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Il RESTAURO

Finalmente libera la facciata di Santi Cosma e Damiano ai Banchi Nuovi

fine lavori santi cosma e damiano ai banchi nuovi
Beni Culturali | 30 Luglio 2020

Finalmente libera dalle impalcature, finalmente non più sgarrupata: è così che appare la facciata della chiesa dei Santi Cosma e Damiano ai Banchi Nuovi.  I lavori, iniziati nel dicembre 2017, dovevano durare 14 mesi ed invece sono durati quasi tre anni.  Quel che conta è che una delle chiese più degradate del centro antico, abbandonata per anni ed in condizioni pietose, è stata finalmente restaurata.

Un percorso di restauro lungo

Il percorso di restauro è stato lungo.  Nel 2011, durante il giubileo degli ingegneri,  il cardinale Sepe annunciò il progetto di recupero dell’edificio del XVII secolo e dell’affido dello stesso all’Ordine degli Ingegneri, come era accaduto con la basilica di San Giovanni Maggiore. I lavori sono stati poi inquadrati nell’ambito del grande progetto centro storico di Napoli – sito UNESCO” ed iniziarono, come scritto sopra, a fine 2017.  Il costo complessivo è stato di circa € 600.000 per il risanamento strutturale, il restauro architettonico e delle superfici decorate, nonché per l’adeguamento funzionale ed impiantistico del bene monumentale di proprietà della Curia arcivescovile.  

Da chiesa ad edificio con funzione sociale

La nuova destinazione d’uso, stando a quanto si può leggere nel progetto presentato dall’Ordine degli Ingegneri, è prettamente sociale, con funzione di  “centro di supporto alle famiglie residenti nel quartiere”: funzione pubblica di incontro, riunione, per giovani e bambini, con un laboratorio teatrale e spazi per attività didattiche integrative.  Nel comunicato del comune di Napoli riguardante l’inizio dei lavori si accennava invece ad un più generico luogo che ospiterà convegni ed attività formative ed espositive.

L’edificio tornerebbe quindi ad avere una funzione civica, dato che la chiesa fu costruita modificando profondamente la più antica loggia dei banchi nuovi, come testimoniato anche dagli archi della loggia murati ed ancora visibili.

Perché Banchi Nuovi

Come ricorda infatti Alfredo Buccaro, all’interno di un documento di ricerche propedeutiche al restauro, l’edificio fu fatto costruire dai mercanti napoletani in luogo dell’antico banco sito in piazza dell’Olmo, distrutto durante i moti popolari del 1547.  Fu comprato il suolo, in quanto le case erano state abbattute dall’alluvione del 1566 che portò al fenomeno delle “lave”, veri torrenti che attraversarono, nel caso specifico, San Sebastiano e Santa Chiara.

La loggia restò là per pochi anni, dato che Il Celano racconta che già ad inizio  ‘600 il Real Governo ne aveva decretato l’abolizione “per l’eccessiva unione di tanta gente sotto veduta di commercio in questo sito due volte la settimana”.  Nel 1616 sarebbero iniziati i lavori per trasformare i banchi nuovi in chiesa.

Fabrizio Reale

Fotografia di Sergio Valentino

Fonti:

Un articolo di Fabrizio Reale pubblicato il 30 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Luglio 2020

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