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IL “NEAPOLITANO”

Il cavallino rampante della Ferrari? Ha origini partenopee

Identità | 18 Febbraio 2015

Questa é la storia di un cavallo e del “brand” più famoso del mondo a sentir qualcuno, ‘o brand’e Maranello, ma quest’é soprattutto la storia di un cavallo nato sull’incandescente suolo vulcanico campano che i padri greci allevarono prima e gli etruschi incrociarono poi e che cogli apporti berberi in epoca romana divenne il cavallo più bello, pacifico ma al contempo guerriero, giocoso ed intelligente del mondo : il Cavallo Neapolitano.

Sedili di Napoli in San Lorenzo, in rosso Seggio di Nilo o Nido
Sedili di Napoli in San Lorenzo, in rosso Seggio di Nilo o Nido

Dal profilo montonino possente e leggiadro nel contempo esso conserva in sé il carattere tutto napolitano ben descritto dal Cervantes quando definiva la città di Parthenope “benevola in Pace e dura in Guerra”, quel cavallo nero, indomito e sfrenato protagonista nelle corti d’amore angioine e che Alfonso d’Aragona rappresentò in conio come emblema di Napoli e poi di quelle di Vienna che le antiche fratrie greco-neapolitane immortalarono nell’effige che tuttora fa sfoggio di sé nel sedile di Nido (o Nilo, in onore alla comunità nilense degli alessandrini ) sulla facciata del Museo Opere di San Lorenzo e Scavi,  già sede del Tribunale di San Lorenzo.

Arma del Seggio di Nilo

Il nero cavallo neapolitano é dunque rappresentato “sfrenato” o per così dire rampante… su uno sfondo di color giallo…. almeno settecento anni prima dell’altro cavallino quello  che un certo Enzo Ferrari, pilota alla corte di Nicola Romeo   ( creatore dell’omonima casa automobilistica) farà correre e vincere…a partire dai progetti dell’Alfa del napolitano di Sant’AntimoRomeo, appunto  (Ferrari fu direttore dell’Alfa Corse) su tutte le piste del mondo.

Ordunque se Ferrari ha utilizzato in qualità di pilota prima e direttore poi auto…motori, progetti e “diavolerie” meccaniche del patron napolitano Romeo vi sembrerebbe assurdo fare due più due anche per quanto riguarda lo “scudetto”made in Maranello ….by Naples?….

La leggenda narra che il cavallino rampante, fosse originariamente l’emblema personale del Maggiore Francesco Baracca che faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli e che questo sia stato “donato”dalla madre del Baracca al Ferrari come simbolo portafortuna : le tesi ufficiali ci dicono che il cavallino richiamasse il reggimento Cavalleria cui faceva parte lo stesso Baracca altri asseriscono si trattasse di “giumente”simbolo di Stoccarda in quanto gli aviatori di un tempo venivano considerati “assi” solo dopo l’abbattimento del quinto aereo, di cui assumevano talvolta le insegne in onore del nemico sconfitto e che dunque Baracca avrebbe fatto dipingere sulla carlinga del suo velivolo visto su quella del quinto aereo da lui abbattuto, un Aviatik (o, secondo altri, un Albatros B.II) tedesco probabilmente guidato da un aviatore di Stoccarda…

Per la cronaca la Scuderia Ferrari vinse la 24 ore di Spa del 1932. Con un’Alfa Romeo e proprio con il simbolo del cavallino rampante

Che l’Arma della Cavalleria Piemontese del Baracca riproponesse “casualmente” l’effige di un cavallino “rampante”/sfrenato del tutto simile  a quello del plurisecolare rappresentato nel Sedile del Nilo, emblema del prestigioso cavallo Neapolitano, rappresentazione per i greco-neapolitani, sin dagli antichissimi tempi, del Dio Nettuno,  cavallo Neapolitano famoso come tra i migliori stalloni d’Europa addirittura dai tempi del Boccaccio, considerata Napoli città natale dei balletti equestri e dove alla fine del XVI secolo, Federico Grisone, guarda caso appartenente alla nobile famiglia del seggio di Nilo-Nido, scriveva il primo trattato di equitazione della storia dopo Senofonte, Parthenope da cui gli stessi cavallerizzi napoletani partivano per insegnare l’arte equestre in tutte le corti d’Europa (Vienna compresa) e, se si ricorda che un certo… cavallo Neapolitano nel 1790 lo ritroveremo in Polesine tra i “fecondatori” della razza Lipizzana…il tutto ci pare un insieme di troppe coincidenze  che coincidono…. per dirla alla De Curtis.

Ed allora se la…veloce… “gazza” Ferrari oggi “marchio” al vertice della notorietà prese dal Nido via Alfa…Romeo (Ferrari che oggi a sua volta é presa dagli USA via Marchionne…) varrebbe anche la pena di farsi certe domande sul perché e per come e soprattutto, dando a Cesare quel che é di Cesare, darci da fare noi Neapolitani di oggi per scalciarle una buona volta le gazze dal Nido…. 

Di seguito una piccola lezione sull’argomento da me tenuta presso una scuola elementare provenzale dove mi occupo di un progetto didattico-culturale di “sensibilizzazione”alla Cultura, Lingua e Storia (quelle vere)Neapolitane

Massimiliano Verde

Reggimento Piemonte Reale Cavalleria (2°)
Reggimento Piemonte Reale Cavalleria (2°)
LOGO FERRARI
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Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 18 Febbraio 2015 e modificato l'ultima volta il 13 Febbraio 2020

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