fbpx
lunedì 1 giugno 2020
Logo Identità Insorgenti

IL BILANCIO

Con il covid i Musei si fanno virtuali: ma le perdite sono ingenti

Beni Culturali | 29 Marzo 2020

Che succede ai nostri Beni culturali ai tempi del Coronavirus?

Da quando è stata dichiarata ufficialmente la pandemia tutti i musei hanno chiuso quasi contemporaneamente in quasi tutto il mondo conosciuto, soprattutto quelli europei.

I Musei e le visite virtuali: nuove forme partecipative

In Italia è nata la campagna #iorestoacasa e altri hashtag virali che invitano a non uscire e a visitare i musei usando i social. Così siti archeologici e museali vuoti si sono adattati alla nuova situazione sfruttando canali alternativi per raggiungere visitatori virtuali e amanti dell’arte decisi a restare collegati anche ore per dirette in streaming gratuite messe a disposizione da direzioni museali o da canali in rete dedicati.

Pillole di cultura, mostre che inaugurano a luci spente e senza nastri da tagliare ma fruibili online. Una nuova frontiera?

I social: strumento essenziale per raggiungere i fruitori dei musei e gli amanti dell’arte

Negli ultimi anni i social media sono stati veicoli importanti e spesso essenziali per comunicare con target di pubblico irraggiungibili in passato. Istituti museali e parchi archeologici erano spesso popolati da “addetti ai lavori” e appassionati, lontani da chi non si intendeva specificamente della materia. Ora invece parlano un linguaggio “social”. I direttori mettono faccia e nome nonché la propria conoscenza a disposizione della popolazione del web con visite guidate virtuali che ricevono migliaia di visualizzazioni tanto da trasformarli in piccole “star” dei nostri Beni culturali.

Pompei, Paestum, Ercolano,Palazzo Reale, il Mann e i Campi Flegrei: i direttori e i funzionari diventano guide per i “social” tour

In questo periodo Massimo Osanna, direttore generale del Parco archeologico di Pompei, con brevi video ufficiali racconta ad esempio il Tempio di Atena nel foro triangolare del sito più famoso al mondo ma anche dal suo personale profilo Instagram ci porta in giro per gli scavi tra le strade deserte e le domus di Pompei.

Gabriel Zuchtriegel dal Parco archeologico di Paestum e Velia lancia i suoi “bollettini” di archeologia dal sito che dirige e dal Museo ma ha organizzato anche corsi di formazione per il personale in modo da aggiornarsi ed essere più preparati quando finalmente saranno di nuovo aperti al pubblico. Guida una squadra di 80 persone. Tutte in smart working, fatta eccezione per gli addetti alla sorveglianza e alla manutenzione. Spazio allo studio, alla ricerca, alla messa a punto dei dati arrivati dagli ultimi scavi, alle pubblicazioni, alla comunicazione di contenuti online. Ma non solo: “abbiamo pensato che fosse giusto usare questo tempo per la condivisione tra noi delle competenze e delle conoscenze – spiega il quarantenne archeologo tedesco – E così ognuno si è messo ad insegnare agli altri le cose in cui si è perfezionato o ha scoperto in questi anni, dalla accessibilità per il pubblico con disabilità, alle tecniche di comunicazione, dai fondamenti dell’archeologia alle ultime teorie sui ritrovamenti. Così, quando finalmente si riaprirà saremo tutti più preparati” – conclude il direttore.

Dal Parco archeologico di Ercolano il mercoledì ci sono i “lapilli”, piccoli video che illustrano gli scavi in cui lo stesso direttore Francesco Sirano è spesso protagonista. Altri musei si sono industriati con focus su singole opere o usando brevi video o foto.

A Palazzo Reale è Ferdinando di Borbone che virtualmente fa da Cicerone nelle stanze del Palazzo, mentre al MANN di Napoli la progettazione non si è fermata. Si aspetta l’apertura per le 2 mostre – evento dedicate una agli Etruschi mentre l’altra, la più attesa, ai gladiatori. È degli ultimi giorni la novità del videogame del Museo archeologico nazionale di Napoli scaricabile anche in lingua napoletana!

Al Parco archeologico dei Campi Flegrei si cerca invece di coinvolgere i visitatori nel racconto, e nei brevi video in cui il direttore Fabio Pagano ha parlato al suo pubblico virtuale la scelta è stata quella di illustrare posti del Parco generalmente non visitabili come le piccole terme nel parco archeologico di Baia.

Il Mibact tra hashtag ,canale youtube e flashmob virtuali dedicati alla cultura

Il Mibact, dopo aver lanciato la campagna #iorestoacasa e la maratona in diretta sul canale Youtube del Ministero “l’Italia chiamò “, lancia ora su Instagram il flash mob virtuale “Art you ready”, un progetto pensato dal ministero dei Beni culturali che per l’occasione ha invitato le comunità igers, gli influencer, ma anche tutti i fotografi professionisti o amatoriali e, naturalmente i visitatori di tutte le generazioni, a pubblicare per l’intera giornata le foto realizzate all’interno di musei, parchi archeologici, biblioteche e archivi d’Italia, dando preferenza a quelle prive di persone, condividendole con gli hashtag #artyouready e #emptymuseum. Un flashmob digitale che rivoluziona e capovolge l’idea di fruizione. Tutti virtualmente in un museo che fisicamente è chiuso. Un nuovo modo di comunicare attingendo a nuovi linguaggi espressivi.

Il canale YouTube del Mibact ha continuato e sta continuando a pubblicare video realizzati dal personale di archivi, biblioteche, musei, parchi archeologici e istituti culturali statali per permettere visite virtuali, condivisione e trasmissione di conoscenze, illustrare i lavori di restauro, manutenzione, catalogazione delle opere. Ad oggi sono disponibili oltre 70 contributi audiovisivi che hanno totalizzato finora nel complesso oltre 61.000 visualizzazioni.

Allo stesso tempo il Mibact ha aperto sul proprio sito web la pagina www.beniculturali.it/laculturanonsiferma con 785 appuntamenti virtuali finora resi disponibili dai luoghi della cultura statali e da diverse istituzioni culturali nazionali, divisi nelle categorie educazione, musei, archivi e biblioteche, teatro, musica e cinema.

I Fumetti nei musei: un modo per avvicinare bambini e ragazzi al Patrimonio culturale

Infine l’adesione di Fumetti nei Musei a #ioleggoacasa. Il progetto ideato e realizzato dal Mibact, in collaborazione con la casa editrice Coconino Press – Fandango e gli autori delle storie, ogni settimana mette gratuitamente a disposizione per la lettura online una parte dei 51 albi dedicati ai musei e ai parchi archeologici del Paese e illustrati da alcuni dei migliori fumettisti italiani. Un modo divertente di avvicinarsi al patrimonio culturale nazionale con linguaggi differenti, più affini alle sensibilità di bambini e ragazzi. I fumetti sono normalmente distribuiti nei singoli musei coinvolti nel progetto, offerti gratuitamente ai ragazzi che partecipano alle attività educative, alle visite guidate e ai laboratori museali. In una situazione come quella attuale però, in cui le scuole sono chiuse e anche i musei non possono avvalersi della versione cartacea per la didattica, il digitale è di grande aiuto. Fino alle 11:30 di oggi sarà scaricabile gratis su Coconino Press “Il Cuore delle cose”, il fumetto di Maicol & Mirco ambientato alla Reggia di Caserta: Il piccolo Gul, in gita nel Palazzo Reale, si troverà catapultato in un mondo fantastico. Un libro in bilico, una botola, un passaggio segreto e il grande cuore della Reggia di Caserta.

L’ emergenza Coronavirus: quanto perdono i nostri Beni culturali?

I musei vanno avanti usando lo smart working da casa per i propri funzionari e addetti ai lavori e quotidiana manutenzione ordinaria. Nel mentre progettano nuove forme di comunicazione per tenere alta l’attenzione del loro pubblico, ma quanto stanno perdendo?

A Pompei, dove si era appena festeggiata la conclusione del Grande progetto Pompei, sono rimasti solo gli addetti alla guardiania e una squadra per la manutenzione. Tutti gli altri lavorano da casa: “Stiamo mandando avanti le procedure burocratiche in modo da essere pronti per quando usciremo dall’emergenza – spiega Osanna. – Di fatto un gran da fare per tutti, dalle gare alle pubblicazioni, dalla sistematizzazione dei dati raccolti nelle campagne di scavo ai progetti esecutivi per la protezione delle domus riportate alla luce nei mesi scorsi”. Il peso economico dello stop sarà violento: “l’incasso medio annuo era di 40 milioni di euro, quest’anno potremo non superare i 10 milioni” – dice il direttore, e non manca la preoccupazione per i reperti rimasti bloccati all’estero. Uno per tutti, lo straordinario “tesoro della fattucchiera”, tra le sorprese più belle dell’ultima campagna di scavi: i parigini si erano prenotati per ammirarlo in una mostra che avrebbe dovuto aprire il 23 marzo. Spediti in Francia per tempo, pietre e amuleti giacciono ora nel caveau del Gran Palais. Di nuovo al buio, com’è stato per tanti secoli.

La perdita complessiva dei musei italiani viene calcolata dalla Direzione generale dei musei in 20 milioni di euro al mese circa.

L’ interruzione del servizio comporta immediatamente la soppressione di circa il 90% delle entrate

Nel 2019 i musei dello Stato hanno incassato 365 milioni di euro lordi, 355 dai luoghi della cultura che fanno capo alla Direzione generale Musei e altri 12 circa da luoghi che fanno capo ad altri soggetti (ad esempio le Soprintendenze). Dalle biglietterie entrano nelle casse del Mibact 229 milioni di euro lordi che producono un incasso netto pari a 198 milioni di euro, circa 16,5 mln di euro al mese di media. Ma appunto di media si tratta, perché in realtà nei mesi di marzo, aprile e maggio si registra abitualmente una curva in salita rispetto ai mesi invernali che segnano in genere il punto più basso per gli incassi. La cifra realistica si avvicina quindi ai 20 milioni di euro netti al mese se all’incasso delle biglietterie si va ad aggiungere anche un 10% di altri ricavi legati ai servizi accessori (come bookshop, etc). I musei anglosassoni fondano la prevalenza dei loro ricavi sui servizi accessori, donazioni e sul merchandising. Ci sono poi i marchi che all’estero sono valorizzati (vedi l’esempio del Louvre che incassa 400 milioni di euro dagli Emirati Arabi). Oltre alla biglietteria, ci sono altre voci che vanno a comporre l’incasso complessivo della Dg Musei: servizi aggiuntivi, sponsorizzazioni, mostre, prestiti, donazioni. E anche queste sono messe in grave difficoltà dall’emergenza per la quale, al momento, non è possibile ancora scorgere la fine.

La crisi dovuta all’emergenza Coronavirus mette in rilievo i punti deboli del settore. Insieme a nuove forme di fruizione dell’arte si dovrà trovare anche un nuovo sistema su cui costruire il futuro economico dei Beni culturali. La politica delle mostre di certo aiuta ma anch’esse vengono bloccate da situazioni al limite come quella che stiamo vivendo con l’aggravante di lasciare all’estero i nostri prestiti impossibilitati al rientro. Bisognerà rivedere tutto, la vita come il turismo, come la fruizione del Patrimonio e il suo accesso. Chissà che arrivino nuovi spunti su cui lavorare per costruire il futuro.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 29 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 29 Marzo 2020

Articoli correlati

Beni Culturali | 27 Maggio 2020

INIZIATIVE

Così il Parco Archeologico di Ercolano si reinventa

Beni Culturali | 27 Maggio 2020

RIAPERTURE

A Carditello da domenica visite gratuite e “percorsi benessere” nel bosco

Beni Culturali | 27 Maggio 2020

LE PROTESTE

Bosco di Capodimonte, Bellenger e Poggiani sotto accusa

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi