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Il governo ci ripensa: dal 26 Aprile tutte le scuole in presenza a partire dal 50%

26 Aprile Rientro a scuola Copertina
Istruzione, scuola, università | 21 Aprile 2021

Ieri governo e regioni si sono riuniti per tracciare un nuovo piano per la scuola. Nel confronto è emersa l’impossibilità di sostenere un rientro in presenza al 100% dal 26 Aprile. Le condizioni, come vi abbiamo raccontato in questo articolo, non lo permettono ancora.

Diversamente quindi da quanto annunciato la scorsa settimana dal presidente del consiglio Mario Draghi, che invece auspicava una riapertura totale delle scuole. Al tavolo di governo forte la protesta dalle regioni e le province, oltre che dei sindacati.

Cosa dice la bozza di decreto sul rientro del 26 Aprile

La bozza di decreto sarà al vaglio del consiglio dei ministri a partire da oggi.

Nel documento si legge che dal “26 aprile e fino alla conclusione dell’anno scolastico 2020-21, è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi di ogni grado almeno per il 50% della popolazione studentesca”.

Le scuole resteranno sempre aperte per gli alunni con disabilità o per attività di laboratorio.

Scuole superiori al 60% in zona arancione e gialla

Mentre le scuole superiori “adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica – riferisce il testo – affinché, nella zona rossa, sia garantita l’attività didattica in presenza ad almeno il 50%, e, fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca.”

In zona arancione e gialla alle superiori saranno in presenza “almeno il 60% e fino al 100%” degli studenti. Diversamente da ora, dove in zona arancione e gialla la didattica in presenza è al 50%, mentre in zona rossa tutte le lezioni sono in didattica a distanza.

“La deroga – sottolinea la bozza di decreto – è consentita solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica.”

La protesta delle regioni

A influire sul nuovo decreto i tanti dubbi delle regioni. Campania, Puglia e Calabria hanno espresso perplessità sul rientro al minimo 60%. Tra le criticità c’è la bassa capienza delle aule e i trasporti pubblici. Il presidente Veneto Zaia, invece, ha chiesto la possibilità di libera scelta tra dad e presenza, come già avviene in Puglia.

“Tecnicamente impraticabile” a detta delle regioni, il ritorno in presenza al 100% per le superiori. Soddisfazione generale, quindi, per il dietrofront del governo. Ma l’idea dell’esecutivo resta quella di arrivare a Giugno con una didattica in presenza al 100%.

Con la riapertura delle scuole, si parlava di un rischio calcolato. Ma a quanto pare, il governo si è schiantato di nuovo.

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 21 Aprile 2021 e modificato l'ultima volta il 21 Aprile 2021

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