mercoledì 21 novembre 2018
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IL DIETROFRONT

La protezione civile e il governo cambiano idea: sms anche per il Sud. Senza vergogna

Basilicata, Battaglie | 5 novembre 2018

Dietrofront della protezione civile, e dunque del governo, degli sms solidali in un primo momento destinati solo al nord. Dietrofront nato da decine di proteste sui social che hanno fatto cambiare idea al vergognoso gruppetto che gestisce le emergenze maltempo lungo lo Stivale.

Il bollettino di questa settimana di maltempo del resto è da brividi da Nord a Sud: 30 morti in tutta Italia, con danni per miliardi di euro (si stima oltre 1 miliardo nel solo Veneto) per la pioggia, la grandine e il vento record degli ultimi giorni.

Così nei giorni scorsi la Protezione Civile ha attivato il numero solidale 45500 per raccogliere donazioni.
Il report dell’ultima settimana di maltempo è durissimo. Prima c’è stato il forte vento che ha flagellato la Liguria e tutto il versante tirrenico della penisola, provocando anche la caduta di molti alberi spesso con conseguenze mortali, provocando morti nel Lazio e in Campania che evidentemente non contano.

Poi la pioggia insieme al vento ha imperversato nel Nord-Est: acqua alta a Venezia e interi boschi distrutti nel bellunese, in Val di Fiemme (Trentino) e in Friuli. Poi le incessanti precipitazioni anche al Sud hanno provocato ben 12 vittime anche in Sicilia. Ma la Protezione Civile ha deciso di sostenere in un primo momento solo le popolazioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria colpite dal maltempo, con il numero solidale 45500 che è stato attivato dalla giornata del 4 novembre.

Quando il Sud ha alzato gli scudi protestando, finalmente si è deciso di allargare le comunque discutibili donazioni via sms anche al Mezzogiorno. Ma la vergogna resta.

Attraverso gli operatori che aderiranno all’iniziativa sarà, così, possibile donare due euro inviando un sms solidale o effettuando una chiamata da rete fissa. Le somme raccolte saranno destinate a progetti in favore delle zone coinvolte.

Nel dettaglio, i fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione Civile che provvederà a destinarli alle regioni interessate e saranno ripartiti proporzionalmente ai danni accertati.

Tali somme saranno impiegate per la realizzazione di progetti a favore dei territori coinvolti, su proposta delle regioni, mentre per le attività emergenziali nelle zone danneggiate è a disposizione il fondo per le emergenze nazionali.

E anche questo è discutibile, molto. Come si deciderà la ripartizione? E cosa sarà considerato danno?  Se a Belluno ci buttano dentro una decina di chalet da un milione l’uno e in Liguria una decina di yacht che valgono decine di milioni di euro,  le Regioni prenderanno soldi pure per quello? E la Sicilia e la Calabria, con le case abusive travolte dall’acqua, rischiano di valere ben poco a confronto…

Lucilla Parlato

Giornalista da sempre, ho iniziato a Napoli per poi emigrare a Roma, dove ho lavorato nella carta stampata, in tv a Mediaset e sul web a Sherpa-Tv (web tv di area Pd) oltre ad aver svolto negli ultimi anni capitolini ruoli di capo ufficio stampa in diverse istituzioni. Poi sono tornata a casa, a Napoli, cinque anni fa per fondare Identità Insorgenti, con un gruppo di amici, uniti dalla volontà di offrire un’altra narrazione del Sud.

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