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IMPRESE ERETICHE

Intervista con Capalbo alla vigilia del raduno degli imprenditori del Sud

Attualità, Battaglie, Imprese, Lavoro, Made in Sud | 10 Ottobre 2015

massimiliano capalbo

Domani, 11 Ottobre 2015, Zagarise (CZ) si prepara ad accogliere il 4° Raduno delle Imprese Eretiche, organizzato da Massimiliano Capalbo, giovane imprenditore eretico. Il Raduno – che vi racconteremo sulle pagine di Identità Insorgenti – ospiterà gli imprenditori “che hanno osato trasformare la propria vita e quella degli altri semplicemente passando dalle parole ai fatti”, ci spiega Massimiliano nell’intervista a seguire, dove rimarca sempre più la sua voglia di agire in un territorio quale quello meridionale prigioniero di “alcune zavorre di natura psicologica e sociologica che ne impediscono i movimenti e l’evoluzione”.

Domenica 11 Ottobre 2015, a Zagarise (CZ) presso Orme nel Parco, si terrà la quarta edizione del Raduno delle Imprese Eretiche. Come mai, ogni anno, tieni ad organizzarlo? Cosa ti aspetti da un evento che ospita i maggior imprenditori presenti sul territorio calabrese?

Il Raduno delle Imprese Eretiche non si tiene ogni anno, si tiene quando c’è qualcosa da dire e da raccontare, quando ci sono le ragioni per farlo. Siamo eretici anche in questo. Io non mi aspetto nulla di particolare, se qualcuno pensa che quello che faccio sia finalizzato al raggiungimento di un obiettivo preciso si sbaglia. Sono io il primo spettatore del raduno, curioso di conoscere cosa succederà. Se c’è un errore tipico dell’uomo occidentale è quello di pensare di potersi mettere al volante di qualcosa ubriaco di certezze. Occorre, invece, avere la capacità di mettersi in ascolto di ciò che accade e carpirne l’essenza. Nessun essere umano è in grado di piegare gli eventi per il raggiungimento dei propri scopi perché il mondo è complesso e l’esito delle vicende non dipende esclusivamente da noi. Noi possiamo, invece, leggere ciò che ci accade intorno, solo se abbiamo la sensibilità per farlo. Il raduno non ospita i maggiori imprenditori calabresi, ospita dei perfetti sconosciuti, alcuni anche molto piccoli, che hanno osato trasformare la propria vita e quella degli altri semplicemente passando dalle parole ai fatti. I protagonisti del Raduno rappresentano una nuova tipologia di imprenditori, io li definisco i nuovi politici, perché sono quelli che realmente hanno il potere di fare e plasmare la realtà a propria immagine e somiglianza.

Qual è, principalmente, la finalità del progetto?

Ereticamente non è un progetto, è una provocazione. Sfugge alle etichette ed alle definizioni. Il Raduno si propone: 1) attraverso l’esempio dei protagonisti, che definisco le “fiamme che ardono”, di stimolare i “fuochi sotto cenere”, quelli che ancora non hanno osato prendere in mano il proprio destino; 2) di portare sotto i riflettori le esperienze positive per dimostrare che una Calabria diversa esiste già, agisce ogni giorno e ottiene risultati straordinari, e non si tratta di una possibilità remota; 3) di rappresentare un’occasione per mettere in contatto i vari eretici tra loro, perché possano conoscersi e confrontarsi e far nascere collaborazioni e idee; 4) di coordinare un programma di azioni da compiere, da qui ad un anno, per incidere con maggiore forza sul territorio, per difenderlo dai neocolonialisti, dalla malavita organizzata, da una partitica rampante e priva di una visione e di una strategia e per imporre un’agenda politica e dare una priorità ai temi che contano.

Tu parli spesso di imprenditori “eretici” – definiti da noi anche Insorgenti -, appartenendo tu stesso alla categoria. Ma chi sono gli imprenditori del Sud? Come mai li definisci eretici?

Non credo sia una questione di Nord o Sud. C’è un progetto che si chiama “Italia che cambia”, per esempio, al quale abbiamo aderito, che ha individuato e raccontato attraverso un libro centinaia di imprenditori che in tutta Italia ogni giorno si rimboccano le maniche per dare un futuro a se stessi e alle comunità nelle quali vivono e lavorano. Gli eretici sono quelli che vanno oltre gli stereotipi, i pregiudizi, le comodità, che non prendono le scorciatoie per evitare sacrifici ma la via maestra irta e piena di ostacoli, che non fanno le vittime, che si assumono le proprie responsabilità e che non si accontentano delle versioni ufficiali, che scavano dove sembra non ci sia nulla da scavare.

Il Sud è un territorio ricco di risorse naturali, culturali, ma, allo stesso tempo, poco valorizzato. Qual è, secondo te, il problema? Come mai il Sud non riesce ancora a rialzarsi completamente?

Beh per rispondere a questa domanda, che mi assillava da tempo, ho pubblicato addirittura un libro, La Terra dei recinti (edito da Rubbettino), che sta riscuotendo consensi inaspettati e scardinando molte false credenze. Il Sud deve liberarsi fondamentalmente di alcune zavorre di natura psicologica e sociologica che ne impediscono i movimenti e l’evoluzione, che io ho sintetizzato in quattro punti di debolezza: complesso di inferiorità, giudizio degli altri, vittimismo e diffidenza. Se riuscirà a compiere questa operazione (che ovviamente richiede tempo) non ce ne sarà per nessuno e forse il Paese comincerà a rimettersi in moto, perché assisteremo ad un cambiamento epocale che attende di realizzarsi da circa 150 anni.

Parliamo di imprese al Sud. Cosa le fa funzionare e cosa, invece, impedisce il loro sviluppo.

Le fa funzionare il fatto che al Sud abbiamo tutti delle vaste praterie davanti, perché è proprio dove non c’è nulla che si può creare di tutto. L’immobilismo che ha caratterizzato per diversi decenni la storia di questa parte d’Italia si sta rivelando un sorprendente punto di forza, perché l’industrializzazione forzata del Sud non essendosi per fortuna mai compiuta ha consentito di preservare un territorio dalle straordinarie risorse naturalistiche, culturali, enogastronomiche, artigianali e turistiche che oggi rappresentano i principali asset sui quali puntare per risollevarsi. Mentre il Nord è costretto ad organizzare quel circo che va sotto il nome di Expo, per darsi una parvenza di genuinità, il Sud lo è veramente (a parte qualche schifezza qua e là come l’Ilva di Taranto o la Pertusola di Crotone per citare i più famosi) deve solo prenderne consapevolezza. Quello che impedisce alle imprese del Sud di crescere e prosperare è la pressione fiscale che ha raggiunto livelli insostenibili, ingiustificata dal fatto che in cambio le imprese non ricevono alcun servizio. Se invece di elargire finanziamenti europei, secondo logiche e meccanismi diabolici, che non hanno generato alcuno sviluppo sul territorio ma solo le fortune della malavita organizzata o perdere tempo a studiare “piani per il Sud” improponibili, i governi si limitassero a tagliare o eliminare le tasse, le imprese del Sud virtuose starebbero tranquillamente in piedi senza l’aiuto di nessuno. Ma ai governi è sempre servito e continua a servire un Sud prono e sottomesso, finanziamenti-dipendente, perché la questione è e deve rimanere meridionale.

Tu, Massimiliano, sei un imprenditore eretico. Hai costruito in Calabria il tuo futuro, dando vita ad un Parco dove effettuare numerose attività. Perché un giovane meridionale decide di rimanere al Sud e creare, addirittura, un’impresa?

Perché questa è la normalità, non l’eccezionalità. Quello che a noi sembra eccezionale, quello che siamo costretti a chiamare “eresia” per ricavarci uno spazio sui media, che si alimentano di etichette e memi, altrove è la normalità. Occorre dare un nuovo senso alle parole “impresa” e “imprenditore”. L’impresa prima che economica è umana, nessuna comunità si è mai evoluta senza l’agire dell’uomo. E l’imprenditore è un politico che plasma la realtà nella quale vive, mettendo al servizio della comunità i propri talenti. Chi vuole cambiare agisce, chi non vuole cambiare si lamenta e aspetta che arrivi in soccorso la cavalleria. Guai a quelle comunità che non prendono in mano il proprio destino, la storia ci insegna che se non lo faranno loro lo farà qualcun altro e non sarà particolarmente attento ai loro bisogni e alle loro esigenze.

Eleonora Greco

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 10 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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