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Il Toro e l’Ariete. Da Wall Street al museo Salinas: storie di bestie e di potere

Beni Culturali | 22 Febbraio 2021

Dal lontano 1989 una colossale statua in bronzo rappresenta la vittoria del capitalismo statunitense. The Charging Bull- il toro che carica- fa parte del panorama della Grande Mela ed è divenuto iconico simbolo di Wall Street.

Pochi ricordavano che lo scultore del Toro di New York fosse un siciliano

In pochi ricordavano che lo scultore del Toro di New York fosse un artista siciliano, il vittoriese Arturo Di Modica, deceduto pochi giorni fa proprio nella cittadina in provincia di Ragusa, nella sua casa in contrada Pozzo Bollente.

Era molto orgoglioso del suo Charging Bull, Arturo Di Modica, tanto da aver di recente dichiarato «Mi hanno detto che dopo la Statua della Libertà è il monumento più visitato di New York. Ha superato perfino l’Empire State Building».

Tra i suoi progetti una scuola d’artisti

Fiero della sua opera, aveva inoltre rivelato di avere in cantiere progetti di ampio respiro tra cui Fighting Horses-I cavalli che combattono- due mastodontiche sculture che sognava di collocare sul fiume Ippari, nonchè la creazione di una scuola per artisti, per realizzare la quale pare avesse già acquistato un uliveto.

Le celebrazioni postume dedicate a Di Modica

Dal 19 febbraio scorso, data della sua morte, tanto si è scritto sul mite scultore siciliano, vissuto tra Stati Uniti e Italia.

Tutto sappiamo del rocambolesco modo in cui il Di Modica riuscì a posizionare la sua gigantesca opera proprio davanti Wall Street, opera che successivamente venne spostata in una strada vicina, a Bowling Green, divenendo una delle maggiori attrazioni turistiche e icona del neoliberismo rampante.

C’è un legame con l’Ariete custodita a Palermo, risalente a due millenni prima?

Ma forse c’è qualcosa di non ancora narrato che (secondo noi) lega indissolubilmente l’opera del Di Modica ad un’altra opera bronzea, risalente ad un paio di millenni prima.

Ci riferiamo all’Ariete del museo archeologico “Antonino Salinas” di Palermo, superstite di una coppia che, con ogni probabilità, decorava la reggia del tiranno siracusano Agàtocle nel IV-III sec. a.C. e che, in età medievale fu posta a difesa del Castello Maniace, sempre a Siracusa.

L’ariete per Guy de Maupassant rappresentava un dio bestiale, impuro, superbo

 

Per molto tempo attribuito alla cerchia dello scultore greco Lisippo, alcuni studi lo hanno di recente ricondotto all’età romana.

Definito da Guy de Maupassant “un dio bestiale, impuro, superbo”, l’Ariete del Salinas è rappresentato nel momento di tensione suprema, quello che precede l’attacco, la carica, il movimento, proprio come il Toro di Wall Street.

Due opere poste in difesa di un potere

Sia il Toro che l’Ariete sono rappresentati con la testa ruotata a sinistra, occhi spalancati, narici dilatate e bocca semiaperta: due bestioni in fase di attacco, due forze della natura a difesa di qualcosa.

L’Ariete venne posto a difesa di un potere politico ormai tramontato; il Toro è ancora oggi a guardare il potere, apparentemente intoccabile, del sistema capitalistico.

L’arte: linguaggio trasversale che unisce epoche lontane

Arturo Di Modica si è spento e non sapremo mai se aver accostato il Toro di Wall Street con l’Ariete del Maniace sia solo una nostra suggestione.

Se così fosse, non ci stupiremmo: l’arte è un linguaggio universale e trasversale e sa come unire contesti spazio-temporali solo apparentemente lontani.

Anna Maria Alaimo

Un articolo di Anna Maria Alaimo pubblicato il 22 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 22 Febbraio 2021

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