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IL CROWDFUNDING

Salviamo la chiesa di Santa Luciella: “Respiriamo arte” raccoglie fondi

Attualità, Beni Culturali, Identità, NapoliCapitale | 23 Gennaio 2017

In mezzo ai vicoli di Napoli le sorprese non mancano mai e ti capita di inciampare nel cancello chiuso della chiesa di Santa Luciella, un piccolo tesoro semi-sconosciuto chiuso al pubblico da più di trent’anni che versa in uno stato di conservazione terribile.

La chiesa, tra l’altro, conserva l’unico teschio al mondo con le orecchie mummificate: ci si recava al suo cospetto affinché ascoltasse le preghiere, essendo considerato per la sua particolarità, tramite privilegiato tra il mondo dei vivi e dei morti.

Il suo recupero nasce dall’idea di un gruppo di giovani laureati partenopei, specializzati in campo artistico e letterario, che hanno fondato  “Respiriamo arte”: un’associazione che promuove il recupero e la conservazione dei monumenti nascosti in città e la diffusione dell’arte.
Per provare a riaprire la chiesa e restituirla ai napoletani e ai turisti di tutto il mondo è partito il progetto di crowdfunding denominato #savesantaluciella, che mira a raccogliere la somma di €25.000 per mettere in sicurezza la struttura e rendere questo sensazionale percorso finalmente fruibile. 

La chiesa affonda le sue origini nell’XI secolo ma nel 1724 fu oggetto di un rifacimento completo che ne conserva praticamente solo la pianta navata unica. Il suo stile è dunque, tipicamente barocco.

Santa Luciella è anche detta  dell’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione, San Gioacchino e San Carlo Borromeo dei Pipernieri forse perché fu a loro affidata la custodia del luogo di culto.

I pipernieri a Napoli hanno sempre rivestito un ruolo importantissimo, erano riuniti in un arciconfraternita: la segreta Corporazione dei Piernieri che aveva sede fuori dal centro della città a Soccavo (zona ricca di cave di piperno) e che era circondata da un aurea di mistero e misticismo che li narrava addentro ai riti misterici e addirittura custodi per un certo periodo del santo Graal (si proprio quello arturiano!).

Leggende a parte non è un idea peregrina quello dell’affidamento a questa corporazione della custodia della chiesa vista la loro massiccia presenza a Napoli (si deve a loro la realizzazione della facciata della chiesa del Gesù Nuovo).

La stessa chiesa di santa Luciella presenta un maestoso portale in piperno sormontato da un affresco con lo stemma della corporazione.

D’altro canto i pipernieri erano profondamente devoti a Santa Lucia, protettrice della vista e degli occhi, poiché temevano sempre di incorrere in incidenti e danni permanenti alla vista durante la lavorazione di questa roccia magmatica particolarmente dura.

Un tesoro, dunque, davvero incredibile e ora la straordinaria occasione di strappare all’incuria e all’abbandono  un altro pezzetto  della millenaria storia napoletana.

Noi sosteniamo con passione il progetto dei ragazzi di “Respiriamo Arte” che non a caso è stato denominato ” chi ha orecchio… intenda” quasi a volersi rivolgere alla “capuzzella” con le orecchie per propiziare il “miracolo” che la raccolta fondi possa andare a buon fine e che i napoletani possano riavere un loro tesoro.

Il “miracolo” però possiamo farlo tutti noi ecco come: https://www.meridonare.it/progetto/chi-ha-orecchio-intenda

Simona Sieno

 

Un articolo di Simona Sieno pubblicato il 23 Gennaio 2017 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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