giovedì 13 dicembre 2018
Logo Identità Insorgenti

IL RIESAME

Martedì si decide se ridare la libertà a Mimmo Lucano. Come accadrebbe in un Paese civile

Altri Sud, Giustizia, Integrazione | 11 Ott 2018

Si terrà martedì 16 ottobre la discussione davanti ai giudici del Tribunale del riesame di Reggio Calabria della richiesta di rimessione in libertà avanzata dai legali del sindaco di Riace, Domenico Lucano, di 60 anni, (nella foto di Roberta Basile/Kontrolab) agli arresti domiciliari dal 2 ottobre scorso con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. L’istanza è stata richiesta per discutere della scarcerazione ed è stata presentata dai difensori di Lucano, Antonio Mazzone e Andrea Daqua, del Foro di Locri.

Il sindaco Lucano è stato arrestato nell’ambito dell’Operazione Xenia, coordinata dalla Procura di Locri.

Il sindaco di Riace, sospeso dal Prefetto di Reggio Calabria, é stato arrestato dalla Guardia di finanza in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Locri, Domenico Di Croce, su richiesta della Procura della Repubblica.

 

L’indagine contro Lucano e altre 31 persone per presunte irregolarità nella gestione del sistema di accoglienza a Riace era cominciata un anno e mezzo fa e nell’ottobre del 2017 al sindaco calabrese era stato recapitato un avviso di garanzia per truffa aggravata, concussione e abuso d’ufficio. “Sono sconcertato e senza parole, ma per certi versi mi viene quasi da ridere perché non ho nessun bene nascosto. Non possiedo niente e non ho conti segreti. Allora ben vengano i controlli su di me e che siano il più approfonditi possibili”, aveva commentato allora Lucano. Da quel momento il sistema Riace era stato passato al setaccio dagli inquirenti, ma tutte le accuse più gravi a carico di Lucano (una ventina tra cui associazione a delinquere, truffa, concussione, malversazione etc.) sono decadute. Infatti, nella stessa nota diffusa dalla procura, il giudice Di Croce ha escluso che si sia verificata “alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate”. Ma due accuse dei pm rimangono in piedi.

Secondo la nota diffusa dalla procura il 2 ottobre, Lucano avrebbe organizzato un matrimonio “di comodo” tra un’immigrata nigeriana e un cittadino italiano. Alla base di questa accusa c’è un’intercettazione telefonica in cui Lucano parla della possibilità che una donna, a cui è stato negato l’asilo tre volte, sia regolarizzata attraverso il matrimonio con un abitante di Riace. Nella conversazione registrata però non emerge se il matrimonio sia stato in effetti celebrato, né se siano stati riscontrati casi simili. L’altra accusa è l’affidamento diretto di appalti per la raccolta porta a porta e il trasporto dei rifiuti alle cooperative Eco-Riace e L’Arcobaleno dall’ottobre 2012 fino all’aprile 2016, senza che fosse indetta una gara d’appalto e senza che le due cooperative fossero iscritte nell’albo regionale come previsto.

Dall’ordinanza di applicazione della misura cautelare firmata dal gip di Locri, emergono ulteriori elementi. In primo luogo le critiche del gip per niente velate all’impianto accusatorio costruito dalla procura che viene più volte descritto come “laconico”, “congetturale”, “sfornito dei requisiti di chiarezza, univocità e concordanza”. Le uniche accuse che rimangono in piedi e che giustificano l’arresto sono il capo d’imputazione provvisoria T (violazione dell’articolo 353 bis del codice penale, turbata libertà degli incanti) per non aver messo a bando gli appalti della raccolta dei rifiuti porta a porta; e l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nell’ordinanza del gip emergono altri due episodi oltre a quello citato dalla nota della procura che sostengono l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sempre attraverso dei matrimoni “di comodo”: uno riguarda il fratello della compagna di Lucano (matrimonio che non è poi avvenuto) e l’altro una ragazza del Ghana con un abitante di Riace.

Resta il grandissimo lavoro di Mimmo Lucano in termini di integrazione che ha fatto di Riace un modello da imitare nel mondo. Non c’è giustizia formale che tenga rispetto a questo. Liberate quest’uomo, se siamo ancora in un paese civile.

Identità Insorgenti

Identità Insorgenti è un giornale on line che rappresenta un collettivo di scrittori, giornalisti, professionisti, artisti uniti dalla volontà di una contronarrazione del Mezzogiorno.

Articoli correlati

Altri Sud | 4 Mag 2018

IDENTITÀ E PACE 

Intervista con la cantautrice nativa americana Joanne Shenandoah

Altri Sud | 16 Mar 2018

SUD DEL MONDO

Rio in piazza per ricordare Marielle, uccisa per il suo attivismo in favore degli ultimi

Altri Sud | 9 Feb 2018

SUD DEL MONDO

Damian Marley e la Marjuana terapeutica: trasforma un carcere in campo coltivato in California

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi