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IL SONDAGGIO

Bismuto: “Insurgencia restituisca lo spazio occupato a San Rocco chiuso da anni”

Attualità | 11 Gennaio 2020

Scrive Laura Bismuto, appena uscita da Dema e oggi consigliere di maggioranza che ha ribadito la sua autonomia da giochi e giochetti in corso, che tutti i giorni passa davanti alla struttura occupata una quindicina di anni fa dal collettivo Insurgencia, quello di cui fanno parte assessori comunali e municipali e lo stesso presidente dalla III municipalità, a via San Rocco, una traversa dei colli aminei.

“Tutti i giorni, passo davanti a questa struttura. Passo, me la vedo e me la piango.Via vecchia San Rocco. Tra il borgo di Capodimonte, i Colli Aminei e il quartiere Frullone: un intero stabile di proprietà comunale, inutilizzato, di fatto sottratto alla collettività. Dal 2006 ci sono circa 250.000 euro di fondi pubblici stanziati per la ristrutturazione, con gara aggiudicata. Lavori mai partiti perché occupato. A differenza di tante altre esperienze di luoghi “liberati” che sono diventati una risorsa importante sui territori e per la città, tanto da essere stati riconosciuti attraverso delibera comunale “beni comuni”, questa esperienza in questi anni non ha restituito nulla al territorio in termini sociali, né ha risposto a bisogni primari riconosciuti come diritti fondamentali dalla nostra Costituzione. E non è una provocazione o un attacco strumentale, ma solo una riflessione coerente ad un percorso che ha come priorità – spiega la Bismuto – la cura dei bisogni della collettività, che vuole ricostruire una comunità, che rimette al centro la vita sociale dei territori e rende protagonisti i suoi abitanti”.

Di fatto il centro occupato è disattivo da anni per il crollo dei solai, nonostante vari “sostenitori” di Insurgencia (tra cui qualcuno oggi riciclatosi con le sardine per conto sindaco) sostengano – mentendo – cose diverse e che invece quello spazio sarebbe utilizzato per corsi e riunioni. Però basta passarci o vivere lì per sapere che è una bugia totale. E’ chiuso da anni perché inagibile. E anzi se fosse vero – e non lo è – che è abitato, sarebbe doppiamente grave. Perché sarebbe anche in gioco la sicurezza delle persone che vi mettono piede.

Così la Bismuto lancia la proposta: “Tenuto conto che in zona, ma in realtà nell’intera municipalità, abbiamo due problemi: Non esistono spazi pubblici di aggregazione per i nostri giovani, un cinema, una biblioteca, un centro sportivo o un centro giovanile e in secondo luogo non abbiamo una sede per la #polizialocale sul nostro territorio, tanto che l’unità operativa della 3′ municipalità ha sede a piazza Dante, si potrebbe pensare di trasformarlo in centro giovanile o in sede della polizia locale”. E così lancia il sondaggio sulla sua pagina fb, dove naturalmente scagnozzi vari di Insurgencia la insultano insinuando che la sua è solo campagna elettorale. Una roba deprimente, che denota ancora una volta la mancanza di pudore di chi ha aderito a questo collettivo di arrivisti e piccoli affaristi.

La Bismuto comunque è intenzionata ad andare avanti e per la prossima settimana ha convocato una seduta di commissione Giovani e Polizia locale, ponendo all’odg proprio il futuro di questa struttura e le due ipotesi di utilizzo. Si aspetta una presa di posizione del sindaco De Magistris che come al solito se ne sta muto e silente ben sapendo che questa vicenda è grave e sotto gli occhi dell’intero quartiere. Di cui ricordiamo la Bismuto è abitante. A differenza del 90 per cento dei commentatori arrivisti che hanno affollato il suo post…

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 11 Gennaio 2020

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