sabato 17 aprile 2021
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Il Parco archeologico di Ercolano presenta il suo nuovo logo e le prossime iniziative

Beni Culturali | 12 Marzo 2021

Il Parco archeologico di Ercolano presenta il suo nuovo logo: il nodo di Ercole, il nodo con il quale si allacciava al collo la pelle del leone di Nemea, che acquisisce un senso speciale. Il nodo per collegare la città antica e quella moderna, il Parco e il territorio, il passato e il futuro, il mare e il Vesuvio, la ricerca e la valorizzazione.

Il nodo di Ercole: simbolo di connessione con la comunità

Tra i molti nodi che si conoscono, questo ha una sua particolarità, connette due somiglianze, due corde di pari geometria, in cui la forza dell’una dipende dall’altra: “Il simbolo è il modo in cui vogliamo essere identificati – dice il direttore Francesco Sirano –  Il nodo di Ercole era usato nel mondo romano anche per le spose. Un particolare tipo di nodo che la notte del matrimonio lo sposo scioglieva con valori che potete immaginare. Ma abbiamo anche visto che questo nodo viene utilizzato anche nel campo dei marinai e nell’ambito della pesca in generale.

Chiaramente una città come Ercolano, che nell’antichità era sulle rive del mare e trae una pagina interessante della sua storia proprio dall’antica spiaggia dove ci sono tutti questi oggetti legati alla vita quotidiana interrotta dall’eruzione del 79 dopo Cristo, ci ha fatto pensare a questo simbolo. Siamo rimasti tutti affascinati da questa idea così semplice e facile da utilizzare per comunicare. La comunità intorno a noi poteva trovare in questo segno un qualcosa in cui identificarsi e per noi questo è il simbolo delle connessioni che vogliamo trarre. Vogliamo creare e attirare connessioni, tra presente e passato, tra parco e territorio”.

Resilienza e progettualità: tra tutela e valorizzazione

In questo lungo periodo di crisi pandemica, il Parco sceglie resilienza e progettualità e pensa a nuovi modi per raggiungere una community che si è andata via via ampliando durante il primo lockdown:

“A un anno dall’inizio della pandemia e dalla prima chiusura dei siti – continua Sirano-  abbiamo scelto di guardare a questo periodo che stiamo vivendo come a una grande occasione. Abbiamo cercato di apprendere quello che si poteva da questa difficoltà. È dai problemi che si impara, a nostro avviso. Stiamo lavorando su due binari: quello della tutela e quello della valorizzazione. La tutela, la valorizzazione e la conservazione non sono cose separate ma devono funzionare insieme”

Flessibilità: il virtuale che sopperisce al reale e lo arricchisce

Le nuove necessità venute fuori in questo anno sono state per il direttore e la sua squadra di lavoro, come ama definirla, una certa flessibilità, un adattarsi al cambiamento in atto, e  un  interscambio sullo svolgere iniziative sia in presenza che in modalità virtuale: “Reale e virtuale devono combinarsi insieme e arricchire l’esperienza culturale. È qualcosa che si sarebbe fatto comunque ma che ha avuto una accelerata a causa della pandemia “ – afferma ancora Sirano.

Interazione con i visitatori

Il parco si pone tra gli obiettivi la ricerca di un incremento della partecipazione e interazione con i visitatori che frequentano gli spazi sia reali che virtuali del sito. Prima della chiusura ultima del parco con l’ingresso della Campania in zona arancione e poi rossa era stato lanciato un abbonamento per gli affezionati e soprattutto per agevolare gli abitanti del territorio circostante.

Il primo lockdown, invece, e i brevi video del Parco chiamati “lapilli” con protagonista il direttore in veste di Cicerone,  hanno creato anche una folta schiera di “virtual friends” degli scavi di Ercolano che tendono a crescere.

Le due mostre del 2021/2022: il legno e il cibo

La programmazione del 2021/2022 avrà come cardini due esposizioni che interpretano da un lato quello che è il lavoro di ricerca e conservazione nel Parco e dall’altro cercano di essere anche un collegamento tra il mondo antico e il mondo contemporaneo. Il loro sottotitolo sarà, proprio per questo motivo: “Ercolano passato e presente”.

La mostra sull’ebanistica alla Reggia di Portici

La prima esposizione sarà quella dedicata all’ebanistica, al legno impropriamente definito “carbonizzato” in ottimo stato di conservazione: Ercolano ha una condizione unica di materiale organico, non solo alimenti ma nella fattispecie legno , mobili. La particolarità di questa mostra, oltre al materiale esposto, è che si svolgerà alla Reggia di Portici e non nel sito archeologico. Grazie a un accordo con la città metropolitana di Napoli e con l’Università Federico II , col dipartimento di Agraria in particolare, verrà realizzata proprio accanto a quegli ambienti che nel ‘700 furono occupati dall’Herculanense Museum che fu l’inizio della collezione cosiddetta pompeiana, il primo nucleo del Museo archeologico di Napoli.

Il cibo e la dieta degli antichi

La seconda esposizione sarà la mostra sul cibo: Ercolano ha una riserva incredibile per quantità e qualità di materiale che  permetterà di capire qual era la dieta degli antichi, come venivano usati gli alimenti ecc. Anche qui si potrà notare quanta continuità ci sia tra il mondo antico e quello contemporaneo.

Gli eventi annuali: i venerdì di Ercolano, i close up e l’iniziativa A.A.A.

In ogni stagione, poi, ci saranno eventi collaterali alle due mostre: in primavera continueranno i close up legati ai cantieri di restauro, dove il pubblico entra a stretto contatto e diretto con i lavori  nel sito. Sono, poi, in partenza i lavori sull’antica spiaggia e il restauro di sei domus. In estate saranno confermati i venerdì di Ercolano con le visite serali. In autunno, invece, verrà lanciata l’iniziativa A.A.A. (Archeologia, Arte e Aperitivi), una volontà di mettere insieme arte contemporanea, eventi con musica e altre attività che si svolgeranno sia nella città moderna che in quella antica per uscire fuori dai confini del Parco e abbracciare il territorio.

A latere continueranno seminari tematici, conferenze in collaborazione con l’ufficio Unesco che si occupa dell’area in cui si trova Ercolano e con altri enti.

Susy Martire

 

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 12 Marzo 2021 e modificato l'ultima volta il 12 Marzo 2021

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