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Il giorno del Vasto

News | 2 Ottobre 2018

Ieri sera eravamo nel Vasto, e quasi faticavamo a riconoscerlo. Un silenzio surreale regnava in quei vicoli spaziosi e comunque asfissianti che si srotolano a ridosso della Stazione Centrale di Napoli. Come se l’acquazzone piovuto nel pomeriggio sulla città avesse spazzato via di colpo quel substrato d’illegalità immorale e spudorato che ristagnava da decenni da queste parti; né il ronzio incalzante dei motorini, né macchine in sosta selvaggia, né gruppi di extracomunitari a vagare per il quartiere: “deve venire Salvini” – dicono da queste parti – “lui solo può risolvere la situazione”.

Il Vasto ieri pomeriggio è stato rivoltato come un guanto, nonostante l’acquazzone. Gli agenti della Polizia Municipale sguinzagliati per l’occasione rassettavano i parcheggi del quartiere, portando via tutte quelle vetture sprovviste di assicurazione (oppure di revisione), e intimavano di sgomberare i vicoli perimetrali della chiesa del Buon Consiglio: “Domani arriva Salvini – spiegavano ai residenti e ai commercianti di via Venezia e via Milano -, viene a vedere la situazione”. Il Ministro dell’Interno, stamane, dopo aver partecipato alla riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, farà un salto nel quartiere più discusso e degradato di Napoli, millantando le solite promesse fatte da chi in passato l’ha preceduto calcando il medesimo tappeto rosso: telecamere, una maggiore presenza delle forze dell’ordine e il solito inconcludente repertorio salviniano: “Gli italiani sono stufi… ecc”.

“Ma Salvini cambierà le cose…” ripetono come un mantra da queste parti quegli stessi napoletani derisi, insultati e depredati per vent’anni dalle politiche nordcentriche e discriminatorie fomentate dalla Lega Nord di Bossi, Calderoli e Salvini. “Prima il Nord” era lo slogan che campeggiava alle spalle dell’attuale Ministro dell’Interno non più di quattro anni fa sui manifesti elettorali di Piemonte, Lombardia e Veneto; “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” è ancora oggi il primo articolo dello Statuto leghista approvato il 20 giugno del 2015 e dal Consiglio Federale il 12 ottobre dello stesso anno (solo tre anni fa!); parliamo della Lega Nord, un partito politico finanziato dalla borghesia settentrionale, nato solo ed esclusivamente per tutelare gli interessi della “Padania”; un movimento separatista e reazionario che oggi dovrebbe risolvere i problemi di una città distante, complessa e a lungo umiliata come Napoli. Un ossimoro, naturalmente, ma anche le contraddizioni di una fetta di popolo che si prosta volentieri al nuovo carnefice pur di risollevarsi dal pantano urbano e sociale nel quale è costretto ad arrancare giorno dopo giorno.

Salvini passeggerà in un Vasto ordinato e ripulito, scambierà quattro chiacchiere con i comitati civici del quartiere, fomenterà la caccia al nero e riprenderà il suo aereo per Milano immaginando nuovi consensi da raccattare: “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato scurdámmoce ‘o ppassato, simmo ‘e Napule paisá!…”

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 2 Ottobre 2018 e modificato l'ultima volta il 2 Ottobre 2018

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