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IL PIANO

Sud: 123 miliardi in dieci anni per il rilancio del meridione

Ue Italia investimenti al Sud
Attualità, Politica | 15 Febbraio 2020

Per operare il cambiamento occorre una lenta e paziente mutazione dell’ordinario. Un lungo percorse che parta dalle basi di quello che è ed è stato, e che con costanza si proietti al futuro, cambiando ciò che è in corso, appianando le disuguaglianze. Un concetto che il Governo sembra aver portato alla lettera nel piano per il sud presentato ieri a Gioia Tauro, con la presenza del Premier Conte e del fautore del progetto Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e per la coesione territoriale – già ricercatore e vice direttore dello Svimez per lo sviluppo del mezzogiorno d’Italia.

Eppure, questo concetto viene introdotto in un copione dagli iniziali sviluppi tragicomici, con la copertina dedicata allo splendido castello di Duino, in Friuli-Venezia-Giulia, e un input iniziale che ci tiene a specificare come il nord, senza il sud, sia destinato a un lento e inevitabile declino – come a dire che proprio non si può evitare di abbandonare completamente il meridione, che qui cade tutta la baracca.

Sarebbe forse stata più adatta un’introduzione che semplifichi la necessità di un investimento ad equiparare le risorse nazionali, ad appianare le esigenze di una nazione intera. Sarebbe stato più onesto forse sottolineare che negli ultimi 17 anni, secondo uno studio condotto da Eurispes e pubblicato sul rapporto Italia 2020, sono stati sottratti al sud 840 miliardi di spesa pubblica. Una situazione inaccettabile, gravissima, e per la quale era necessario un doveroso e immediato intervento.

Piano per il sud, investimenti fino al 2030

I contenuti del piano per il sud, invece, parlano chiaro. Numeri e programmazione che stabiliscono gli interventi che da qui ai prossimi dieci anni saranno effettuati nel meridione. Partendo però da una prerogativa fondamentale: la clausola del 34%, che consentirà di destinare una spesa ordinaria pari alla percentuale di popolazione del mezzogiorno (percentuale che va ogni anno a diminuire a causa delle continue emigrazioni dei giovani in cerca di lavoro).

Dunque gli investimenti, che saranno divisi in due step fondamentali. Un primo impatto – definito così dal rapporto – nel triennio 2020-2022 di 21 miliardi di euro (il 65% in più rispetto al triennio 2016-2018), ottenuto principalmente dal recupero della clausola del 34% e dal Recupero capacità spesa su Fondo Sviluppo e Coesione. Misure previste già nella legge di bilancio del 2020 e che non graveranno sulla spesa pubblica. La seconda parte di investimenti prevederà invece un piano di investimenti a lungo termine, con una spesa di oltre 123 miliardi di euro fino al 2030. Finanziamenti già individuati, anche in questo caso, con largo anticipo. Il grosso della fetta sarà principalmente ricavato dal Fondo Sviluppo e Coesione (58.8 miliardi di euro per la programmazione 2021-2027), e ancora dai Fondi Europei (30.75 miliardi di euro) e territoriali.

Le missioni

Quello che il governo intende attuare a sostegno del sud sono delle vere e proprie missioni, così suddivise dal ministro Provenzano. A cominciare dalla scuola e dall’istruzione, con i giovani al centro di un progetto inclusivo che permetta l’investimento del capitale umano come priorità non più derogabile. Un sud, dunque, rivolto ai giovani, come specifica il titolo della prima missione presentata attraverso i grafici. Un programma che verrà attuato sin dal prossimo anno scolastico, partendo dai comuni con maggior tasso di dispersione scolastica. Scuole aperte tutto il giorno, con programmi formativi di inclusione sociale e condivisione culturale. Potenziamento dell’edilizia scolastica, ampliamento dell’offerta formativa, incremento di docenti e tutori ed estensione della no Tax area senza che si penalizzino le Università. L’obiettivo è combattere la povertà educativa minorile, combattere l’abbandono scolastico restituendo centralità alla scuola e al diritto di ciascun ragazzo di studiare.

All’infrastruttura è dedicata la seconda mission del Governo, con particolare attenzione alle distanze (attualmente a tratti insormontabili) tra il sud e il resto del mondo. Potenziamento della rete ferroviaria, dell’alta capacità (un primissimo step inevitabile se si vuole garantire il trasporto su ferro), dei collegamenti ferroviari in entrata e uscita ai porti e infine al trasporto pubblico locale. Investimenti che nel primo triennio ammontano a oltre 33.5 miliardi di euro (fondi piano Sud del Ministero per i Trasporti) per il completamento di opere ferroviarie, stradali, idriche ed edilizie.

Fondamentale la svolta ecologica che il piano per il sud vuole attuare con il Green Deal per la salvaguardia del territorio, opere di infrastruttura “verde”, di sostegno nella filiera agroalimentare e di efficienza energetica. Obiettivi in ottica con lo sviluppo sostenibile da attuare per l’agenda ONU 2030, a fronte dei cambiamenti climatici, con la diffusione di energie rinnovabili e un reddito energetico per le famiglie, con la creazione di un fondo nazionale che intervenga sull’acquisto di impianti fotovoltaici e il risparmio in bolletta attraverso l’autoconsumo di energia elettrica.

E poi il cantiere Taranto, per trovare una soluzione grazie al negoziato con l’Unione Europea per il rilancio sostenibile ed eco compatibile dell’ex-Ilva, gli investimenti per l’assunzione di nuovi diecimila impiegati della pubblica amministrazione, giovani professionisti da inserire, rilancio dell’occupazione femminile, sgravi fiscali per le piccole e medie imprese, investimenti di rafforzamento delle zone portuali per un piano di export al sud tra le altre proposte messe in atto dal piano per il rilancio del sud.

Un progetto, quello messo in atto dal ministro Provenzano, articolato e dettagliato, col quale il Premier Conte chiosa nelle considerazioni finali ribadendo l’orgoglio della sua città di origine e di uomo del sud. Un progetto di ampio respiro, che si pone degli obiettivi periodici importanti e necessari per il rilancio del sud Italia.

Gianluca Corradini

Un articolo di Gianluca Corradini pubblicato il 15 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 17 Febbraio 2020

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