martedì 17 settembre 2019
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IL BLOG DEI QUARTIERI SPAGNOLI

Il meglio della settimana: dallo scugnizzio imprenditore a bike man, dalla pizza fritta di Fernanda ai “siciliani” innamorati di Napoli

Quartieri Spagnoli | 2 Aprile 2018

Su Identità Insorgenti ogni settimana il meglio del blog dei Quartieri Spagnoli, nato da un’idea di Salvatore Iodice, Fabio Zizolfi e Giuseppe Maienza, per raccontare storia, eventi, tradizioni, protagonisti e identità dei Quartieri. Qui il link al blog.  Qui la pagina ufficiale  su fg dei Quartieri spagnoli

 

Questa settimana il blog dei Quartieri Spagnoli, nato da un’idea di Salvatore Iodice, Fabio Zizolfi e Giuseppe Maienza, ci offre tanti storie interessanti. Ad esempio ci racconta di Sasà Petrillo, lo scugnizzo imprenditore nato qui, che si è inventato il Caffè Toledo e che ora vuole farne un brand localizzato per valorizzare il luogo dove è nato, i Quartieri appunto. Un’intervista,  a  cura di Fabio De Rienzo,  all’insegna dell’orgoglio d’appartenenza e del rimboccarsi le maniche ma anche occasione per parlare di caffè e delle sue ritualità a Napoli.

L’intervista completa qui: http://www.quartierispagnoli.org/sasa-petrillo-lo-scugnizzo-imprenditore/

C’è spazio però anche per la memoria, nel blog dei Quartieri, si personaggi conosciuti e amati da tutti e che non ci sono più. E’ il caso di Giritiello d’è biciclette, nero di grasso come un carbonaio, con la sua  bottega alla fine delle scale di Trinità degli Spagnoli dove tutti i ragazzini ad aggiustare le biciclette. Lui, racconta Salvatore Iodice nel suo ritratto, viveva tra pedaliere, selle, manubri e fanalini e fungeva da pit-stop per chiunque avesse bisogno di riparare o sostituire pezzi alla propria bici.

L’articolo qui: http://www.quartierispagnoli.org/bike-man/

E ancora, per la settimana di Pasqua, si raccontano riti e abitudini dei quartierani: ad esempio nel pezzo su sepolcri, pastiere e funzioni, leggiamo di file ai panifici: ebbene si. Gli abitanti dei quartieri preparano il tortano a casa. Poi fanno la fila per cuocere il tortano dal panettiere. Ai Quartieri le ritualità, l’identità, restano vive più che mai per fortuna. Il racconto qui: http://www.quartierispagnoli.org/tra-sepolcri-pastiere-e-funzioni/

E, sempre a proposito di tradizioni, segnaliamo il pezzo sulla pizza fritta, sempre a firma di Fabio De Rienzo: ” Una pizza fritta, forse, fa ancora più napoletano di una pizza margherita” scrive, per poi raccontare del basso della signora Fernanda  in Via Speranzella: “frigge pizze ogni di, lo fa per i quartierani, per napoletani in avanscoperta e soprattutto per turisti. Stare lì ad osservare un turista mangiare, ovvero divorare, una pizza fritta bollente che erutta ricotta incandescente e lapilli di “cicoli” (ciccioli) senza batter ciglio e soprattutto senza curarsi del problema “’nzevamiento” che quell’atto provoca a sé stesso e ai suoi indumenti è qualcosa di meraviglioso perché si assiste ad un atto d’amore, amore passionale verso Napoli”. L’articolo completo qui: http://www.quartierispagnoli.org/codice-segreto-pizza-fritta/

Con occhio aperto agli altri, fuori dal quartiere, il blog di Iodice, Zizolfi e Maienza, ospita anche la lettera d’amore a Napoli di un  giornalista della rivista ” i siciliani giovani” fondato da Pippo Fava (giornalista ucciso dalla mafia). Ecco cosa scrive di Napoli Omar Qasem. “Sai qual è la cosa che mi ha colpito più di te? I cartelli con i nomi delle vie. Sotto ci scrivi il quartiere corrispondente, è stata la prima cosa che ho notato quando ho messo piede ai Quartieri Spagnoli. Anche noi a Catania siamo pieni di vie e viuzze, quartieri definiti “belli” e quartieri “brutti” o, più semplicemente, abbandonati. Ma questo senso di appartenenza noi non lo abbiamo. Scrivere sotto ogni via il nome del quartiere dà un senso di unità, fratellanza e, appunto, appartenenza inimitabile.
Non dico che mi piaci per il cibo, non vorrei essere banale. Da te si mangia bene, benissimo, ma te l’ho detto, sono di Catania, anche giù da me ci sappiamo fare. È la gente che mi piace, mi piace poter chiacchierare tranquillamente con tutti, mi piace sentirmi a casa mia dopo aver preso un aereo, mi piace la sensazione di non essere mai lasciato solo.
I murales. Te l’avranno detto in tanti, lo so, perdonami se risulto banale. Girare fra le tue strade e trovare gigantografie di Maradona e Pino Daniele… tu forse ci sei abituata, ma visto da fuori, credimi, è incredibile. L’amore per il calcio, l’orgoglio partenopeo, sai cosa significano? Scusami se sono ripetitivo ma sì, il senso di appartenenza, l’unità, ancora una volta.
Sai cos’è? Nel mondo in cui viviamo spesso ci si vergogna a mettere in vetrina la propria emotività, a condividere i propri sentimenti. Ecco perché tu sei speciale. Perché tu non ti vergogni, sei un po’ vecchio stampo.
Tu ami e per questo sei amata”. (qui la lettera completa: http://www.quartierispagnoli.org/cara-napoli-lettera-damore-de-i-siciliani/)

Ovviamente segnaliamo questi quattro contenti ma soprattutto vi invitiamo a mettere like alla pagina dei quartieri e a seguire autonomamente il loro blog, ben più ricco. Noi ogni settimana vi proporremo un’antologia di quello che  ci piace o ci colpisce di una zona di Napoli che ha tanto da dire, da dare e da raccontare.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 2 Aprile 2018 e modificato l'ultima volta il 2 Aprile 2018

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