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IN ABRUZZO

Amministrative, il centrodestra vince. Pd e grillini gli sconfitti, scompare la sinistra

Politica | 28 Maggio 2019

L’Abruzzo vira a destra. Nelle amministrative di ieri, al centrosinistra rimane ben poco. Perde a Giulianova, popoloso comune del Teramano dove il Pd non avrà nemmeno un consigliere comunale, viene sconfitto a Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara, dove viene eletto il giovane Matteo Perazzetti,  nonostante fosse una sorta di Stalingrado abruzzese; disarcionato da tutti i comuni minori dove la presenza della sinistra era radicata. Si conferma a Pineto, centro balneare in provincia di Teramo dove il centrodestra andava diviso. Il centrosinistra continua a richiamarsi a quello che viene definito “modello-Legnini” come la batosta rimediata alle regionali lo scorso febbraio con un proliferare di liste utili solo a disperdere voti anziché guadagnarne.

Abruzzo, regione leghista del Mezzogiorno

La regione è anche la più leghista tra quelle del Meridione con il partito di Salvini che supera il 30 per cento. E’ anche l’unica delle venti che non ha aperto bocca in merito all’autonomia o al federalismo e non è un caso. Quanto c’è di Lega nella versione abruzzese? Poco se non addirittura niente. Mai toccato i temi della politica nazionale: è stata solo una gara al riposizionamento tanto che buona parte dell’ossatura del partito è composta per un buon 90 per cento da persone che provengono da Forza Italia, la ex An, la galassia post democristiana, radicali, qualche esponente dell’Idv dipietrista e profughi vari del Pd.

La richiesta di spoil system

Alle amministrative, però, il boom delle europee non si è ripetuto ad eccezione di Montesilvano anche se la versione locale della Lega ha comunque conquistato percentuali sopra il venti per cento che hanno trainato tutti i candidati ridisegnando la mappa politica delle istituzione e che, a breve, avrà il proprio riflesso in tutti gli enti e società controllate dando il via a uno spoil system già reclamato dalle varie componenti regionali.

Pescara al centrodestra

“Il profondo affetto che ho per Pescara, la città che amo, è stato generosamente ricambiato dai pescaresi che mi hanno voluto sindaco già al primo turno e ai quali va il mio più sentito ringraziamento per l’appoggio e la fiducia”. E’ la prima dichiarazione di Carlo Masci, nuovo sindaco di Pescara, città più popolosa d’Abruzzo. Il capoluogo adriatico torna al centrodestra dopo il quinquennio di amministrazione targata Pd con l’ex primo cittadino, Marco Alessandrini che non è stato ricandidato. Sei le liste a supporto di Masci: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc, Pescara Futura e Amare Pescara. Con oltre il 51 per cento di preferenze e il 53 dei voti di lista, Carlo Masci si è aggiudicato la vittoria al primo turno contro Marinella Sclocco di Liberi e Uguali, ex assessore regionale alle politiche sociali non riconfermata alle scorse regionali di febbraio, candidata del centrosinistra composto da Pd, Per Sclocco Sindaco e Pescara Città Aperta che, insieme, arrivano al 22 per cento. Terzi i grillini con Erika Alessandrini inchiodati tra il 12 e il 13 per cento. Torna in consiglio comunale anche una vecchia conoscenza della politica locale: Carlo Costantini, già in Forza Italia nel 1994, poi consigliere con la Margherita, deputato e consigliere regionale con l’Italia dei Valori, candidato al parlamento con Ingroia e, oggi, a capo di tre liste civiche che, racimolando il 6 per cento, gli permettono di rientrare a palazzo di città.

Il caso Montesilvano, destra e sinistra tutti sul carroccio

Circa 55mila abitanti. Montesilvano, divisa da Pescara cui è contigua, è la quarta città d’Abruzzo ed è diventata un caso nazionale. Qui sono passati tutti sul carro della Lega: da destra a sinistra. Il nuovo sindaco, il poliziotto Ottavio De Martinis era vicesindaco uscente con Forza Italia, è stato eletto con il 67 per cento con la Lega azionista di maggioranza al 30. Assieme al primo cittadino troviamo l’avvocato Anthony Aliano, già assessore con il centrosinistra poi passato in Forza Italia, Fratelli d’Italia e, quindi, approdato alla Lega. Deborah Comardi sette anni fa era stata eletta in consiglio comunale con l’allora Sel poi  è passata in Forza Italia e quindi in Lega, Gabriele Di Stefano ex Sinistra Arcobaleno, ex Forza Italia, ex Pd infine Paolo Di Blasio ex sindaco con la Democrazia Cristiana transitato attraverso i Popolari, la Margherita prima di approvare in riva al centrodestra.

Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 28 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 28 Maggio 2019
#Abruzzo   #Lega   #Pescara  

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