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IL CANTIERE

Vele di Scampia: ecco le ruspe. Le uniche che ci piacciono: giù i mostri in 6 mesi

Attualità, Periferie | 13 Maggio 2019

Hanno aperto questa mattina a Scampia i cantieri per l’abbattimento delle Vele e le ruspe sono già al lavoro da qualche ora. Le uniche ruspe che ci piacciono… perché con loro andrà giù il simbolo del degrado e del male. Almeno per le narratio inquinate sulle nostrre periferie. E in prima linea questa mattina il sindaco Luigi de Magistris ha voluto essere presente, insieme al Comitato Vele e altri rappresentanti istituzionali, che hanno portato avanti la battaglia in questi anni, per fare il punto della situazione in un momento sicuramente importante per la città. Si riprende così per l’ennesima volta il progetto di abbattere i mostri simbolo della malavita partenopea: le prime due Vele andarono giù 20 anni fa circa, quando era sindaco Antonio Bassolino. Una invece fu abbattuta durante il governo di Rosa Russo Jervolino. Poi il nulla… Adesso finalmente andranno giù tutte, tranne una – la Azzurra – che si vuole lasciare in piedi a futura memoria, riqualificandola.

A giugno giù la Vela Verde

“Oggi – ha spiegato il primo cittadino –  siamo alle Vele di Scampia, per annunciare forte, con la potenza dei fatti e della voce, che nel mese di giugno la Vela Verde verrà abbattuta. Oggi l’impresa aggiudicataria dei lavori entrerà nel vivo del cantiere. Un’impresa del territorio metropolitano che aderisce agli standard anticamorra e antiracket. È una vittoria di Napoli. Ma andiamo con ordine. Una vittoria degli abitanti delle Vele che ringrazio perché non hanno mai perso speranza e dignità. È una vittoria straordinaria del Comitato Vele, alle cui donne ed uomini va il mio abbraccio forte. Non voglio fare gerarchie ma desidero ricordare oggi, in particolare, quattro esponenti del Comitato: Vittorio Passeggio, voce storica del Comitato, il primo che nel 2011, con il megafono, mi fece entrare nella sede del Comitato, nelle Vele; l’architetto Memoli, uno degli artefici del progetto di abbattimento e riqualificazione del territorio; Lorenzo ed Omero, il corpo, il cuore e la mente del Comitato, che insieme a tanti altri hanno svolto un lavoro straordinario e difficile in questi anni. È una vittoria stupenda della nostra amministrazione che sul piano politico, sociale ed istituzionale ha fatto un lavoro enorme”.

Il progetto che porterà all’abbattimento di tutte le Vele tranne una, che verrà riqualificata, ed alla rigenerazione dell’intera area  porta le firme del Comitato Vele, del Dipartimento Architettura dell’Università Federico II  e del Comune di Napoli. I lavori sono interamente finanziati.

Fondi dalla città metropolitana

“La città metropolitana, sotto la mia guida – ha aggiunto il primo cittadino – è pronta a dare anche un ulteriore sostegno se necessario, anche perché Scampia sarà il centro della città metropolitana. Ci sarà lavoro per centinaia di persone e si potrà fare ricorso alle clausole sociali come abbiamo voluto nelle nostre delibere. Dovrei elencare tante altre persone oltre alla fittissima rete di associazioni che fanno da scudo umano e culturale al territorio di Scampia ma, per non dimenticare nessuno, ringrazio Napoli e i napoletani. Perché questa è la vittoria del popolo che lotta, che si è unito, è il successo del confronto, anche attraverso il conflitto sociale, tra abitanti e rappresentanti del popolo”.

Scampia non è solo Gomorra

Secondo il sindaco di Napoli “è la vittoria contro chi mostra le Vele per fare l’equazione con Gomorra e Camorra. È la vittoria di chi ha lottato in luoghi disumani senza mai perdere l’umanità. Dal momento che è anche la vittoria della vita contro la morte, della giustizia contro la camorra, dedico questa giornata alla piccola Noemi e a tutte le bambine e i bambini che hanno diritto alla felicità. Il “modello Vele” si può replicare, seppur in forme diverse. Sarebbe bello a Taverna del Ferro a San Giovanni, ci proveremo, con il territorio, con gli abitanti del quartiere. È un giorno di grande commozione, non potete immaginare quanti ostacoli, quanti momenti durissimi e difficili, quanta fatica. Oggi dimostriamo che nulla è impossibile se il popolo napoletano unito lotta per amore di questa Città. Hanno vinto umanità, coraggio, unità, competenza, credibilità, onestà, giustizia, resistenza, pazienza, amore e follia. Avanti tutta ! Il lavoro che ci attende è ancora tanto. Ho imparato tanto da questa lotta e porterò nel cuore e nei ricordi i volti di tutte le persone di questa storica vittoria”, conclude de Magistris.

Ph Claudio Di Pietro

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 13 Maggio 2019

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