martedì 23 ottobre 2018
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IL SOLITO LIBERO

Migranti, colera e Napoli in un solo titolo. Però succede a Caserta (e nel resto d’Europa)

Attualità, Emigrazione, Razzismo | 4 ottobre 2018

“Torna il cretinismo da pellagra in Lombardia. Non l’hanno portato i migranti “.

Questo sarebbe un possibile titolo di “Libero” se Milano soffrisse degli stessi pregiudizi di cui soffre  Napoli. Se poi a Napoli ci aggiungi anche la parola “migranti”, il titolone è bello e pronto, per la gioia di salviniani e varia disumanità.

Poi a chi importa se i casi di colera osservati sono solo due e quindi non esiste alcuna epidemia? A chi importa se ci si riferisce a due persone residenti nel casertano e non a Napoli? Cosa ce ne frega di sapere che il colera, in un mondo in cui i flussi umani sono in continuo movimento, è presente in tutta Europa con centinaia di casi negli ultimi anni? Vogliamo mica fare corretta informazione, qui?

Ad ogni modo, per metterci al riparo dalle fandonie di Libero e di chi gli fa eco – come alcuni sedicenti giornali nazionali e la sempre più vergognosa stampa locale main stream – e rassicurarci un po’ tutti, riportiamo le dichiarazioni di Carlo Trascini, Direttore della prima divisione malattie infettive dell’ospedale Cotugno di Napoli, intervistato da Agi:

“Non c’è nessuna epidemia. Ci sono due casi in cui abbiamo riscontrato sintomatologia da infezione da batterio del Vibrio Cholerae, e manderemo campioni all’Istituto superiore di sanità per conferma. Dati i tempi dell’incubazione della malattia e della loro permanenza in un paese a rischio e del rientro in Italia, non vi è dubbio che la malattia sia stata contratta all’estero. Abbiamo avviato tutti i protocolli previsti anche sui familiari”.

Secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), infatti, si tratta dei primi casi di colera registrati in Italia dal 2008. Mentre in Europa si registrano continuamente nuovi casi di colera.

Dopo un picco di 40 casi nel 1998, la malattia si è  assestata, arrivando a far registrare 237 casi tra il 1995 e il 2004.

Parliamo di percentuali che si aggirano intorno allo 0,01% per 100.000 abitanti.

Il maggior numero di casi si è registrato in Gran Bretagna, Belgio e Olanda, ma non abbiamo mai letto da nessuna parte “Londra colera”. Forse perché gli inglesi, oltre ad avere un eccellente sistema sanitario, sono anche immuni alle nullità alla Feltri?

Drusiana Vetrano

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