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IL PEZZULLO DEL GIORNO

Greta e il complottismo dei webeti in un mondo che ha bisogno di eroi (per massacrarli)

Battaglie | 30 Settembre 2019

Gli eroi esistono e questa non è affatto una buona notizia. Abbiamo, purtroppo, ancora bisogno di donne e uomini che, in qualche modo, si trasformino in modelli da seguire e provino ad indicare alla massa una via da percorrere.

Così, che si tratti della lotta alle mafie o del contrasto al fenomeno della “Terra dei fuochi” o di qualsiasi altro fenomeno per cui varrebbe la pena di lottare, ciascuno prova a seguire le orme dei “Masaniello” di turno, esseri umani troppo spesso (ed erroneamente) innalzati alla dignità degli dei. Ma i modelli, come le statue dei santi, possono stare bene nelle cattedrali dove reale e soprannaturale si confondono e l’impossibile diventa esperienza ordinaria.

Un conto, infatti, è osservare l’immobile cartapesta ergersi su piedistalli pieni di fiori, incapaci di parlare, di muoversi e, quindi, di sbagliare. Alle statue ciascuno fa dire quello che vuole e prova ad interpretare la storia rappresentata nel modo che più gli conviene. Altro, invece, è guardare le persone reali e credere che siano infallibili, che facciano sempre quello che dicono, che – al contrario degli esseri umani – non vadano in bagno e neanche dormano, perché costantemente impegnati, tutti i giorni, tutte le ore, a perseguire gli obiettivi per cui sono diventati “famosi”.

E guai se, per qualche ragione, salta fuori una notizia che sottolinea una qualsiasi azione dell’eroe che contraddica il messaggio di cui è diventato simbolo. Crolla il mito, crollano i fedeli e sembrano crollare finanche i principi che sostengono la lotta.

Avete presente Greta Thunberg? La ragazzina svedese che ha avuto il merito di accendere i riflettori sui drammi legati al cambiamento climatico.

Bene. Non sia mai che nelle foto in cui ci sia Greta si intraveda, malauguratamente, qualche bottiglia o recipiente di plastica: si scatena la guerra mondiale dei puritani, pronti ad accusare l’attivista di alto tradimento. I social, patria degli estremisti di ogni genere, si infiammano nel tentativo di buttare giù l’eroe e il suo messaggio.

E anche quando sembrerebbe non esserci nulla da obiettare, ci pensa il popolo dei complottisti a gettare fango sulla sua persona, millantando chissà quali interessi e ipotizzando assurdi tentativi di manipolazione di massa.

Eppure, quanto si vivrebbe meglio in un mondo che non si lega agli eroi, ma sostiene i principi, più che i singoli, e i valori prima delle icone!

In questa utopia, a nessuno importerebbe se, per esempio, Greta Thunberg si rivelasse essere ‘nu bluff, perché impareremmo ad andare alla sostanza, a vivere noi stessi, per primi, quelle cose che crediamo essere giuste, a guardare alle migliaia di persone che hanno abbracciato la causa e lottano quotidianamente per affermarla.

Ma, purtroppo, abbiamo ancora bisogno degli eroi. Ancor di più, abbiamo bisogno dei loro errori per sentirci in pace con la nostra coscienza.

D’altronde, se anche Greta utilizza una bottiglia di plastica, io posso pure permettermi, qualche volta, di gettare la monnezza dove capita o ignorare la raccolta di differenziata.

Tanto, per una volta, che fa? O no?

Rocco Pezzullo

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 30 Settembre 2019 e modificato l'ultima volta il 30 Settembre 2019

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