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Napoli Sotterranea, il Comune: “Nessun rinnovo per Albertini. Presto delibera per gara pubblica”

Battaglie | 1 Febbraio 2020

Potrebbe avere un positivo sviluppo la vicenda sul futuro di Napoli Sotterranea, l’associazione onlus di cui è titolare fino a maggio Enzo Albertini, imputato per molestie e sfruttamento dei lavoratori, utilizzati come volontari o tirocinanti ma dipendenti a tutti gli effetti, che hanno presentato ricorso alla magistratura del lavoro per il riconoscimento dei loro diritti.

Martedì al Comune di Napoli è previsto un incontro con il gruppo dell’Opg che si sta occupando della vertenza di Napoli sotterranea, e gli assessori interessati, la Clemente e Piscopo. A raccontarcelo, raggiunta al telefono, è la stessa Clemente, che spiega anzi che non solo è già stato comunicato all’attuale gestore, in un protocollo del 23 dicembre 2019, che è escluso il rinnovo automatico della concessione della struttura ma che il Comune sta preparando una delibera in merito, per mettere a bando la concessione.

“Gli uffici che si occupano della valorizzazione del patrimonio e quelli che si occupano di sottosuolo stanno lavorando su nostro indirizzo – spiega dunque l’assessore – ad una delibera quadro per stabilire i parametri economici e di sicurezza per una messa a bando delle cavità con vocazione turistica attraverso procedure ad evidenza pubblica che nasceranno a valle di momenti di partecipazione e di ascolto. Nella delibera abbiamo chiesto che vengano inserite clausole sociali per la tutela dei lavoratori, per la fruizione pubblica del sito, valorizzazione donne, giovani, fasce sensibili”.

Secondo la Clemente non è vero, dunque, che sarà confermato Albertini, a cui è già stato comunicato più di un mese fa che è escluso il rinnovo, né che è già stato deciso il nuovo affidatario della struttura.

Dal canto loro il gruppo dell’Opg che fa assistenza ai lavoratori di Napoli sotterranea, aveva ribadito preoccupazione per il futuro di Napoli Sotterranea. La vicenda del lavoro nero era emersa proprio grazie alle denunce giunte al loro sportello dagli stessi lavoratori di Napoli Sotterranea: “Ci avevano raccontato le loro storie, fatte di lavoro nero, turni massacranti, zero sicurezza, trattamenti umilianti e peggio ancora…

Li abbiamo aiutati nella lotta, nelle denunce all’ispettorato, nelle vertenze, nell’intervento affinché il Comune, proprietario del bene, si esponesse, come accadde: ricordiamo il commento di Panini giustamente scandalizzato dalla notizia di una tale quantità di abusi, nonché il percorso fatto insieme all’assessore Buonanno che ci ha portato ad avere la prima delibera comunale in Italia contro il lavoro nero.

Intanto i processi partivano e alcuni sono già giunti a sentenze di primo grado che riconoscono la verità di quanto abbiamo sempre detto; altre sentenze stanno per arrivare e non abbiamo dubbi che ci daranno ancora una volta ragione: la fortuna di Napoli Sotterranea è stata costruita sulle spalle di chi ci ha lavorato e ci lavora!

Ma non c’è solo Napoli Sotterranea con Vincenzo Albertini, purtroppo: la nostra attività quotidiana di sportello legale ci restituisce decine e decine di casi di sfruttamento del lavoro nero, spesso proprio in quel centro storico che, con l’aumento esponenziale dei turisti, ha visto moltiplicarsi anche la ricchezza circolante, che però finisce sempre nelle stesse mani, non quelle di chi lavora.

Rassicurati dalle interlocuzioni già avute, tra l’estate e settembre dell’anno scorso abbiamo iniziato a sollecitare il Comune di Napoli affinché riflettesse non solo sull’inopportunità di rinnovare la concessione del bene ad un soggetto come Albertini, ma anche sull’occasione di trasformare quel posto in un simbolo di giustizia e riscatto sociale, assumendone la gestione diretta e trasformandolo così in un esempio virtuoso di bene gestito dal pubblico, in una fonte di guadagno per le disastrate casse comunali e in una bandiera contro lo sfruttamento.

Ci siamo visti, poi abbiamo scritto mail all’Assessore, l’ultima proprio poco tempo fa, senza avere alcuna risposta.

Che succede? C’è forse qualcuno che spera che col passare del tempo il rinnovo della concessione all’attuale gestore diventi inevitabile? Qualcuno nel Comune vuole davvero ridare fiducia ad Albertini?

Soprattutto, in un’Amministrazione che per bocca dei suoi più coerenti rappresentanti ha fino a pochi giorni fa difeso la propria azione politica a difesa dei beni comuni (pensiamo all’intervista fatta a Carmine Piscopo qualche giorno fa, in risposta ad alcune critiche), davvero non si ha il coraggio di sedersi ad un tavolo, sfidando l’ideologia dominante, il dogma del pareggio di bilancio, il mantra del “privato è bello”, e immaginare soluzioni innovative che possano trasformare Napoli Sotterranea – in un’epoca di privatizzazione galoppante dei beni culturali di questo paese – nel primo sito culturale che da privato ritorna pubblico ed efficiente, che passa da una gestione opaca e misera ad una gestione virtuosa, occasione di lavoro dignitoso e di ricchezza per tutta la città?

Noi non vogliamo ancora crederci, per questo ci affidiamo ai mezzi che abbiamo per invitare pubblicamente il Sindaco De Magistris e l’Assessore Clemente a risponderci, a dire ai cittadini di Napoli se pensano, come noi, che come collettività siamo in grado di fare questa piccola rivoluzione, oppure se si sono fatti vincere del tutto, e quindi verranno a dirci che non è possibile.

Per quanto ci riguarda, noi non ci arrenderemo: Napoli Sotterranea, bene sottratto alla città, che tante ricchezze ha dato a un signore sulle spalle di decine e decine di ragazze e ragazzi sfruttati, deve essere restituito alla collettività. Chi è d’accordo con noi?”.

Da qui la replica della Clemente, che ha proposto il tavolo di confronto martedì prossimo: “Ripeto, il contratto di Napoli Sotterranea scade il 13 maggio, non è previsto alcun rinnovo automatico, tanto è che è stato comunicato alla parte interessata dal servizio competente. E stiamo lavorando a una delibera per la messa al bando…”.

 

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 1 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 1 Febbraio 2020

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