fbpx
martedì 26 gennaio 2021
Logo Identità Insorgenti

IL RICORDO

Di quando ho visto Maradona e i suoi occhi videro me

Sport | 27 Novembre 2020

Scrivere di Diego non è facile, soprattutto in questo momento. Per noi Napoletani, lo è ancor di più. In questo momento mi viene in mente la storica intervista fatta a Massimo Troisi da Gianni Minà, due grandi amici di Diego, per celebrare la vittoria dello Scudetto. Su Diego è stato detto tutto. Uomo e calciatore. Diego il ribelle, Diego il portavoce dei Sud del mondo, da Buenos Aires a Napoli.

Da classe ’89 qual sono, cosa posso dire io che nemmeno l’ho visto giocare? Poco, pochissimo. Posso però raccontarvi e condividere con voi una cosa. Di quando io e D10S chi siamo guardati negli occhi.

Era luglio del 2017.

Squilla il mio telefono. Dall’altra parte c’è il mio direttore, Lucilla Parlato, che mi dice: “Ciruzzo, tieniti pronto che oggi ti faccio avere accredito per la conferenza di Diego Armando Maradona”. Non credo alle mie orecchie, l’ansia sale a dismisura, il cuore pareva pronto a esplodere. Io, cresciuto amandolo follemente attraverso i racconti di papà, stavo realizzando il mio sogno. Avere Diego, il mio idolo, a un palmo da me.

Ci siamo manca poco. Io e la mia fotocamera siamo pronti, ci sono le televisioni di ogni parte del mondo, ma io mi faccio spazio tra la folla in fermento per l’arrivo di Diego. Una voce darà il via: “Signori calma, Diego sta per entrare”. Eccolo è lui, il mago della pelota è a meno di un metro da me. Ero lì per fotografare, per raccontare, ma non ho retto l’emozione, mi sono bloccato, impietrito. Ma non potevo fallire ancora, dovevo essere pronto ad immortalare quel momento, scatto raffiche di foto, ma nulla, non sono soddisfatto e proprio in quel momento che trovo il coraggio di urlare forte il suo nome.

‘Diegooooo’.

In quella sala gremita di gente, lui ascolta la mia voce e prontamente si volta verso me. Stavolta non fallisco, l’ho immortalato per sempre. Nei miei occhi, nella mia testa e soprattutto nel mio cuore. Custodirò per sempre questo scatto, perché rappresenta il coronamento di un sogno. Di quando vidi Maradona e i suoi occhi videro me.

Ciro Marigliano

Un articolo di Ciro Marigliano pubblicato il 27 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 27 Novembre 2020

Articoli correlati

Sport | 26 Gennaio 2021

Al Napoli serve molto più di un nuovo allenatore

Sport | 24 Gennaio 2021

Dopo la Supercoppa, il Napoli di Gattuso perde (3-1) anche a Verona

Sport | 22 Gennaio 2021

In ricordo di Gigi Simoni, allenatore gentiluomo