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IL GIORNO DI DE SANTIS

L’assassino di Ciro: “Sparai io ma la pistola era dei tifosi del Napoli”. Ma video e perizie già lo hanno smentito

Giustizia, Sport | 14 Aprile 2016

de santis in barella e in piedi

Contraddittorio, inattendibile. E inoltre non riconosce in foto nè Ciro Esposito nè gli altri imputati, Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito. Daniele De Santis oggi ha testimoniato nel corso dell’udienza sul processo dei fatti dell’Olimpico dove perse la vita il tifoso napoletano. Inventa altre dinamiche, già smentite da ricostruzioni video e da perizie di vario genere. E ammette solo di aver sparato:   “Si, ho esploso io i colpi di pistola – ha detto – ma quell’arma non l’ho portata io, ma ce l’aveva un tifoso del Napoli, non però appartenente al gruppo di cui faceva parte Esposito. Ricordo di avere cercato di chiudere il cancello del Ciak Club, ma di non esserci riuscito e di essere stato aggredito da un gruppo di napoletani che mi hanno ferito ad una gamba. Nel corso della colluttazione sono stato colpito alla testa dal calcio della pistola che però sono riuscito a strappare dalle mani di chi la possedeva; ricordo che era una persona dal fisico corpulento ed ho esploso dei colpi, ma non ricordo neanche quanti”. De Santis, difeso dall’avvocato Tommaso Politi, ha detto di non essersi “neanche reso di conto” di aver colpito Ciro e che “c’era una persona a terra”.

L’agenzia Ansa di Roma, dove il processo si sta svolgendo, dà molta enfasi, attaccando con la frase strappalacrime: ‘Penso a Esposito tutti giorni, mi dispiace quanto successo’ davanti alla famiglia di Ciro, presente in aula.

Per il difensore della famiglia Esposito, l’avvocato Angelo Pisani, quella di De Santis, è “una deposizione contraddittoria, non credibile, che rappresenta un’ulteriore, grande prova della sua colpevolezza, per altro confermata da una serie di filmati. Auspichiamo che il pubblico ministero chieda ed ottenga la condanna all’ergastolo, perché la massima punizione del colpevole sarà l’unico modo per rendere giustizia alla memoria di Ciro e alla sua famiglia”.

Con l’interrogatorio di De Santis si è conclusa la fase dibattimentale finalizzata all’escussione dei testi. Alla prossima udienza – fissata a breve, il 19 aprile – ci sarà la requisitoria del pm.  «Auspichiamo – conclude Pisani – che  il pubblico ministero chieda ed ottenga la condanna all’ergastolo, perché la massima punizione del colpevole sarà unico modo per rendere giustizia alla memoria di Ciro e alla sua famiglia»

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 14 Aprile 2016 e modificato l'ultima volta il 16 Aprile 2016

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