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IL LAGO DEGLI ORRORI

Sequestrata una cava ricolma di rifiuti a San Felice a Cancello

Ambiente | 14 Gennaio 2020

Il tema dello smaltimento illegale dei rifiuti, con danni gravissimi per l’ecosistema di quella che un tempo veniva definita “Campania Felix”, resta di scottante attualità per il nostro territorio.

Nella giornata di ieri i vigili del fuoco sono stati impegnati in una dettagliata e complessa attività di perlustramento di una cava dismessa di San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, sequestrata due mesi fa dalla Polizia Metropolitana di Napoli e utilizzata negli anni come una discarica a cielo aperto.

Il lago degli orrori

Lo scenario apparso agli occhi degli inquirenti, in questa operazione di sequestro ordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, è stato a dir poco raccapricciante. Un bacino d’acqua sotterraneo, posto ad una decina di metri di profondità dalla superficie della cava, è risultato colmo di rifiuti di ogni genere: carcasse galleggianti d’auto, grandi elettrodomestici e plastica di ogni forma e dimensione. Sono inoltre in corso, grazie alla ricognizione del fondale da parte dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco, le analisi su eventuali rifiuti speciali, coperti dallo strato superficiale di fanghi e rifiuti.

Le operazioni di recupero dei materiali sono iniziate nella giornata di ieri mentre oggi i tecnici dell’Arpa riprenderanno le analisi delle acque e le verifiche di eventuali infiltrazioni nella falda acquifera.

La vile aggressione alla troupe di Videoinformazioni

Sempre nella giornata di ieri, il direttore di Videoinformazioni Pierpaolo Petino e il videomaker Alessandro Jovane, giunti presso l’ex cava Giglio a San Felice a Cancello per effettuare le riprese della discarica, sono stati dapprima avvicinati e poi aggrediti da due uomini presenti alla cava. Soltanto l’intervento delle forze di polizia presenti sul posto ha evitato il peggio. Jovane, colpito al viso da un pugno, è stato immediatamente trasportato presso l’ospedale di Maddaloni dal 118. La redazione di Identità Insorgenti esprime piena solidarietà e vicinanza ai colleghi vigliaccamente aggrediti mentre documentavano l’ennesimo scempio perpetrato alla nostra terra.

Antonio Barnabà

Un articolo di Antonio Barnabà pubblicato il 14 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 14 Gennaio 2020

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