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IL PROGETTO

La Caritas di Aversa lancia il brand “Gioia”: l’impresa sociale per i senza fissa dimora

Diritti e sociale | 8 Dicembre 2020

La Caritas Diocesana di Aversa da 7 anni accoglie coloro che cercano un luogo che meriti di essere chiamato “casa”. Uno spazio familiare dove trovare un tetto che non abbia il cattivo odore del cartone umido e un letto decisamente più comodo e morbido dei pavimenti delle stazioni ferroviarie dove spesso, numerose persone, trovano riparo.

Con questo desiderio nasce e si caratterizza la casa di accoglienza “Gratis Accepistis”. La struttura, al civico 54 in via San Nicola ad Aversa, offre venticinque posti letto e spazi comuni nei quali donne e uomini, senza fissa dimora, affrontano la sfida di un riscatto possibile.
Chi conosce la Caritas, sa bene quanto il lavoro degli operatori  e volontari sia caratterizzato dall’esigenza di accompagnare gli ospiti della casa in un percorso di vero e proprio riscatto. Sono tantissimi, infatti, coloro che grazie al lavoro che fiorisce silenzioso all’ombra della struttura diocesana,  riescono ad abbandonare un vissuto fatto di precarietà e stenti. Storie di drammi esistenziali e povertà che finiscono per diventare solo un lontano ricordo.

Eppure, nonostante il lavoro quotidiano sia già faticoso e comporti un notevole dispendio di energie e risorse, per la Caritas questo non è ancora abbastanza. L’obiettivo da raggiungere resta sempre quello di reintegrare pienamente le persone meno abbienti nella società. Un passaggio che può avvenire solo attraverso l’educazione all’autonomia e l’inserimento lavorativo.
Sono queste le motivazione che hanno spinto l’ente diocesano a ideare la creazione di un brand “made in Caritas”. Nasce, così, “Gioia“, un marchio che, se da un lato desidera diffondere la cultura della solidarietà, dall’altro sceglie di caratterizzarsi con un nome che racconta l’essenza vera della carità la quale, come la felicità, direbbe lo scrittore Coelho, si moltiplica se la condividi.

Gioia, per “vestire il bene”

Il progetto realizzato dalla Caritas Diocesana di Aversa scegli di guardare verso due importanti direzioni. Da un lato, la finalità è quella di offrire agli ospiti della “Gratis Accepistis” l’opportunità di misurare le proprie capacità in un contesto lavorativo. Appare evidente quanto questa esperienza rappresenti una strada privilegiata per aiutare persone messe ai margini a recuperare dignità e fiducia in se stessi.

Il secondo obiettivo, invece, è legato all’opportunità di diffondere la cultura della solidarietà attraverso l’opera silenziosa di chi, semplicemente, acquistando i prodotti realizzati in questo contesto, porta in giro un messaggio nascosto dietro al sorriso del brand Gioia.

L’idea di realizzare e mettere in commercio prodotti realizzati dai nostri ospiti“, come ci raccontano gli operatori della Caritas “scegliamo di diventare noi stessi occasione di riscatto per le persone che incontriamo sul nostro cammino e che chiedono aiuto. Ed è per questo che, oggi, per noi, indossare una T-shirt Gioia significa rovesciare le logiche di questa società: gli ultimi, gli esclusi, gli invisibili diventano finalmente protagonisti di una storia completamente intessuta da loro”.

 

Capi d’abbigliamento “made with love”

Fatti con amore. È questo il marchio di garanzia che accompagna i capi d’abbigliamento proposti dagli ospiti della “Gratis Accepistis”. Maglieria e diversi accessori prodotti dagli ultimi che rappresentano il desiderio della Caritas di aprirsi al territorio e allargare l’orizzonte dell’inclusione sociale.

L’idea del marchio nasce molto tempo fa, prima che l’emergenza sanitaria rendesse ancor più necessario mettersi all’opera per sostenere le sempre più numerose persone finite nel baratro della povertà.
Un progetto che supera di gran lunga il concetto di assistenzialismo sociale e indica un percorso di crescita e sviluppo della persona che va ben oltre la semplice consegna di beni di prima necessità.

Lo store “Gioia”, che oggi sarà inaugurato in piazza Vittorio Emanuele III, 21 ad Aversa, sarà allora un segno per tutti coloro che desiderano operare nel sociale.
Esistono, infatti, diversi modi per darsi da fare in questo contesto, ma la migliore risposta alla povertà, sembra voler raccontare la Caritas con questa iniziativa, è quella di affiancare le persone, sporcarsi le mani con le loro storie, spesso drammatiche, e accompagnarle nella realizzazione di un futuro del quale solo loro possono esserne artefici e protagonisti.

Rocco Pezzullo

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 8 Dicembre 2020 e modificato l'ultima volta il 8 Dicembre 2020

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