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IL SUD CONTA

Contro il regionalismo differenziato: le conclusioni del primo incontro a Napoli

Politica | 14 Marzo 2019

Sabato 9 marzo si è tenuto presso il cinema Astra di Napoli un incontro pubblico promosso dai firmatari dell’appello de Il SudConta.org: una piattaforma nata per contrastare l’applicazione del regionalismo differenziato voluto fortemente da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Ecco la sintesi dell’incontro.

All’incontro de IlSudConta.org hanno partecipato circa 250 persone riempiendo la sala per circa 3 ore durante le quali si sono susseguiti interventi dal mondo dell’accademia, della cultura e della politica meridionale.
Massimo Villone costituzionalista, i docenti universitari Petraglia e Valeria Pinto, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, la senatrice 5 stelle Paola Nugnes, l’ex-tenete della polizia provinciale Giuseppe Di Bello, Salvatore Lucchese uno dei rappresentanti del comitato “Gaetano Salvemini” e diversi attivisti sindacali dell’ USB e dei Cobas. Sono solo alcuni dei partecipanti all’iniziativa, che ha affrontato alcuni temi che troppo spesso sono stati assenti nel dibattito politico qui nel mezzogiorno.

Oltre a mettere al centro gli effetti nefasti di quella che il professor Viesti ha definito “la secessione dei ricchi”, la discussione ha affrontato la genesi del regionalismo differenziato e le diseguaglianze che il federalismo fiscale ha prodotto dalla sua introduzione, andando ad acuire il divario nord-sud all’interno del paese.
Tutto ciò mentre la riforma del titolo V e la governace europea facendo scomparire il Mezzogiorno dalla nostra costituzione, sostituendo la questione meridionale con il concetto di regioni svantaggiate.

Diverse scuole di pensiero si sono confrontate sabato, anche con posizioni nettamente contrapposte, ma che si denunci il pericolo della fine dell’unità nazionale o che si chieda un processo di autonomia più egualitario e rispettoso dei principi contenuti nella carta costituzionale, il minimo comune denominatore è che il regionalismo cosi com’è mette a rischio i già precari servizi pubblici che dovrebbero essere garantiti ai cittadini meridionali.
La richiesta di sospensione del processo e l’apertura di una fase di discussione pubblica, che coinvolga le persone direttamente, si è dimostrato essere esigenza condivisa da più parti.
Cosi come la consapevolezza che senza un processo di partecipazione diretta dei meridionali l’esisto del regionalismo non sarà differente da quello che già abbiamo visto per il federalismo fiscale.

Per questi motivi pensiamo che sia utile lanciare due sfide a tutti e tutte, che possano far diventare il sud conta uno spazio di organizzazione e discussione attorno al tema del regionalismo e dei diritti che ancora vengono negati ad una parte consistente di questo paese:
– L’arma principale per contrastare questo processo è la consapevolezza! Chiediamo a tutti e tutte di costituire comitati in difesa del sud nelle proprie città, per informare e rendere consapevoli il maggior numero di persone possibile.
I comitati possono coordinarsi attraverso la pagina facebook e nelle prossime settimane anche attraverso il sito che perfezioneremo calibrandolo sulle nuove esigenze della campagna.
La proposta è quella di lanciare una rete di comitati che si muova come nell’esperienza vincente dei comitati civici per l’acqua pubblica.

– Il 12 Aprile costruiamo una giornata di mobilitazione in difesa del Sud sui diversi territori meridionali e non solo, manifestazioni e presidi nei principali centri del mezzogiorno, abbiamo la necessità di uscire allo scoperto e soprattutto tenere la guardia alta; anche se la questione delle autonomie potrebbe subire una battuta d’arresto in vista delle elezioni europee, il partito del nord è però determinato nel portare a casa il risultato entro l’anno e noi scontiamo anni di passività e immobilismo.

Siamo convinti che l’unica speranza per le nostre città sia la messa in movimento di migliaia di persone, che comincino ad immaginare di poter nascere, crescere, vivere dignitosamente e morire nelle proprie terre.
Se questa scossa non partirà dai e dalle meridionali davanti a noi non resterà che la solita scelta, tra abbassare la testa davanti ad una classe dirigente incapace, corrotta e subalterna o l’emigrazione.
Il nostro tempo è ora. Il sud conta!

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 14 Marzo 2019 e modificato l'ultima volta il 14 Marzo 2019

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