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IL RICONOSCIMENTO

Gianni Minà cittadino di Napoli: l’8 giugno la cerimonia

Attualità, Mondo, NapoliCapitale | 30 Maggio 2019

Gianni Minà diventa napoletano

Napoli riconosce il valore di un giornalista che ha raccontato e ha trasmesso anche a diverse generazioni un valore importantissimo: raccontare la verità sempre e dovunque.

«ma forse non è tanto il fatto di rinnegare ‘e cose ca ce stanno o ca ce so state no? E’ ‘o fatto ‘e proporre ‘e cose nostre. […] L’importante è che uno o do’ nonno o da’ nonna riesce a piglià qualcosa e dirla a modo nostro. Non è che quando fai qualcosa ti proponi dicendo “je song ‘o napulitano nuovo” oppure chilla ca nun vo fa cchiù certi ccose…chelli cose ce stanno, so state fatte, non vedo perchè uno deve continuare la tradizione in quel modo e basta. Ce stanno pure chelli cose (tradizionali) ‘nte cose ca facimme nuje, perchè è una formazione che tu non puoi immediatamente eliminà…»
(Massimo Troisi – a Blitz con James Senese)

Classe 1938, giornalista e scrittore tra i più importanti in Italia e nel mondo, sarà a Napoli sabato l’8 giugno 2019 per ricevere, alla presenza del sindaco De Magistris, la cittadinanza onoraria della città nella sala dei Baroni al Maschio Angioino alle ore 18.00.

E’ un riconoscimento a un professionista che, nel corso dei 40 anni di carriera, ha sempre contribuito alla narrazione del meglio di Napoli, e dei suoi grandi, così come alla sua narrazione sincera e costante dei Sud del mondo.

Fidel Castro, Maradona, Troisi, Pino Daniele… sono solo alcuni dei nomi che vengono in mente quando poi si pensa alle grandi interviste di Minà.

Indimenticabili momenti di storia e storia della tv, come il siparietto tra Benigni, Troisi e Minà, in un lontanissimo Blitz.

Minà ha avuto anche il merito di rendere al meglio del racconto narrativo e televisivo gli artisti, i politici e gli atleti del suo tempo, raccontando con semplicità e schiettezza la grandezza della città di Napoli e di altri sud del mondo – Cuba e Sud America in particolar modo.

Blitz, da lui ideato e condotto, è stato un programma di grande innovazione qualitativa: nel palinsesto dell’epoca (1981-84), è stata una delle più incredibili trasmissioni mai trasmesse dalla RAI, con ospiti da brividi quali Muhammad Alì, Touqinho, Benigni, Maradona, Gigi Proietti, Fabrizio De Andrè, Renzo Arbore, Vittorio Gassman, Sergio Leone …

Minà ha sempre prediletto gli artisti di Napoli. Nel suo salotto domenicale sono passati i più grandi artisti napoletani degli anni ‘80 e ‘90, quelli che ancora oggi danno lustro e prestigio alla nostra metropoli, da Troisi a Pino Daniele, Teresa e Giuliana De Sio, Gragnaniello, James Senese, Eduardo ed Eugenio Bennato, Lina Sastri, Eduardo De Filippo, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il gruppo maradoniano “Te Diegum” e tantissimi altri.

L’ultima sua venuta a Napoli “pubblica”, è stata appena due anni fa quando è stato ospite di uno dei beni comuni della nostra città: Lo Scugnizzo Liberato. Nel giugno del 2017, gli attivisti di Massa Critica misero su, in modo del tutto autorganizzato, una “festa della città e per Minà” in occasione della presentazione del suo ultimo libro, “Così va il mondo”, con tanti ospiti in onore del giornalista. Quel giorno, lo Scugnizzo si riempì di centinaia di sostenitori ed ammiratori di Minà.

Allo “Scugnizzo Liberato”, Gianni aveva girato nel 1984 una puntata di “Blitz”, durante la quale intervennero la Nuova Compagnia di Canto Popolare, ancora agli esordi, e Eduardo De Filippo in diretta telefonica. Lo “Scugnizzo”, all’epoca, era ancora il famigerato carcere minorile Filangieri.

Trentatré anni dopo, la città si riunì lì per omaggiare uno dei suoi più grandi amici proprio in uno dei beni comuni restituiti ai cittadini: utilizzando un edificio del patrimonio pubblico e comune per valorizzare la memoria di Napoli.

Ospitare Gianni Minà significò esercitare il ricordo, valorizzando contestualmente una delle più autorevoli memorie storiche partenopee, per mettere tutto ciò a disposizione della città e del quartiere di Montesanto, in un evento aperto alla partecipazione di tutti.

Oggi, grazie anche a quegli attivisti, che hanno tenuto l’amministrazione in collegamento con Minà, è ufficializzata la scelta di renderlo cittadino napoletano, una proposta del Sindaco sentita e voluta da tantissimi partenopei, per l’affetto reciproco e intenso tra Minà e Napoli.

Gianni Minà un gigante tra i giganti in tempo di mediocrità e bassezze, ci ha insegnato come si raccontano i grandi ma anche come si racconta chi non viene rappresentato. Sul Venezuela, ad esempio, è stato tra i pochi a non parlare di dittatura e a denunciare i falliti tentativi di golpe da parte degli Stati Uniti, ricordando al mondo che le spese anche lì le pagano i ceti più deboli, sempre al centro della sua narrazione.

Giornalista nell’anima, Gianni Minà, che anche oggi, che ha tanta anni di esperienza alle spalle, non rinuncia a raccontare la verità col racconto onesto sui sud del mondo.  Uno di noi, insomma, che non poteva che diventare anche cittadino di Napoli.

Bruno Martirani

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 30 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 30 Maggio 2019

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