domenica 26 maggio 2019
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IL PERSONAGGIO

Umberto Onorato, il disegnatore dei “vip” del Novecento

Cultura, Teatro | 14 Marzo 2019

Per le strade di Napoli da alcuni mesi ci si imbatte spesso in una caricatura in cui sono ritratti i tre fratelli De Filippo. In molti avranno pensato che è stata una locandina ideata e realizzata ad hoc per pubblicizzare la mostra “I De Filippo, il mestiere in scena” – aperta fino al 24 marzo presso il Castel dell’Ovo –  una meravigliosa passeggiata fra i ricordi d’arte, di vita e di scena di una delle più importanti famiglie dello spettacolo non solo napoletano, ma italiano, che Identità Insorgenti aveva presentato prima dell’inaugurazione dello scorso 28 ottobre.

La modernità dei tratti dei volti di Eduardo, Peppino e Titina, può aver tratto in inganno, perché in realtà quella caricatura è stata realizzata molti anni fa dalla matita di uno dei più grandi disegnatori del ‘900, lo scenografo, giornalista e critico, Umberto Onorato, che divenne famoso proprio per le sue caricature degli attori di cinema e teatro.

Le caricature dei grandi artisti dello spettacolo italiano del ‘900

Per il suo tratto essenziale nel delineare i volti dei personaggi famosi, Umberto Onorato è stato accostato al Futurismo, oltre che per motivi anagrafici, essendo nato nel 1898 e avendo vissuto in pieno i primi anni del ‘900 in cui si sviluppò questa corrente artistica in Italia per poi diffondersi in tutta Europa.

Da Totò a Sofia Loren, da Vincenzo Scarpetta a Raffaele Viviani, e poi Anna  Magnani, Aldo Fabrizi, Nino Taranto, Franca Valeri, Giulietta Masina, tutti i divi dello spettacolo italiano del secolo scorso sono stati ritratti da Umberto Onorato, che aveva la straordinaria capacità di riuscire a coglierne con pochi tratti le caratteristiche principali e a comunicarle con una vena ironica.

Un’inclinazione verso il disegno umoristico, quella di Onorato, che aveva manifestato sin da bambino nella natia Lucera, realizzando le caricature dei suoi insegnanti alle elementari e da ragazzo dei “signorotti” del piccolo comune del foggiano, non senza destare diversi malumori esponendoli in una mostra nella piazza principale del paese.

La collaborazione con le riviste e poi l’approdo al mondo del teatro

Traferitosi a Roma, prima si dedicò al giornalismo e poi all’attività di disegnatore, pubblicando su settimanali e riviste vignette, caricature teatrali e illustrazioni per romanzi, finchè poco più che ventenne cominciò a realizzare le prime caricature di attori “dal vivo”, ovvero durante le loro rappresentazioni teatrali per il periodico teatrale “Le maschere”.

Da allora, per oltre cinquant’anni, Onorato diventò un osservatore ironico e un “cronista” di teatro attraverso disegni, caricature e manifesti degli spettacoli.

Collaborò con numerosi periodici e quotidiani: “Il Dramma”, “Le grandi firme”, “Il travaso delle idee”, “Marc’Aurelio”, “Settebello”, “Cantachiaro”. “La Tribuna”.

Oltre ad aver illustrato il libro di Petrolini, “Modestia a parte”, Onorato volle riunire il meglio delle sue caricature in due volumi, “Pupazzi, Caricature del teatro di prosa” del 1930, e “Cento pupazzi di teatro” del 1934. Pubblicò, inoltre, un libro autobiografico illustrato “Nuovo per queste scene” in cui rievocava la sua gavetta artistica, tratteggiando i protagonisti del teatro italiano degli anni ’20.

Non solo caricaturista, ma anche scenografo e costumista

Da “cronista” attraverso i suoi disegni, Onorato passò a far parte a pieno titolo del mondo del teatrale come scenografo e costumista, stringendo rapporti professionali e anche d’amicizia con una grossa fetta del teatro italiano.

Inizialmente prevalse la sua attività come cartellonista per il teatro e per il cinema, realizzando una serie di manifesti per i suoi amici Eduardo e Peppino De Filippo. Per questa produzione, secondo Giorgio De Chirico, Onorato meritava di essere paragonato a Toulouse-Lautrec.

In seguito, nell’arco di venti anni, dal ’41 al ’61,  curò le scenografie e i costumi di una trentina di spettacoli di rivista, con le compagnie di Totò, di Nino Taranto e di Macario,  ma anche di prosa, come quella di Eduardo De Filippo, riscuotendo sempre consensi di critica e di pubblico per i suoi allestimenti.

Una lunga collaborazione con Totò per il cinema e il teatro

Fra i tanti artisti raffigurati da Onorato, un posto speciale occupa Totò con il quale collaborò per l’allestimento degli spettacoli teatrali, disegnandone i costumi, oltre a ritrarlo in moltissime caricature relative a diversi film del “Principe della risata”, come “San Giovanni decollato” e “L’allegro fantasma”.

Per ironia della sorte, Totò e Umberto Onorato, dopo aver lavorato insieme per tanti anni, si trovarono a condividere “natali” e morte.

Entrambi, infatti, erano nati nel 1898 e morirono a 69 anni nel 1967, il primo ad aprile per problemi cardiaci, mentre Onorato morì il 14 settembre dello stesso anno in un incidente stradale sull’autostrada del Sole nei pressi di Cassino, quando ancora era nel pieno della sua attività artistica.

Un’ultima e triste uscita di scena per due protagonisti dell’ironia e della comicità italiana.

Sabrina Cozzolino

 

 

 

Un articolo di Sabrina Cozzolino pubblicato il 14 Marzo 2019 e modificato l'ultima volta il 14 Marzo 2019

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