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IL DOCUMENTO

Barelle al Cardarelli: fanno parte del sistema di “accoglienza”. Come spiega il direttore del nosocomio

Sanità | 6 Agosto 2017

C’è un avviso affisso sulle pareti del reparto di medicina d’urgenza dell’Ospedale Cardarelli a Napoli. Dimostra non solo che il “sistema barelle” è una pratica ben nota allo stesso direttore generale ma che ormai fa parte del medesimo sistema organizzativi dell’ospedali. In barba alle recenti dichiarazioni del neocommissario alla Sanità Vincenzo De Luca, governatore della Campania che nelle scorse settimane aveva definito imbecilli i giornalisti che denunciavano lo scempio delle barelle nelle corsie dell’ospedale partenopeo.

“La richiesta di ricovero in questo ospedale – si legge nel cartello firmato “Il direttore” affisso fuori al reparto di medicina d’urgenza del nosocomio – è tra le più alte d’Europa. Non ci è pertanto possibile fare fronte a tutte le aspettative assistenziali, in particolare non possiamo assicurare a tutti il posto letto nell’arco della degenza. Infatti, superata la fase acuta in questo reparto, è necessario trasferire talora in altra struttura specialistica i Degenti, perché si possano ricevere tutte le approfondite indagini e la più compiuta assitenza. Ciò comporta in rari casi il passaggio dal posto letto della medicina d’urgenza a posto letto aggiunto o in barella nella struttura specialistica in arrivo, limitatamente all’arco di alcune ore, necessarie alla liberazione di un posto letto definitivo in idoneo ambiente. Possiamo comunque assicurare i Degenti che questo modello avviene nel loro unico interesse altrimenti sarebbe molto più lunga l’attesa per il ricovero nella struttura specialistica giudicata più giusta”.

De Luca invece nei giorni scorsi aveva paragonato il Cardarelli alle strutture sanitarie di Parigi e Stoccolma, definendo imbecilli i giornalisti che avevano documentato il contrario (e anche che non si tratta quasi mai delle poche ore a cui si riferisce “Il direttore”). “Siccome facciamo questa rivoluzione non manca l’imbecille che cerca di sporcare l’immagine degli ospedali come il Cardarelli – aveva detto – dove per anni le barelle erano la consuetudine tanto che nessuno lo notava più. Oggi è probabilmente il primo di Italia per efficienza e organizzazione. I cittadini sanno che il Cardarelli è un modello nazionale e ringrazio tutti perché abbiamo cambiato la faccia del più grande ospedale del Mezzogiorno”. Peccato sia smentito dalle stesse abitudinarie pratiche che avvengono, con tanto di cartello, nell’ospedale napoletano.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 6 Agosto 2017 e modificato l'ultima volta il 6 Agosto 2017

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