martedì 16 luglio 2019
Logo Identità Insorgenti

Il Leonardo che non conosciamo

7arti | 29 Ottobre 2016

leonardo-da-vinci

Brillante, ambizioso, mosso dalle ossessioni, un genio senza pace. Questo è Leonardo, uno dei più grandi artisti della storia, ed è così che ce lo descrive Antonio Forcellino, raffinato studioso del Rinascimento e famoso restauratore. Dopo le biografie di Michelangelo e Raffaello, Forcellino, si dedica a “Leonardo. Genio senza pace”.

Il giovanissimo Leonardo, figlio illegittimo di un notaio che mai lo riconobbe, iniziò sin da subito lunghi peregrinaggi tra Roma, Firenze e Milano in cerca della protezione dei potenti dell’epoca, come i De Medici, i Borgia, Ludovico il Moro ed infine Papa Leone X. A Firenze imparò il mestiere nella bottega del Verrocchio. Negli anni tra 1500 ed il 1516 fu costretto, uscendone sconfitto, a contendersi il mercato artistico tra Firenze e Roma con Michelangelo e Raffaello.

“Leonardo trascinava all’infinito la fase creativa delle sue composizioni. Non finiva mai di progettare nuove soluzioni anche quando l’opera era molto avanti. Incapace di concentrarsi su un solo progetto viveva un perenne sfinimento intellettuale e non concludeva mai” dice Forcellino. Altra debolezza di Leonardo fu la sua avventata esibizione della relazione che aveva con il giovane allievo Salai, compagno, poi, per tutta la vita. Ciò gli creò problemi lavorativi considerando che suscitò malcontenti nella sua bottega da parte di tanti altri giovani e più promettenti allievi che leggevano con diffidenza questa relazione.

Non mancano le critiche verso Leonardo per quanto concerne la politica ed i suoi interessi personali. Ma, Forcellino, giustifica il tutto scientemente: “Più che voltagabbana era indifferente alla politica e alla religione e più in generale era disinteressato alla vita come la concepivano i suoi contemporanei. La mente di Leonardo era concentrata ossessivamente sulla conoscenza della natura e dei suoi segreti e per poter assecondare questa ossessione era disposto a seguire chiunque, purché finanziasse i suoi progetti e le sue ambizioni”.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 29 Ottobre 2016 e modificato l'ultima volta il 29 Ottobre 2016

Articoli correlati

7arti | 12 Giugno 2019

L’INTERVISTA

Mario Talarico, storico ombrellaio: “Sogno una scuola di artigiani per non perdere le antiche tradizioni”

7arti | 7 Giugno 2019

A MONTE SANT’ANGELO

Il murale di Darwin inaugura il compleanno della Federico II

7arti | 6 Giugno 2019

POETI MODERNI

Intervista con Sotirios Pastakas: la poesia come ponte tra culture

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi