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IL PUNTO GG

Lettera al mio migliore amico Gigi, che non vedo da 30 anni e che non voglio rivedere

Il Punto GG | 1 Luglio 2017

Lettera al mio miglior amico Gigi, che non vedo da 30 anni e che non ho voglia di rivedere

Ti ho perso, come si perde un fratello, un genitore, noi ci siamo persi in vita o forse abbiamo perso la vita, anzi , ci siamo solo persi alla vista. Eravamo “Bud Spencer e Terence Hill”, “Il Gatto e la Volpe” , “Il Braccio e la Mente” o semplicemente tu eri l’ angelo custode della mia giovinezza ed il tuo piccolo diavolo, tu grosso e buono a difendere me piccolo e delicato, io a portare te nei miei vagabondaggi nella Città delle Donne dove tu diventavi più piccolo. Chissà dove sei, nati nello stesso palazzo, sgaiattolati dalla stessa scuola, a calciare gli stessi palloni, dove non arrivavo io arrivavi tu, dove io pensavo la trama tu eri l’interprete, chissà dove sei. Consumammo muretti col culo a sognare il futuro, ma i sogni non si avverano mai completamente , tu stai bene , anche io nei limiti della mia struggente attitudine, ma non sognammo mai di perderci. Ci immaginavamo uniti, sempre , come il culo e il muretto, poi la vita passa, il muretto si consuma, il culo lo si porta via per non farselo fottere. Anche se non so dove sei di preciso , so che se improvvisamente ti chiamassi tu correresti da me per picchiare una malattia, una disgrazia, tu le prenderesti a pugni, perché noi siamo Bud Spencer a Terence Hill e per sempre dove non arriva uno, arriverà l’altro, ad un certo punto, da dovunque arrivi. E dunque tutto sommato, spero di non vederti mai più.

Gianfranco

A tutti gli altri amici (da due a tre)

Gli amici veri sono quelli che non devono ricordarsi di te,

perché non gli è possibile dimenticarti.

Come una parte di se, ti portano in giro tutto il giorno

e di notte dormi con loro,

a volte come coperta, a volte come

il bambino da accompagnare dall’altra parte

della strada il giorno dopo.

Gli amici veri hanno la tua stessa età

in qualsiasi momento e in qualsiasi anno siano nati.

Puoi farne a meno e puoi non sopravviverne,

puoi sotterrarli a te come un suicidio e ritrovarli senza mappe,

come tesori nascosti in una notte buia.

Risplendono sempre gli amici veri,

come fari accesi per te anche di giorno,quando a tutti sembrano inutili.

Gianfranco Gallo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 1 Luglio 2017 e modificato l'ultima volta il 1 Luglio 2017

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