2020

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