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Il tempio dei Dioscuri: i figli di Zeus dèi patrii di Napoli

NapoliCapitale | 9 Febbraio 2021

 

Le tracce del leggendario tempio dei Dioscuri dedicato al culto di Castore e Polluce, figli di Zeus e dèi patri dell’antica Neapolis

Il loro nome significa letteralmente “figli di Zeus” e indica i due fratelli eroi che talvolta erano indicati come “Castori” dai Romani. L’uno era un semidio mentre l’altro era mortale. Secondo Omero essi erano figli di Leda e Tindareo, re di Lacedemone (e perciò talvolta chiamati Tindaridi), e fratelli di Elena. Sempre secondo Omero entrambi sparirono dalla Terra prima che i Greci intraprendessero la spedizione contro Troia e, benché sepolti, Zeus concesse loro di dividere il destino. Alla morte del fratello mortale, quello immortale si alternò con lui vivendo un giorno nell’Ade ed un altro giorno in cielo, fra gli dei.

Sono rappresentati nella nudità eroica, come giovani nel fiore degli anni, talvolta col capo coronato di stelle e con un caratteristico mantello, la clàmide. In mano spesso hanno una lancia. Il loro culto arrivò da Sparta e si diffuse in numerose altre regioni della Grecia, della Sicilia e della Magna Grecia. Per volere di Poseidone ebbero il potere di dominare le onde ed i venti diventando così protettori dei marinai. Furono i numi tutelari dei giochi pubblici, gli inventori delle danze di guerra e patroni di poeti e cantori. E furono fra i più importanti dèi patrii dell’antica Neapolis.

 

Tempio dei Dioscuri

Il Tempio dei Dioscuri nell’antica Neapolis

Il tempio dei Dioscuri era collocato nel Foro, l’odierna Piazza San Gaetano, sul luogo ora occupato dalla Chiesa di S.Paolo Maggiore, su un alto podio. E il magnifico pronao esastilo, sei grandi colonne marmoree alte più di tredici metri, svettava imponente sulla piazza sottostante. Il timpano era ornato da splendide sculture che caratterizzavano gli elementi e le divinità neapolitane. La sirena Parthenope, il fiume Sebeto, la Campania con la sua cornucopia e Tritoni che suonano trombe marine.

Ma il posto d’onore spettava a loro. Eccoli qui esposti al Mann insieme alla bella iscrizione dedicatoria del I sec. d.C. Di Tiberio Giulio Tarso e Pelagone liberto, costruttore del tempio. Sono Castore e Polluce. I Dioscuri.

Enzo Di Paoli 

Un articolo di Enzo Di Paoli pubblicato il 9 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 9 Febbraio 2021

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