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IL PROGRAMMA

“Italia Veloce”, infrastrutture e trasporti per il rilancio del Mezzogiorno

Linea Napoli-Bari
Infrastrutture e trasporti | 9 Luglio 2020

Sono 130 in tutto le opere e gli interventi da realizzare e programmare nel piano di investimenti da affiancare al Decreto Semplificazioni. “Italia veloce” è il programma messo a punto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un piano di investimenti per il rilancio dell’economia del paese.

Il trasporto ferroviario

Di interesse strategico, tra le 130 opere discusse (ferroviarie, idriche e stradali), circa un terzo interessano il meridione. Tra le più urgenti troviamo la realizzazione dell’alta velocità della linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria – il cui recentissimo potenziamento di capacità per la lunga percorrenza ha evidenziato che il problema alla base di un collegamento “reale” resta la velocità e la possibilità di raggiungere un luogo nel minor tempo possibile -, della Palermo-Catania-Messina, Pescara-Roma e Pescara-Bari.

Ancora, per un collegamento reale e orizzontale del mezzogiorno, la realizzazione della direttrice Taranto-Metaponto-Potenza-Salerno – attualmente percorribile solo per mezzo autobus -, della Palermo-Trapani e la realizzazione di una nuova linea Ferrandina-Matera.

Opere stradali e idriche

Tra le opere stradali inserite nel piano “Italia veloce” troviamo la SS106 Ionica e la Ragusana, mentre nelle opere idriche la realizzazione e il completamento di numerose dighe sarde (la diga Maccheronis, dei Monti Nieddu, di Medau Aingiu) e di quella di Pietrarossa (tra le provincie di Catania ed Enna) – la cui opera è attesa da quasi 30 anni -, e la messa in sicurezza delle dighe in provincia di Sassari, Oristano e Nuoro.

Il piano Italia veloce

Gli interventi inseriti nel piano “Italia veloce” avranno un costo complessivo di circa 200 miliardi di euro (di cui 130 già finanziati) e uno snellimento burocratico avvantaggiato proprio dal dl semplificazioni che – secondo il Premier Giuseppe Conte – farà in modo che le opere pubbliche non verranno più bloccate da lunghi iter di procedimenti amministrativi con più rischi per chi ferma le opere piuttosto di chi le tiene in moto. “L’Italia deve correre – afferma il Presidente del Consiglio dei Ministri -, ma manteniamo gli autovelox: non vogliamo offrire spazio ad appetiti criminali che alterano la concorrenza e fanno guadagni indebiti”.

Gianluca Corradini

 

Un articolo di Gianluca Corradini pubblicato il 9 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 9 Luglio 2020

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