mercoledì 23 ottobre 2019
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IL CORTEO

Tafferugli marginali non spengono la protesta: Napoli respinge Salvini

Attualità, Battaglie | 17 Maggio 2019

Forse quello di ieri, a Napoli, contro Matteo Salvini e le sue politiche repressive, potrebbe essere stato un momento storico… l’ultimo corteo “libero” a cui abbiamo partecipato. Forse: perché proprio da Napoli Salvini ha annunciato che lunedì l’orribile decreto sulla sicurezza a sua firma andrà in Consiglio dei ministri per diventare legge.

Un decreto che decurterà ancora più diritti ai manifestanti, confermando le politiche fortemente repressive di questo governo.

Napoli ieri, come sempre quando arriva colui che sull’odio antimeridionale ha costruito la sua carriera, è scesa in piazza. Per dire no a Salvini. Ma in realtà da giorni – anche grazie a questo giornale e ai ragazzi del Sud Conta e di Opg, che hanno raccolto la riuscita provocazione dei compagni di Catanzaro con la protesta degli striscioni alle finestre, #laRivoltadeiBalconi – la città era tappezzata di manifesti contro Salvini. Addirittura Salvatore Daniele, fratello di Pino, ne ha attaccato uno al suo: “Questa lega è una vergogna, lo diceva anche mio fratello Pino”.

E mai come ieri era tanta la società civile che ha voluto esprimere il proprio dissenso in modo goliardico e in very neapolitan style nel breve ma lungo corteo che ha attraversato, dalla metro, via Toledo fino alla Prefettura. E questa è la Napoli che ci piace e che sempre seguiremo.

Al di là delle battle di cori tra i collettivi presenti, in evidente guerra tra loro,  mai corteo a Napoli in questi anni è stato più tranquillo e pacifico.  Tristi solo i tafferugli in prima fila tra Opg e Insurgencia. “Noi abbiamo costruito questa mobilitazione con tutta la creatività e intelligenza che abbiamo, abbiamo portato in piazza oltre cento ragazzi – spiegano fonti interne all’Opg –  ognuno ha la libertà di esprimersi come gli pare da sempre, di portare le proprie bandiere in piazza, come i propri cartelli, simboli etc e invece veniamo continuamente aggrediti in modo violento da personaggi che campano di politica e di visibilità mentre noi tutti i giorni facciamo lavoro di base per la nostra città… Evitiamo equiparazioni fra chi legittimamente scende in piazza come vuole e chi nega agli altri il diritto di esprimersi…”.

Da Insurgencia – che, ricordiamo, esprime eletti dentro l’attuale amministrazione – la polemica era partita per la bandiera di Potere al Popolo, “un simbolo di partito”.

Noi suggeriamo solo, a tutti, una cosa elementare: di risolvere certe spaccature in altra sede. Perché se invitate la stampa poi non potete pretendere che si scriva o si riprenda (le mani a coprire gli obiettivi di precari dell’informazione andrebbero evitate sempre) quello che decidete voi.

Altre note dolenti: all’arrivo, alcuni – pochi per la verità – hanno voluto assediare il blocco di polizia di lato al Gambrinus. E ovviamente si è arrivato – come si voleva – ai tafferugli che come è noto, quando c’è Salvini in piazza, ci vedono sempre contrari perché si asseconda la sua narrazione inutilmente. Risultato: alcuni contusi, un poliziotto ferito dai poliziotti – dal video di Videoinformazioni, che si conferma tra le testate più serie di questa città,  si evince chiaramente – e gli occhiali rotti di  un militante storico, uno di quelli che, eroicamente, si ostina a tenere uniti i movimenti e che si era messo in mezzo, al solito, per difendere i più giovani. Una transenna fatta volare da tre ragazze, come si evince da vari video, ha provocato – per fortuna – solo un bernoccolo a un collega colpito di striscio. Ma come gesto dovrebbe far riflettere tutti: anche se da lunedì saranno vietati fumogeni e aste nei cortei, esistoneranno sempre le transenne, le sedie, le catene o, anche, la statua di Garibaldi: insomma la repressione genera più violenza, sempre.

Inutile dire che, come è ovvio, quei cinque minuti  di follia voluta sono diventati i titoli di tutti i giornali. Ma il corteo di ieri, tra cori anti-Salvini a tema zorro, cartelli goliardici, pupazzi e pupazzate, doveva, voleva (e poteva) essere altro. E lo è stato per 2 ore e 25 minuti. 5 minuti di caos di pochissimi e si è caduti – al solito – nella trappola di Salvini.

Intanto il decreto sicurezza bis arriva lunedì in Consiglio dei ministri.”È un pacchetto abbastanza completo – ha detto il ministro dalla prefettura di Napoli, da dove è poi fuggito, come è sua norma in terra partenopea, dall’uscita su via Chiaia – ne parleremo lunedì”. Ma noi sappiamo quanto è completo quel pacchetto: tra gli obiettivi c’è proprio la piazza, da zittire. E mentre si susseguono su tutto lo stivale notizie di censure, inchieste su chi protesta, sequestri di striscioni, forse sarebbe il caso di confrontarsi su come si intende contrastare seriamente questa nuova ondata repressiva che sta cadendo su tutti noi.

Vedremo quando ci sarà da compattarsi chi sarà in buona fede e chi no: che è sempre il metro di giudizio che dovrebbe distinguere questi momenti.

Noi speriamo, invece, di farvi cosa gradita offrendovi le foto del meglio di questo corteo, scattate da Francesco Paolo Busco e Maura Messina e i live di Eddy Ferro e Lucilla Parlato.

Perché la Napoli antisalviniana non è solo quella che purtroppo ieri ha mostrato alle telecamere il suo peggio….

Salvini qua, ad ogni modo, continuerà a non essere il benvenuto.

La gallery:
I nostri live:

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 17 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 17 Maggio 2019

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