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IL SOPRALLUOGO

Monte Echia, ancora due anni per la riqualificazione totale dell’area

Infrastrutture e trasporti | 9 Giugno 2020

Per rivedere la Monte Echia dei sogni occorreranno ancora anni. Ottimisticamente due per la riqualificazione dell’area (esclusa Villa Ebe, naturalmente, il cui nodo, nonostante la volontà del comune di farla ritornare tra i beni della città, non è ancora sciolto).

Sei mesi invece per la messa a punto dell’ascensore (le macchine sono già in costruzione). Sempre dopo l’ok, ancora non arrivato, dell’autorizzazione ambientale. Che forse arriverà a fine mese.

Ottimistica dunque la previsione dei tecnici che ieri hanno accolto la commissione urbanistica in sopralluogo, di sei mesi per attivare l’ascensore a dicembre, data presunta della conclusione della prima fase dei lavori di Monte Echia entro i quali si prevede il completamento dell’elevatore che collegherà quest’area a Santa Lucia. Anche perché resterà il costone da mettere in sicurezza. L’ascensore, assicurano però gli stessi componenti della commissione urbanistica, sarà attivato prima, grazie a opere provvisionali che ne consentiranno la funzionalità. E’ costato 1 milione e 200mila euro, finanziati con il Patto per Napoli. Sarà gratuito e gestito da Anm con una capienza di 50 persone. E con un punto di ristoro a Monte Echia.

I tecnici ieri hanno anche mostrato ai commissari Coppeto, Rosario Andreozzi, Carmine Simeone, il progetto del brutto gabbiotto bianco che sorgerà a Monte Echia come “uscita” dell’ascensore, davanti ai ruderi della villa romana che sono dietro il cantiere. A giudicare dalla foto sfocata, a nostro avviso è un mostro.

Ma non è tempo di polemiche: questa zona magnifica e degradata aspetta da troppo la riqualificazione.

Ad ogni modo la buona notizia è che anche la seconda trance di lavori è già finanziata con 1 milione di euro del Piano Strategico per Napoli: sono i soldi che consentiranno la successiva messa in sicurezza del costone

Il presidente della commissione Mario Coppeto, parla di “un’opererazione di riqualificazione importante, sia per i residenti che per i turisti”. E aggiunge, su nostra domanda, che il progetto di rilancio della zona sarà completato dalla riqualificazione – già appaltata come vi abbiamo raccontato in passato – di Villa Ebe, “che non sarà più venduta, ma diventerà “Casa del Viaggiatore” e luogo di cultura per la valorizzazione dell’eccellenza napoletana”.

Però anche se c’è la volontà di restituirla alla città al momento non ci sono i fatti, su Villa Ebe. Noi sappiamo che per stralciarla dal piano dei beni alienabili occorre un voto apposito del consiglio comunale con un ordine del giorno ad hoc. Che al momento ancora non è stato calendarizzato. Come sempre attendiamo e vigiliamo.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 9 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 9 Giugno 2020

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