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IL DIETROFRONT

Passi avanti di Verna, presidente dell’Ordine: dal prof Bellavista alla denuncia ad Agcom

Media e new media | 23 Aprile 2020

Ieri se n’era uscito con la letterina retorica citando De Crescenzo, il presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna. Poche ore dopo però il dietrofront. Con una dichiarazione di “guerra”: “Il caso che riguarda l’iscritto Vittorio Feltri va molto oltre le competenze che la legge ha demandato ai Consigli di disciplina territoriali. Il presidente dell’Ordine lombardo mi ha rassicurato circa la trasmissione degli atti al giudice deontologico naturale, relativi all’ennesima segnalazione. Ma ritengo che i comportamenti di questo signore rischino di travolgere l’immagine dell’intera categoria dei giornalisti italiani, che è mio dovere tutelare, a tal fine sarà dato mandato a un legale.

L’Ordine nazionale si è tempestivamente relazionato con  Agcom,  cui tempo fa ha fornito un contributo significativo sul regolamento relativo al no hate speech, e monitorerà le trasmissioni in cui con maggiore frequenza in questi ultimi giorni sono state ascoltate espressioni  ampiamente fuori le righe caratterizzate da linguaggio discriminatorio. Credo, infine, che il nostro codice preveda una sorta di fattispecie di “incauta ospitata” a carico dei conduttori delle trasmissioni che pure saranno deferiti ai Consigli di disciplina qualora non si dissocino fermamente come la Carta dei doveri dei giornalisti esige , tema su cui la Cassazione ha puntualizzato : “esiste l’obbligo dell’intervistatore televisivo di intervenire se possibile nel corso dell’intervista, quantomeno interloquendo, chiedendo precisazioni, chiarendo, quando il caso, che quello espresso è solo il punto di vista dell’intervistato, se si rende conto che il dichiarante sta eccedendo i limiti della continenza”.

Se Feltri ha perso prima la lucidità e poi la bussola , forse perché nella sua ossessione inconsciamente subisce l’idea che l’abbia inventata l’amalfitano Flavio Gioia, non saranno tollerate complicità.”

A parte che Flavio Gioia era positanese a quanto ci risulta – scusate, sono precisazioni per noi importanti – fa piacere il dietrofront di Verna a cui evidentemente le proteste di una buona fetta di categoria – anche da parte nostra – devono aver pesato. A leggere queste parole potrebbero essere sanzionati dunque in tanti: da Mario Giordano a salire.

A noi però per ora pare tutto fumo. Dunque terremo d’occhio e romperemo le scatole, come sappiamo fare bene.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 23 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 23 Aprile 2020

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