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IL CASO

La Reggia di Caserta: cosa succede quando non si verificano le notizie

Attualità | 10 Aprile 2019

Su un quotidiano, nei giorni scorsi, abbiamo letto che alla Reggia di Caserta ci sarebbe stato un atto vandalico ai danni dello scalone monumentale progettato da Luigi Vanvitelli.

Un giornalista, infatti, ha gridato allo scandalo per un “graffito” raffigurante un fallo e una data con delle iniziali e si è meravigliato che “centinaia di custodi in servizio a Palazzo Reale” non abbiano visto nulla. La scritta era stata notata da due turisti italiani con accento del nord che dichiaravano: “ Siamo rimasti basiti, questo splendore trattato come il muro del peggiore dei bagni pubblici. Com’è possibile che nessuno ha notato il farabutto che compiva lo scempio? Non ci sono telecamere , non c’è vigilanza nel posto più bello e rinomato della Reggia di Caserta?” – riferendosi allo scalone monumentale. Il giornalista chiude il suo articolo auspicando “un’indagine disperata” alla ricerca del vandalo impunito.

Un vandalo del 1944

Peccato che il giornalista e i due turisti, che probabilmente vagavano per il Palazzo Reale senza una guida turistica, ignoravano che il “vandalo” aveva lasciato il disegno e la data sulla balaustra dello scalone qualche tempo fa, appena appena nel 1944!
Evidentemente, la storia della Reggia di Caserta era sconosciuta a tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda. Dalla pagina Facebook ufficiale del sito patrimonio Unesco, però, chiariscono l’increscioso “equivoco”: a seguito dell’articolo pubblicato su un quotidiano che parla di presunto atto di teppismo verificatosi nei giorni scorsi alla Reggia, ma che in realtà si riferisce a un fatto risalente probabilmente all’epoca del secondo conflitto mondiale si chiarisce che: “Le iscrizioni sul marmo della balaustra dello scalone della Reggia di Caserta, presenti anche sui basamenti delle colonne del vestibolo superiore, sono state realizzate in vari periodi e risultano annerite dalla polvere e dai depositi incoerenti accumulati nei solchi delle incisioni. Tali scritte si evidenziano con date del 1827, 1838, 1898, fino ad arrivare al 1944, 1953 e 1985. L’esame effettuato non evidenzia ulteriori iscrizioni riconducibili a periodi recenti”.

Un po’ di storia recente della Reggia

Già dal 1860 i piemontesi inventariarono il contenuto della Reggia e iniziarono i primi scempi. È famosa la vicenda del bidet descritto da loro come “oggetto per uso sconosciuto a forma di chitarra”. La Reggia cominciò a subire i primi danni importanti e alcuni arredi sono tuttora dispersi. Durante la seconda guerra mondiale, per via della presenza delle truppe tedesche, Caserta fu bombardata dagli angloamericani. La Reggia fu danneggiata, soprattutto lo Scalone d’onore e la Cappella Palatina. Nel 1943 le truppe americane occuparono la Reggia e i soldati americani, invece di proteggere il Palazzo, nuotavano nelle fontane, sparavano alle sculture nel parco, orinavano nelle sale reali, imbrattavano dipinti, lasciavano graffiti ovunque e staccavano le decorazioni dai mobili. Molti graffiti sono visibili ancora soprattutto nei sottotetti.
È il 7 maggio del 1945 che proprio nella Reggia viene sancita la fine della Seconda guerra mondiale con la famosa Resa di Caserta.
Al giornalista e ai signori del nord regaliamo un giro alla Reggia con una guida turistica o almeno suggeriamo un’audioguida!

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 10 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 11 Aprile 2019

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