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Il curioso caso di Maurizio Sarri

News | 25 Aprile 2018

Dovremmo oramai essere abituati alle disamine inique che circondano l’informazione italiana e i salottini tv, soprattutto quando si parla di calcio. Eppure ciò che è successo negli ultimi giorni tiene banco in diverse aule scientifiche, dove gli studi condotti da abili lumi della nostra generazione stentano a decifrare opinioni e argomenti che sembrano andare contro qualsivoglia legge fisica, e morale.

Il pomo della discordia è il gesto male interpretato di Maurizio Sarri nei confronti di alcuni “personaggi”. Un dito medio, diretto e coinciso, che senza troppi giri di parole il tecnico del Napoli ha indirizzato a chi lo offendeva perché napoletano, con sputi ed insulti a fare da cornice. Un gesto condannato dalla santa inquisizione “giornalistica”, riportato su tabloid manco fosse un reato paragonabile all’omicidio, e poco importano le tentate spiegazioni fornite ai vari microfoni dei suddetti salottini. Quello che hai fatto non si fa Maurizio, non si fa.

E poco importa se ti sputano addosso, se ti insultano, se nella becera ignoranza di taluni individui è un problema se sei napoletano, non si fa.

E non importa neanche se tale gesto viene riproposto pochi giorni dopo da un dirigente e da un giornalista nei confronti dello stemma di una squadra inglese, se non c’è provocazione è solo goliardia, è risaputo, e allora che ne parliamo a fare?

E non conta neppure se durante il match tra Juve e Napoli alcuni ragazzacci hanno scavalcato e aggredito tifosi che assistevano alla partita. Ne vale davvero la pena parlarne?

Può invece essere rilevante il tifoso inglese accoltellato e mandato in coma? Macchè!

E lo striscione dedicato a Daniele De Santis presente ieri allo stadio durante il match tra la Roma ed il Liverpool? Sì, lo stesso Daniele De Santis che ha ucciso Ciro Esposito. Proprio lui, l’assassino.

Argomenti che trovano spazio, semmai lo trovano, in un piccolo angolo dimenticato dell’informazione italiana. Nulla a confronto di un dito medio verso delle persone. Non dei tifosi, come ha detto Sarri e come ribadiamo noi, bensì delle persone.

Perchè c’è una sostanziale differenza, fondamentale, perchè si riesca a capire quello che è successo. Il calcio non c’entra niente. Gli idioti, i misantropi, l’opinione pubblica portata avanti da questa informazione, i provocatori, gli assassini. Loro sì che non devono, non dovrebbero. Ma tutto gli viene concesso, perchè non si chiamano Maurizio Sarri.

Un articolo di Gianluca Corradini pubblicato il 25 Aprile 2018 e modificato l'ultima volta il 25 Aprile 2018

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