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IL CASO

La Ztl per i bus turistici a Napoli prorogata di un mese: un modo per preservare l’ambiente o il preludio di una “tassa” di ingresso?

Attualità | 4 Gennaio 2020

L’ordinanza che istituiva nel periodo delle festività natalizie a partire dal 6 dicembre 2019 una Ztl che limitava prepotentemente, e senza preavviso se non di pochi giorni, l’ingresso dei bus turistici in città doveva terminare domenica 5 gennaio ma è stata prorogata di un mese.

Una proroga che sorprende in un mese senza turisti

La notizia giunge agli operatori turistici, noleggiatori, accompagnatori e guide turistiche come un fulmine a ciel sereno.
Le limitazioni per i bus erano state istituite con Ordinanze Dirigenziali n. 1257 del 04/12/2019 e n. 1267 del 06/12/2019 ed erano relative al periodo che va dal 6 dicembre 2019 al 5 gennaio 2020 mentre ora proseguiranno fino al 5 febbraio.
Guide, agenti di viaggio, noleggiatori, sotto varie sigle sindacali di categoria, dopo iniziali scontri con l’assessorato alla mobilità e l’ottenimento di alcune deroghe rilasciate a seguito di richieste dei suddetti, erano stati rassicurati in merito a un incontro nella prima decade di gennaio tra l’amministrazione e i soggetti del comparto turistico coinvolti nel piano traffico. Sorprende pertanto una proroga firmata dal dirigente responsabile dell’ area viabilità e Trasporto pubblico, l’Ing. Giuseppe D’Alessio, il 30 dicembre 2019.

L’ordinanza recita: “La misura si applica al fine di evitare la congestione del traffico veicolare con il conseguente miglioramento del servizio di trasporto pubblico su gomma, sia per gli autobus di linea, sia per i taxi”. Ciò, come sottolinea da anni Legambiente, dovrebbe servire per incentivare i cittadini a usare di più i mezzi pubblici e a lasciare l’auto a casa. L’ Italia è maglia nera in Europa per l’uso eccessivo di veicoli e una rete metropolitana ancora non all’altezza di Germania, Francia e altri Paesi dell’Unione.

Limitare le emissioni di CO2 entro il 2020: possibile usando come navette sostitutive ai bus turistici un R2 ANM o i taxi?

Un altro punto focale dell’ordinanza è l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 rispetto al 2005 di circa il 25% entro il 2020. Ma come? Sostituendo all’altezza del parcheggio Brin, dove inizia l’interdizione, un bus turistico con una “navetta” (che altro non è se non un R2 ANM più inquinante di un bus turistico euro 5)? O mettendo 50 persone che scendono da un bus per entrare in più taxi? Secondo il rapporto annuale di Legambiente dal titolo “Mal’Aria” che rielabora i dati dell’Arpac in Campania sono state 9 le città che nel 2019 hanno oltrepassato la soglia limite per le polveri sottili Pm10. Sul podio il comune di San Vitaliano (6000 abitanti e 115 sforamenti) mentre come capoluogo di provincia la soglia è stata superata da Napoli, secondo i dati rilevati alla centralina della Ferrovia con 36 giorni di superamento dei limiti di legge (concentrazione superiore a 50 microgrammi per metro cubo). Altri dati rilevati dai volontari di Legambiente un anno fa avevano visto picchi di concentrazione in zona della stazione ma anche in piazza Municipio – zona porto e al centro storico in piazza Bellini. “Le emissioni di traffico veicolare e marittimo delle attività industriali e delle caldaie per il riscaldamento continuano a risultare invisibili alla politica, mentre le nostre città soffocano. Per “cambiare aria” è fondamentale il ruolo della Regione nel predisporre piani e misure preventive oltre a nuovi fondi da destinare a progetti innovativi, a partire dal settore della mobilità. Accanto alla politica regionale, c’è bisogno di più coraggio da parte delle amministrazioni locali nell’applicare nuove concrete ed efficaci politiche di mobilità sostenibile. A partire dallo svecchiamento del parco autobus, puntando su un trasporto pubblico locale innovativo e moderno, più treni per i pendolari e possibilità di spostarsi a piedi o in bici diffondendo aree pedonali e piste ciclabili, favorire la riduzione dell’impatto ambientale legato al traffico marittimo portuale attraverso l’elettrificazione, senza dimenticare la riqualificazione energetica degli edifici a partire da quelli pubblici garantendo una riduzione nelle emissioni dagli impianti di riscaldamento domestici.” – commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania.

Partendo dal presupposto che il Comune di Napoli sia estremamente preoccupato per l’aria che respiriamo e/o considerando che nel 2018 l’Europa impone all’Italia di prendere misure sulla riduzioni di polveri sottili e CO2 e volendo prendere per buona che la grande affluenza di bus turistici poteva destare preoccupazione dal punto di vista dell’inquinamento ambientale durante le feste di Natale, che ragione può avere una proroga dell’ordinanza alla fine delle vacanze quando con l’epifania i turisti, e con loro i bus, in città scompaiono? Ancora una volta si sceglie di rinunciare a parlarne con chi lavora e conosce bene le criticità e le meraviglie che offre Napoli.

Ztl a pagamento per i bus: decisione “sostenibile”?

Sembra chiaro invece che l’ordinanza rappresenti solo il preludio di una nuova modalità di accesso alla città per i bus turistici. Di una Ztl o più che altro del pagamento per accedere in città che poco o nulla ha a che fare con l’ambiente. Se non si comprende che i tour operator necessitano di conoscere con anticipo costi e modalità per fare programmazione e se non c’è allo stato attuale organizzazione, servizi efficienti e garantiti, una metro funzionante o bus di linea elettrici di ultima generazione che facciano da navette dedicate e non si usa un R2 tolto tra l’altro all’utente napoletano per fornire un servizio al turista, allora siamo ancora lontani da una sostenibilità tanto decantata in scartoffie e ordinanze.

La necessità di un confronto con gli operatori del turismo

Se lo scopo è invece unicamente una ztl a pagamento come nelle altre città turistiche, il piano traffico dovrebbe essere frutto di una progettazione non solo tecnica ma che si cali nella realtà del turismo odierno con i suoi target e i suoi tempi, all’insegna della sostenibilità ma anche garantendo sicurezza, servizi e facilitazioni per chi visita la città e per chi ci lavora e ci vive quotidianamente. Napoli viene considerata come la meta più “cool” da visitare ma per esserlo davvero c’è bisogno che chi teorizza e pianifica si interfacci continuamente con chi pratica e conosce per esperienza la materia.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 4 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 4 Gennaio 2020

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