lunedì 21 giugno 2021
Logo Identità Insorgenti

IL FLASH MOB

“Riempiamo la città di poesia”, i poeti napoletani portano le loro parole in strada

Cultura, Diritti e sociale | 31 Ottobre 2020

Oggi in piazza scendono anche i poeti, gli scrittori, gli artisti della parola napoletani. “Io sono un poeta”, questo lo slogan del Flash Mob indetto da Sentieri Poetici, una nuova realtà letteraria della città che nasce per fronteggiare, anche dal lato artistico e culturale, la profonda crisi che ci sta colpendo. E lo fa unendo i gruppi letterari di Napoli, portando le proprie parole per strada, come questa mattina in Piazza San Domenico Maggiore, tra un leggio e un libro, ma soprattutto garantendo tutte le misure di sicurezza.

“Non c’è molta differenza tra un lavoratore e uno scrittore. Fare lo scrittore è un mestiere.” a parlarci è Rosa Mancini, poetessa di uno dei tanti collettivi che compongono Sentieri Poetici: “La poesia, la parola, ha sempre condizionato epoche e generazioni, ed è sempre scesa in campo a contrastare modelli politici sbagliati. C’è la necessità – incita Rosa – di ritornare alla figura poetica di una volta. Succede spesso che, parlando di lavori, ci siano dubbi se essere un’artista lo sia. Ma in realtà c’è poca differenza tra un operaio e un poeta.”

Come fa un poeta a cambiare il mondo, oggi? Ce lo spiega Rosa: “Un poeta può cambiare il contesto in cui vive attraverso la bellezza. La parola è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione, può essere scritta per sé stessi o per cambiare le cose. Lo fa creando rete, contaminando la parola con altre forme artistiche. La parola è parte stessa della cultura, e oggi c’è un vuoto culturale immenso. Il compito degli artisti è di riempire questo vuoto.” Rosa poi si sofferma sulla mancanza di cultura a partire dalla base di una società, che è la scuola, denunciandone l’approccio consumistico: “La cultura oggi è un prodotto e non più un diritto, lo vediamo con la Didattica a Distanza, ad esempio. Questo anche a causa della mancanza totale di uno stato sociale, che garantisca l’istruzione.”

Rosa conclude così: “Il genere poetico è considerato d’élite, come un salotto letterario chiuso, ma noi vogliamo contrastare questa visione. Vogliamo rivendicare il nostro ruolo nella società, scendendo nelle strade e riempiendo l’urbano di poesia.”

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 31 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Ottobre 2020

Articoli correlati

Cultura | 18 Maggio 2021

Addio al Maestro Franco Battiato

Cultura | 22 Aprile 2021

Su Rai 5 quattro prime serate dedicate a Roberto De Simone

Cultura | 20 Aprile 2021

Nasce “Food Hacker”: uno studio dell’Università Federico II sul rapporto tra cibo e digitale