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IL CANCRO POPULISTA

Gli Usa e il magico mondo di Donald e Jake

Mondo | 11 Gennaio 2021

Di certo il suo quarto d’ora di celebrità Jake lo sciamano, al secolo Anthony Chansley Angeli, se l’è guadagnato tutto, divenendo il simbolo dell’assalto terroristico dei sostenitori di Trump al campidoglio di Washington, avvenuto lo scorso sei gennaio.

Jake Angeli conosciuto sui social come QShaman è un fervente sostenitore delle teorie di QAnon, firma del web che dal 2017 ha iniziato a diffondere gigantesche bufale abilmente camuffate da informazioni riservate divulgate al pubblico.

Cosa teorizza QAnon

In soldoni le teorie complottiste di QAnon teorizzano l’esistenza di un deep state orchestrato da una congiura internazionale di stampo ebraico di pedofili (tra i quali Tom Hanks, Hillary Clinton, Johnny Deep e lo stesso presidente eletto Biden) che oltre a estrarre adrenalina da bambini rapiti e segregati in tunnel sotterranei per creare il siero dell’eterna giovinezza tramano per sovvertire la democrazia e la libertà.

Per avera un’idea esaustiva delle bizzarre e strampalate teorie di Q (secondo il quale Angela Merkel sarebbe la nipote di Hitler), se avete una mezz’ora di tempo, potete consultare la voce a loro dedicata su Wikipedia, ne vale di sicuro la pena.

Un’accozzaglia di teorie complottiste basate sul nulla se non una rinnovata retorica di stampo nazista che dovrebbe essere liquidata con una risata da una persona dotata di una media quantità di buon senso,

Eppure negli States e non solo QAnon ha fatto migliaia di proseliti che sono tra i sostenitori più accesi di Trump (si contano anche candidati eletti nelle fila repubblicane e appartenenti alle forze dell’ordine) dipinto da Q come il paladino della lotta al deep state.

L’assalto al campidoglio frutto di 4 anni di politica di disinformazione

L’assalto al campidoglio non è un episodio isolato frutto di un momento estemporaneo di follia collettiva bensì l’amaro frutto di quattro anni di politica di odio e disinformazione che hanno caratterizzato l’amministrazione Trump; già a maggio gruppi di trumpiani armati fino ai denti avevano fatto irruzione nel campidoglio del Michigan per protestare contro l’invito del governatore Gretchen Whitmer a stare a casa per limitare la diffusione del Covid 19.

Più volte varie sigle di estrema destra che sostengono Trump hanno fatto dimostrazioni pubbliche brandendo armi tra queste si annoverano i “Boogaloo boys” e i “Proud boys” she si sono resi protagonisti di violenti assalti ai dimostranti di “Black Lives Matter” e sono stati parte attiva dell’assalto a Washington.

In campagna elettorale, Trump, incalzato dai giornalisti, non ha mai preso le distanze da Q Anon nè dai citati gruppi dell’ultradestra.

Punti salienti della scellerata corsa dell’amministrazione Trump verso la disgregazione democratica degli Stati Uniti d’America sono stati il ritiro unilaterale dagli accordi internazionali su clima e ambiente, una spietata politica nei confonti dei migranti, il ritiro unilaterale dagli accordi sul nucleare iraniano( seguito da una costante politica di escalation della tensione culminata con l’omicidio a mezzo drone del generale Quasem Soleimani), tagli alla sanità e gestione criminale dell’epidemia da Covid-19 che ha portato a numeri altissimi di contagi e decessi; delegittimazione dello stato democratico denunciando sulla base di nessuna evidenza brogli elettorali a mezzo di una campagna di disinformazione e di pressioni fuorilegge su funzionari statali volte a ribaltare il legittimo esito delle elezioni che lo hanno visto palesemente sconfitto.

Trump emblema del cancro populista

Trump è l’emblema di quanto il populismo e la sistematica mistificazione della realtà possano essere un cancro difficilmente debellabile per la democrazia che non è qualcosa di scontato ma un ideale per il quale in tanti hanno sacrificato la vita.

La democrazia è un patto di solidarietà stipulato da un popolo per garantire uguali diritti per tutti, garantiti da rappresentanti liberamente eletti che dovrebbero avere a cuore solo gli interessi collettivi.

Purtroppo la realtà troppo spesso devia dall’ideale e la politica e lo stato, inteso come mutuo patto sociale, perdono di legittimazione creando così terreno fertile per i populisti che fanno leva su paure e reali disagi della gente comune per avere consenso elettorale.

Una volta eletti però dimostrano nella maggior parte dei casi una totale incapacità amministrativa e in Italia ne sappiamo qualcosa.

Un tempo era la sinistra a recepire le istanze del popolo

Un tempo era la sinistra che recepiva le istanze del popolo; oggi la realtà politica italiana vede un centrosinistra teso a salvaguardare i privilegi dei benestanti e la sinistra radicale  che sembra un disco rotto che suona sempre la stessa canzone infarcita di retorica bolscevica e slogan anni ’70 ripetuti a loop ad uso e consumo dei pochi fideistici nostalgici del comunismo, nobilissima dottrina ideale ma disastro assoluto laddove è giunto a compimento.

Anche noi abbiamo i nostri cornuti vestiti da vikinghi con lo scudo biancocrociato presenti alle convention politiche della Lega (per la cronaca QAnon ha indicato Matteo Salvini come possibile referente italiano per la lotta al deep state) e abbiamo assistito al patetico tentativo della marcia su Roma 2.0 ordito dal movimento 5 Stelle quando Napolitano ha avuto il secondo mandato come presidente della repubblica.

Il lockdown ci ha dimistrato che la libertà non è scontata e nemmeno la democrazia

Il lockdown ci ha dimostrato che la libertà non è qualcosa di scontato e nemmeno la democrazia lo è.

Le libertà democratiche di cui godiamo nella gran parte dei paesi occidentali sono state conquistate a costo della vita da gente come i partigiani, Giacomo Matteotti, Aldo Moro, Martin Luther King, dai tanti giornalisti e liberi pensatori  imprigionati o uccisi, dalle vittime del terrorismo mafioso tra cui Paolo Borsellino la cui immagine grottescamente e indegnamente è stata stampata sulla mascherina di Salvini in udienza al tribunale di Palermo.

Purtroppo a livello internazionale la presa dei partiti populisti e sovranisti sulla gente è in costante crescita il che non promette niente di buono in un momento di profonda crisi economica e sociale causata dalla pandemia e nel frattempo poco o nulla viene fatto dai governi per arginare la povertà e fermare la crescente devastazione ambientale del pianeta che porta al proliferare di nuovi virus e all’estremizzazione dei fenomeni climatici.

A Jake lo sciamano e compagni sfugge quanto sia paradossale il loro proselitismo per Trump; il tycoon è uno di quei capitalisti sfrenati e spietati che stanno mandando il mondo in rovina e la gente in miseria, uno di quelli che rende le loro vite simili a quelle di polli da batteria ingabbiati e in attesa di essere macellati.

Ma il tempo è galantuomo e di tempo per riflettere guardando il sole a scacchi pare ne avranno parecchio.

Federico Hermann 

Un articolo di Federico Hermann pubblicato il 11 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 27 Maggio 2021
#sulsud  

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