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IL RICONOSCIMENTO

Bruno Venturini diventa cittadino di Napoli: ha portato la canzone partenopea nel mondo

Musica | 5 Novembre 2019

Lunedì 11 novembre alle ore 12 il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris conferirà la cittadinanza onoraria a Bruno Venturini, che, come si legge nelle motivazioni della delibera, può essere considerato “ ambasciatore della canzone napoletana “
La cerimonia, cui parteciperà l’assessore alla cultura Nino Daniele, avverrà nel corso della conferenza stampa nella Sala della Giunta di Palazzo San Giacomo quando sarà anche presentato il concerto, ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, che l’artista terrà al Teatro Politeama alle ore 21 di mercoledì 13 novembre.

Ambasciatore della musica di Napoli nato a Pagani

Bruno Venturini, pseudonimo di Bonaventura Esposito è nato a Pagani il 1º dicembre 1945. Il padre Raffaele era napoletano, commerciante di tessuti. La madre Vittoria Fusco era originaria di Angri. A dieci anni nel 1955 si trasferisce a Roma per la grave cirrosi epatica del padre.

Durante il periodo delle scuole elementari viene scelto per una breve esperienza nel coro de La Radio per le scuole, un programma radiofonico che, nei primi anni cinquanta è presentato da Nunzio Filogamo.

Per sostenere parte delle spese ospedaliere del genitore, nel 1957 il fratello maggiore Peppino comincia a girare per i mercatini della capitale come venditore ambulante di maglieria e lui lo accompagna cantando per attirare i passanti. In una di queste occasioni, a Porta Portese, viene ascoltato per caso dal tenore Mario Lanza che con Marisa Allasio gira per strada alcune scene del film Arrivederci Roma e viene da quest’ultimo incoraggiato a studiare e a perfezionarsi nel canto, dopo aver ricevuto in dono dieci dollari autografati.

Questo incoraggiamento giunto in modo del tutto casuale gli dona molta speranza, ma il dolore è grande quando il mese successivo arriva la morte del padre. Si trasferisce così a Salerno con la madre e i fratelli, consegue la licenza media proseguendo gli studi presso l’istituto di ragioneria. In questi anni durante uno degli spettacoli di beneficenza a cui spesso prende parte tra gli altri giovani figuranti, presso i piccoli teatri e auditorium sparsi in città conosce un’ex cantante lirica che entusiasmata dalle sue potenzialità si impegna a farlo studiare canto al liceo musicale. La prova d’ingresso dura poche battute di Torna a Surriento. Il maestro Alfredo Giorleo dopo averlo sentito cantare fissa subito le ore di lezione gratis e si offre di pagare il metodo Bona di solfeggio.

Gli esordi con la Phonotype

Nel docufilm Vinilici. Perché il vinile ama la musica (2018), regia di Fulvio Iannucci, Venturini viene intervistato e racconta dei suoi esordi con la famiglia Esposito a Napoli, alla Società Fonografica Napoletana, poi divenuta Phonotype. Ma il vrto debutto avviene a Napoli la sera del 15 agosto 1959 alla festa di Porta Capuana.

Il signor Visconti un commerciante collega del fratello maggiore, propone a Bruno di partecipare alla manifestazione canora intitolata Porta Capuana ‘n festa (Porta Capuana in festa) di cui Raffaele Russo è il promotore. Sono presenti grandi nomi ma c’è anche una piccola sezione dedicata agli esordienti. La scenografia rappresenta una spiaggia napoletana con il tipico paesaggio marino, l’orchestra di Radio Napoli è diretta da Luigi Vinci e a condurre la serata c’è Corrado. Il giovane Venturini guarda a bocca aperta tutti i grandi artisti che gli fanno compagnia dietro al palco. Così dopo l’esibizione di Gino Latilla che spopola con l’interpretazione di Tchumbala bey, il presentatore da dietro le quinte chiede al prossimo cantante di farsi avanti ma tutti si dimostrano titubanti. È controproducente confrontarsi con un tale successo. Ma un ragazzino di quasi quattordici anni proprio non ci pensa a certe cose, così ingenuamente è proprio lui a proporsi dopo Latilla. I brani che canta sono tre e tutti in napoletano: Passiggiatella di Nisa e Rendine, Serenatella ‘e Maggio di De Crescenzo e Oliviero, L’urdemo raggio ‘e luna di Fiore e Vian. Al termine dell’esibizione, a sorpresa il pubblico è a dir poco entusiasta. Così appena terminata l’esibizione gli si avvicina Lello Esposito, direttore e comproprietario insieme ai fratelli di una delle più note case discografiche napoletane di allora, la Phonotype Record, che complimentandosi lo invita a presentarsi per un’audizione. Nel 1962 partecipa al Gran Festival di Piedigrotta.

L’Antologia della Canzone Napoletana

Di Carlo Casale, agente della Casa Discografica S.A.A.R. di Milano, l’idea dell’Antologia della Canzone Napoletana. Ma per convincere l’allora direttore commerciale Sergio Balloni ad intraprendere un progetto dai costi notevoli, si assume tutti gli oneri dell’insuccesso, nel caso in cui le vendite non dovessero soddisfare le aspettative di Balloni e del proprietario Walter Guertler. Ad oggi quest’opera di Venturini è stata venduta in tutti i paesi del mondo in svariate edizioni, tra MC, LP, CD per un totale di oltre 100 milioni di copie in quasi quarant’anni di carriera. Passa per un breve periodo alla Casa Discografica Ariston di Carlo Alberto Rossi, dove continua la pubblicazione dei volumi dell’antologia, ma più tardi ritornerà alla S.A.A.R. per completare quest’opera unica. Accompagnato spesso al pianoforte in televisione da grandi maestri, quali Franco Zauli e l’autore della celeberrima “Anema e core” Salve D’Esposito. Acclamato in tutto il mondo per la sua prestante voce da tenore, Venturini vanta dunque oltre ai cento milioni di dischi venduti nel mondo tanti altri record. E’ ad esempio il primo artista dell’occidente invitato in Cina nel 1984. Record di 370 concerti soltanto nell’ex Unione Sovietica e una lunga serie di dischi di platino e d’oro.

Il rapporto con Sergio Bruni

Sergio Bruni incise molto sulla sua crescita artistica. Con lui debuttò nel musical Bruni canta Bruni, nel 1959. Fu per lui un maestro, e non solo nella voce. Poi l’incontro della vita con Michele Galdieri, personalità di spicco nel panorama italiano del teatro di rivista, nonché autore di celebri canzoni napoletane ed italiane (Munasterio ‘e Santa Chiara, Non dimenticar, Mattinata fiorentina) che lo adottò come un figlio e lo fece debuttare giovanissimo in Rai, nello storico programma Cicerenella, il 6 Marzo del 1966.

L’esordio in campo internazionale

L’esordio in campo internazionale fu segnato dal trionfale tour canadese e dall’approdo in Usa nel 1964, che venne considerato un evento clamoroso a livello di stampa e di promotion radio-televisiva e che culminò con il debutto al “Carnegie Hall” e nell’emozionante e felicissimo concerto tenuto presso la “Brooklyn Academy of Music”, ossia nello stesso teatro, tempio americano della musica lirica, oggi teatro-museo, nel quale l’immenso Enrico Caruso terminò nel Dicembre del 1920 la sua meravigliosa carriera.

Trionfale, sempre in campo internazionale, fu la tournée in Unione Sovietica del 1968, terzo artista italiano dopo Claudio Villa e Domenico Modugno a cantare a Mosca. Solo in quell’occasione Venturini tenne 80 concerti in tutte le più importanti città sovietiche, con il patrocinio della Gosconcert. Ritornerà anche negli anni successivi. Si esibirà per Breznev al teatro del Cremlino, dove avrà il piacere di conoscere i giovani Gorbacev e Raissa facendogli dono di una sua raccolta discografica. Riceverà in quell’occasione il “Lenin d’oro” come in precedenza era stato dato al tenore Mario Del Monaco.

Nel 1972 l’Accademia delle lettere, scienze ed arti di Milano gli conferì il titolo “honoris causa” di “Accademico d’Italia, classe nobel”.

Nel 1977 effettuò un grande tour in Giappone con Aurelio Fierro dal titolo “Napoletana”, toccando le maggiori città nipponiche. Più di 60 le repliche.

Nel 1978 si esibì nuovamente in Giappone, questa volta da solo, in Corea del sud e poi in Australia.

È del 1979, l’importante incontro con Salve D’Esposito, autore, con Tito Manlio di Anema e core e tanti altri successi. Nacque una forte amicizia, con numerosi concerti insieme fino alla sua morte avvenuta nel Gennaio del 1982. L’anno successivo Venturini, a Sorrento, città natale del maestro, rese omaggio all’illustre musicista in occasione dell’80° anniversario di Torna a Surriento.
Nel 1983 ebbe le chiavi d’oro americane delle città di Providence, dalle mani del sindaco Buddy Cianci Jr. e di New Haven da Benny Di Lieto. L’anno dopo ha avuto il disco di platino, ospite del Joe Franklin Show – uno dei tanti – per Bruno Venturini sings Mario Lanza e ha cantato in Russia, Brasile (in coppia con Charles Aznavour), Argentina, Paraguay, Venezuela, Uruguay.

In occasione della tournée in Cina ha dato a Napoli un prestigioso primato: è stato il primo artista del mondo occidentale a cantare a Pechino nel 1984, su invito del presidente Deng Xiaoping, nella Cina del dopo Mao portando la canzone d’arte napoletana in questa meravigliosa terra orientale. Deng lo invitò attraverso l’ambasciatore cinese a Roma.

Venturini era impegnato in un tour in Inghilterra, dove si esibì anche per la famiglia reale e chiese un rinvio. Gli fu spiegato che sarebbe stato il primo artista occidentale laggiù e che l’orchestra l’avrebbe diretta Von Karajan. Prese subito l’aereo con il suo inseparabile pianista e direttore d’orchestra Franco Zauli. Con loro, il presidente Rignano e il direttore generale Fiocco della Siae. Venturini favorì il buon esito dei rapporti in materia di diritto d’autore tra i due paesi e fu nominato, per l’occasione, socio Siae.

Il disco L’oro di Napoli dedicato anche a Marotta

Nel 1985 venne pubblicato il suo disco di maggior successo L’oro di Napoli, una raccolta ispirata all’omonimo romanzo di Marotta contenente i brani più famosi della canzone napoletana. Solo in pochi mesi raggiunse il disco d’oro con un milione di copie vendute.

Nel 1986 è stato in Olanda, Belgio, Francia dove registrò due special per la televisione “Antenne 2”, Brasile e Australia dove realizzò Una giornata a Sydney con Bruno Venturini. A Perth (West Australia) fu ospite al Telethon di “Channel 8” di Rupert Murdoch con Michael Jackson e i Chicago.

Nel 1988 tornò a New York per esibirsi insieme ad artisti americani del calibro di Tony Bennett e Barry White e in Australia, accompagnato da Franco Zauli.
In Cina partecipò al festival mondiale delle arti di Shenzhen Zhuhai, vincendo il primo premio con L’oro di Napoli. Nel 1990 cantò per la terza volta in Cina, dove si aggiudicò per la seconda volta il primo premio al festival mondiale delle arti, questa volta a Tianjin con La Napoli di Caruso.

In seguito, girò l’Europa e toccò i paesi scandinavi, Francia, Germania (con un importante concerto, dopo la caduta del Muro di Berlino), Belgio, Olanda e in particolare l’Austria, con un tour voluto fortemente dal direttore artistico dello Staatsoper di Vienna, Marcel Prawy, guru dell’opera lirica e del musical americano.

L’esibizione al G7 di Napoli per Clinton che lo invitò alla Casa Bianca

Nel 1994 cantò per il presidente americano Bill Clinton in occasione del G7 a Napoli. Clinton lo volle in seguito ospite alla Casa Bianca. Nel Dicembre dello stesso anno tenne un concerto di beneficenza in Austria, in occasione dell’inaugurazione del Casinò di Innsbruck: madrina della serata l’attrice Ornella Muti. Cantò White Christmas con John Denver.

Nel 1995 ancora Australia e, poi, nel mese di Dicembre dello stesso anno il Presidente della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro, gli conferì la nomina di Grande Ufficiale della Repubblica italiana per meriti artistici internazionali (era già stato nominato Cavaliere nel 1975, Ufficiale nel 1978 e Commendatore della Repubblica italiana nel 1981).

Nel 1996 ritornò in Austria al teatro Brucknerhaus di Linz e per l’occasione oltre al repertorio classico napoletano si cimentò anche in alcune grandi pagine liriche, come Vesti la giubba da Pagliacci di Leoncavallo, e E lucevan le stelle da Tosca di Puccini con la direzione orchestrale di Willie Anthony Waters. Di lui Franz Endler, autorevole critico musicale del “Kurier” di Vienna ebbe a dire: “Canta le immortali melodie di Napoli nella maniera più autentica ed originale, cosa che cercano di fare i suoi colleghi Carreras e Pavarotti, ma non ci riescono”.

La produzione cinematografica giapponese NHK lo scritturò per la fiction tv Un bel dì vedremo, a fianco del soprano Raina Kabaivanska, Giuliano Gemma, Massimo Girotti con la regia di Tonino Valerii.

L’omaggio a Caruso

Nel 1997 nacque Omaggio a Caruso. Un grandissimo tributo al compianto mito partenopeo, dove Venturini, per tutto l’anno, ha ripercorso la vita del grande tenore con un tour italiano che ha riscosso enormi consensi di critica e di pubblico.

Il 1998 segnò il suo ritorno in America (dove il Governatore dello stato dell’Illinois, Jim Edgar, gli fece dono della cittadinanza onoraria di Chicago) e in Canada, al “Paramount Canada’s Wonderland” di Toronto, con più di cinquantamila spettatori presenti durante i suoi concerti (un successo clamoroso che la Siae decise di premiare con una cerimonia ufficiale al Lingotto di Torino in occasione del 1° Salone della Musica). Poi, Lucio Dalla in occasione di un suo grande concerto a Salerno espresse il desiderio di duettare insieme il brano Caruso.

Nel 2000 il tour in Australia e poi il concerto per il Papa

Nel 2000, in Australia, Venturini è in prima pagina sul quotidiano “La Fiamma” di Sidney, dopo il grande seguito di pubblico riscosso dai suoi concerti.
Il 2001 è l’anno di Homenaje a Caruso in Spagna in onore di Re Juan Carlos, del concerto per Papa Giovanni Paolo II nella basilica di San Pietro (prima di lui solo il tenore Beniamino Gigli) in onore di suo zio materno, il Beato Alfonso Maria Fusco. Al teatro di corte della Reggia di Caserta, si esibì con l’Omaggio a Caruso in memoria dei caduti delle torri gemelle di New York, in diretta con Rai International.

Negli anni che andarono dal 2002 al 2006 ci furono altre numerose tournée, tra le quali il tour europeo del 2002 e quello di Russia, Spagna e Svezia del 2004. Nel 2009, Venturini è nella lista ufficiale dei 500 artisti mondiali (i massimi esponenti delle varie espressioni artistiche) invitati in Vaticano, in occasione dell’incontro nella Cappella Sistina con Papa Benedetto XVI, il 21 Novembre.

La laurea honoris causa nel 2011

Il 2011 gli regalò due grosse soddisfazioni a livello culturale: una laurea “honoris causa” in “Scienze delle comunicazioni” dell’università Jean Monnet di Bruxelles (Belgio) ed una in “Storia della musica” conferitagli dall’università “Ruggero II” di Miami in Florida (Usa). Nel 2012 la sua interpretazione di Funiculì funiculà è stata scelta (tra migliaia di versioni esistenti) e inserita nella colonna sonora del film di Luca Miniero Benvenuti al nord, sequel di Benvenuti al sud (2010), già campione d’incassi al botteghino.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 5 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 5 Novembre 2019

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