fbpx
martedì 1 dicembre 2020
Logo Identità Insorgenti

IL BILANCIO

I più letti e quelli che non leggeremo: gli effetti del Covid-19 sull’editoria

Cultura | 31 Marzo 2020

Un’Italia sospesa nella morsa del Covid-19. Pandemia. Saracinesche abbassate per ogni esercizio pubblico che non eroghi beni e servizi primari, tra questi, anche il già di per sé fragilissimo mondo delle librerie. Ma quali sono gli effetti del Coronavirus sul panorama editoriale italiano a un mese dal conclamato stato di emergenza globale?

I dati: 20.000 i libri che non leggeremo mai

I dati raccolti dall’Osservatorio Aie (Associazione italiana editori), che rileva a cadenza settimanale gli effetti dell’emergenza sanitaria sulla lunga catena editoriale (dagli autori alla produzione, dagli editori ai canali dedicati alla vendita), non lasciano spazio al dubbio: la situazione è grave e va a ledere un sistema già al collasso. In sintesi: a fine 2020 saranno circa 20.000 i libri che non leggeremo mai, perché non pubblicati, 39,6 milioni le copie prive di stampa, e circa 3000 i volumi non tradotti in lingua italiana.

“Una ricaduta – spiega il presidente dell’Aie Riccardo Franco Levi – che rende il settore del libro una delle prime vittime economiche dell’emergenza Coronavirus, al pari del mondo dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo. Siamo allo stremo. Per questo chiediamo al governo di intervenire per sostenere l’intera filiera con strumenti di emergenza analoghi a quelli previsti per questi settori, perché non possiamo permetterci un Paese senza teatri e senza sale cinematografiche, ma neppure senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori”.

E il riverbero concreto della crisi non tarda certo ad arrivare: ad oggi, il 61% degli editori ha già fatto ricorso alla cassa integrazione o la sta programmando. Il 20% ha già rivisitato il proprio piano editoriale, non solo in relazione a questi giorni strettamente legati all’emergenza, ma per l’intero 2020, con una drastica riduzione del 25% di tutte le novità in uscita.

“La chiusura delle librerie fisiche – continua Levi – ha privato gli editori del canale principale di vendita; le difficoltà di approvvigionamento delle librerie online stanno ulteriormente aggravando questa situazione. Non possiamo permettercelo: se si andasse verso la crisi più nera per il libro, il danno culturale all’intero Paese sarebbe gravissimo. Di qui la necessità di misure immediate d’emergenza”.

I tentativi di resistenza da #divanoLETTO

Ma a fronte di questi dati allarmanti, sono molte le iniziative editoriali che tentano di trovare nuove strade al fine di mantenere in vita il mondo letterario. Se è vero che la totalità degli eventi promozionali è stato per giuste ragioni annullato, è, infatti, altrettanto vero che molte di queste iniziative sono state riprogrammate e proposte ai lettori in maniera diversa.

Digitalizzare sembra essere la parola chiave, mentre diffusione risuona come unico imperativo categorico possibile attraverso cui reinventare un sistema pronto allo schianto. Così molte case editrici (ma non solo) hanno deciso di continuare a portare nelle case degli italiane materiale letterario, organizzando e condividendo sui social network presentazioni online di libri, letture e dibattiti con gli autori.

Il tutto, accompagnato da una serie di hashtags virali, quali: #ioleggoacasa, #librichecisalvano, #divanoLETTO o #iorestoaleggere. I social rispondono così alla stop fisico del commercio librario, creando veri e propri salotti letterari (virtuali) volti a lenire lo sconforto, la solitudine e la noia di questi giorni.  Ma quali sono, in questo periodo di quarantena, i libri preferiti dagli italiani?

Di peste, pandemie, e altre letture virali

Pare che di questi tempi si legga molto di peste e pandemie. Preferito tra tutti risulta essere, infatti, La Peste di Albert Camus, scritto nel lontano 1947 e, ciononostante, decisamente in linea coi nostri tempi. Ma anche Storia di chi fugge e di chi resta della Ferrante e L’inverno più nero firmato Carlo Lucarelli continuano a conquistare i lettori italiani.

Seguono Spillover. L’evoluzione delle pandemie, un libro ibrido di David Quammen, che si pone a metà strada tra un saggio sulla storia della medicina e uno reportage che studia la trasmissione dei virus, e il grande classico di Josè Saramago, Cecità, un libro che ci racconta di indifferenza e egoismo, catapultando il lettore in un mondo che, d’improvviso, vede tutti i suoi abitanti diventare ciechi.

Qualunque sia il genere di lettura preferito, la cosa certa è che durante questo periodo di quarantena, in cui è necessario che ognuno di noi compia il suo dovere restandosene chiuso in casa, è possibile migliorare la qualità del proprio straniamento grazie alla fantasia della lettura.

Lo so, a parole è facile ma la verità è che stare lontano dai propri affetti, dal mare e dalla vita di tutti i giorni è difficile per tutti. Però, ascoltami. #stattacas e riscopri un piacere medicamentoso, che fa bene allo spirito, al corpo, alla mente (e in questo caso pure alla comunità): la letteratura.

Flavia Salerni

 

Un articolo di Flavia Salerni pubblicato il 31 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Marzo 2020

Articoli correlati

Cultura | 25 Novembre 2020

INTERVISTE A DISTANZA

Leggi, viaggia e colora: il libro d’illustrazioni e leggende da realizzare con il crowdfunding

Cultura | 20 Novembre 2020

NOMINE

Massimo Bray nuovo assessore alla Cultura della Puglia

Cultura | 2 Novembre 2020

2 NOVEMBRE

‘A Livella in edizione speciale e limitata, riedita da Marotta e Cafiero

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi