sabato 24 agosto 2019
Logo Identità Insorgenti

Il fenomeno rione Sanità: terzo settore, istituzioni, imprenditoria e parrocchie uniti per la rinascita del quartiere

News | 4 Febbraio 2019

NAPOLI, 3 FEBBRAIO – Nel rione Sanità convivono da tempo due grosse contraddizioni: un enorme potenziale artistico e culturale ed una complessa stratificazione sociale. Il popoloso quartiere incastonato tra il Borgo Vergini e la collina di Capodimonte fu edificato nel XVI secolo nel bacino di un vallone naturale da sempre utilizzato come luogo di sepoltura della città partenopea. Il destino del rione fu segnato nel 1809, quando Gioacchino Murat inaugurò il celebre Ponte della Sanità. L’opera architettonica, realizzata con l’intento di facilitare l’accesso alla Reggia di Capodimonte, provocò l’isolamento del quartiere, che da quel preciso instante tese a chiudersi su se stesso.  Tredici anni fa, nel 2006, fu fondata la Cooperativa Sociale La Paranza, un’associazione che intraprese un percorso di autosviluppo votato alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del quartiere. Da quel giorno, lentamente, le esperienze sul territorio si moltiplicarono, furono recuperati pezzi inestimabili del quartiere, come il Cimitero delle Fontanelle, e il rione Sanità, dopo anni di buio, si apriva finalmente alla città, intercettando una fetta del flusso turistico che l’attraversava, e contribuendo, di conseguenza, al circuito produttivo di un quartiere che fino a pochi anni fa era considerato irrecuperabile.

Il rione Sanità, al netto dei tanti, tantissimi problemi ancora radicati nel suo dedalo di vicoli, rappresenta oggi un laboratorio sociale sorprendente, un fenomeno di autorigenerazione culturale da esportare e innestare in altri quartieri della città. Nel 2006 la Paranza prende in gestione le Catacomba di San Gaudioso, nella Basilica di Santa Maria della Sanità. Cominciò a questo modo un percorso che gli consentì di vincere, nel 2008, il bando storico-artistico di Fondazione CON IL SUD, il primo passo di un processo che li condusse al recupero, alla gestione e all’apertura al pubblico delle Catacombe di San Gennaro. Pensate: nel 2006 le catacombe chiusero l’anno solare con appena 5000 visitatori; nel 2018, proprio attraverso questo percorso di emancipazione culturale, gli ingressi sono stati quasi 130 mila, e le persone occupate nella cooperativa ben 34. Un successo straordinario.

Il punto di forza del modello Sanità è la capacità di fare rete. Il fenomeno si sviluppa intorno alla figura di don Antonio Loffredo, parroco della Basilica di S. Maria della Sanità, e si propaga – per gradi – ai ragazzi che frequentano la parrocchia, ad un gruppo di manager napoletani capeggiati da Ernesto Albanese de “L’Altra Napoli Onlus” e alla figura di Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità. Un mix perfetto capace di coinvolgere terzo settore, istituzioni, imprenditoria e parrocchia di quartiere. Il passo successivo, affrontato lo scorso 31 gennaio al convegno “La Sanità come cura della città: un nuovo approccio per la città collinare”, è stato quello di coinvolgere il Comune, la Regione e il Governo in un progetto di sviluppo strutturale del fenomeno Sanità che preveda nuovi svincoli della Tangenziale ai Colli Aminei e Sanità, la messa in sicurezza dello Scudillo, l’ipotesi dei parcheggi in cava tra Capodimonte e San Gennaro dei Poveri e la realizzazione dell’uscita Fontanelle della stazione Materdei della Linea1.

L’intervento finalizzato alla realizzazione dell’uscita Fontanelle della metropolitana fu finanziato lo scorso anno attraverso i fondi del Patto per Napoli. Il progetto prevede il recupero di una cava tufacea realizzata nel 1761 e successivamente usata come rifugio nella seconda guerra mondiale, che sarà connessa attraverso un percorso maccanizzato alla stazione Materdei. L’opera, fondamentale anche ai fini turistici, consentirà di connettere alla Linea 1 un ulteriore bacino di 16 mila cittadini.

Gli altri interventi, ben argomentati dal presidente della III Municiaplità Ivo Poggiani, sono realizzabili in pochi anni e con costi relativamente bassi; e i benefici, dal punto di vista ambientale, di gestione dei flussi, di indotto economico sono all’opposto altissimi:

– la zona collinare (circa 100mila persone) è ostaggio di un pesante traffico veicolare e smog per la presenza di 3 uscite della Tangenziale che portano agli ospedali e nessuna entrata. Le più vicine sono quelle di Capodimonte e Camaldoli. La rampa di collegamento da via Scudillo, lato Colli Aminei, consentirebbe di “liberare” un pezzo importante di flussi veicolari.

– l’incremento di flussi turistici in città, non va di pari passo con l’incremento dei servizi. Aspettando la ripresa dei lavori del Filobus, che collegherà la Zona Collinare con i musei ed il centro e della uscita Metro Sanità, la proposta è di trasformare i circa 50mila mq di cave tra Capodimonte e Sanità in uno “scambiatore” di flussi. Immaginate la possibilità di venire a Napoli attraverso la Tangenziale, non entrare nella viabilità cittadina (con conseguente diminuzione di traffico e smog), posare la macchina e avere 3 opzioni: salire a Capodimonte tramite un ascensore, prendere la Metro alla Sanità, prendere il filobus.

– In questo paese si parla tantissimo di messa in sicurezza dei territori. Lo Scudillo è una delle zone più fragili della città, la messa in sicurezza del costone rappresenterebbe una grande opera di sicurezza e la possibilità di ampliare il Parco del Poggio come spazio verde confinante.

Diventa fan del Vaporetto per tutte le news sulla tua città, clicca qui e seguici sulla nostra pagina!

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 4 Febbraio 2019 e modificato l'ultima volta il 4 Febbraio 2019

Articoli correlati

Attualità | 31 Luglio 2019

LA DISCUSSIONE

Metro, Tangenziale e porto: incontro al MIT tra Toninelli e de Magistris

Cultura | 29 Luglio 2019

ARGENTO DI NAPOLI

La Neapolis greca batteva conio quando a Roma si usavano pezzi di rame

Attualità | 25 Luglio 2019

LA POLEMICA

Un concerto “inopportuno” al cimitero delle Fontanelle

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi