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IL FLOP

Napoli, il restyling di Piazza Mercato tra allagamenti e polemiche

Beni Culturali | 9 Agosto 2020

Dopo anni di attesa, inframezzati da un lungo dibattito sulle modalità operative adottate, la riqualificazione di un simbolo della città di Napoli come Piazza Mercato continua (a quanto pare letteralmente) a fare acqua da tutte le parti.

Mentre nelle scorse settimane si diffondevano le immagini del completamento dei lavori, che lasciavano perlomeno “sperare” in una tenue luce in fondo al tunnel, sono di pochi giorni fa le segnalazioni di residenti e commercianti della zona inerenti veri e propri allagamenti nella nota piazza, cosparsa da acqua e fango allo scoppiare dei primi avversi eventi meteorologici.

Indizi poco rassicuranti, ai quali si aggiungono il rinvio dell’inaugurazione e la mancata rifinitura degli ultimi interventi, i quali denotano le criticità di un progetto forse partito male fin dall’inizio e che, assieme ad altri cantieri di zone nevralgiche del capoluogo campano, getta fosche ombre sulle iniziative targate Unesco.

Le rivendicazioni delle associazioni

A sottolinearlo a gran voce è Antonio Pariante, presidente del comitato di Portosalvo, il quale annuncia decise iniziative volte a far luce sulla scellerata gestione di questi lavori, compreso un dossier-denuncia da inviare alla direzione mondiale dell’Unesco a Parigi: “Dopo lo scempio di Porta Capuana e di altre numerose e significative strade del centro storico di Napoli anche Piazza Mercato paga il prezzo dei cosiddetti “lavori di riqualificazione Unesco” con lo stravolgimento dei prospetti visivi e la perdita dei materiali originali che alterano l’identità e la storicità dei luoghi protetti dall’ente internazionale. Sono state violate, ancora una volta, le disposizioni sul rispetto delle autenticità e gli obblighi conservativi del patrimonio architettonico stabilite dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Dopo l’ennesimo e clamoroso fallimento del Piano di Rigenerazione del sito Unesco paghiamo la beffa dei cosiddetti Restyling avvenuti nel centro storico di Napoli con lo stravolgimento dei luoghi simbolo del grande patrimonio architettonico e monumentale della nostra città. A settembre svilupperemo una accurata documentazione fotografica in un dossier/denuncia e la invieremo alla Direzione del Patrimonio Mondiale dell’Unesco a Parigi per chiedere una visita ispettiva nei Decumani”.

Antonio Barnabà

Un articolo di Antonio Barnabà pubblicato il 9 Agosto 2020 e modificato l'ultima volta il 9 Agosto 2020

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